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WhatsApp: inoltro dei messaggi virali ridotto del 70%

I nuovi limiti imposti all’inoltro dei messaggi con tendenza “virale” funzionano, dice Facebook. WhatsApp taglia alla fonte la diffusione di disinformazione e fake news.

WhatsApp è il servizio di messaggistica e comunicazione più usato al mondo, e non è un caso che la app di Facebook sia uno dei veicoli principali di messaggi “virali” e fake news. La disinformazione corre veloce soprattutto al tempo del COVID-19, ma almeno in questo caso la corporation in blu sembra aver ridotto grandemente le possibilità di abuso.

Risale infatti all’inizio del mese l’implementazione di un nuovo limite alla condivisione dei messaggi già “altamente condivisi” sul network, ovvero inoltrati più di cinque volte. La limitazione è pensata come un bilanciamento tra la libertà di comunicazione e la necessità di contrastare la disinformazione a base di fake news, e stando agli ultimi dati l’operazione sembra aver dato i suoi frutti.

Fake news

Facebook ha infatti reso noto che, nel periodo intercorso tra l’imposizione del nuovo limite e oggi, il numero dei messaggi “altamente condivisi” su WhatsApp si è ridotto del 70%. Meno messaggi virali in circolazione equivale a una minore possibilità di proliferazione delle fake news su COVID-19, 5G e altri argomenti controversi, suggerisce Facebook.

Prima del limite delle cinque condivisioni, l’inoltro dei messaggi virali era già in contrazione con un -25% registrato globalmente in due anni. Le chat di WhatsApp sono protette dalla crittografia end-to-end, quindi la corporation non è in grado di analizzare il contenuto dei messaggi per individuare con precisione quali possono essere considerati dezinformatsiya e quali no.

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Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.