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Arriva Core M, più potenza per i tablet

Redazione | 5 Marzo 2015

Tablet

Annunciati a fine 2014, i processori Core M hanno fatto da apripista alla tecnologia a 14 nanometri. Nota con il […]

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Annunciati a fine 2014, i processori Core M hanno fatto da apripista alla tecnologia a 14 nanometri. Nota con il nome in codice Broadwell-Y, l’architettura alla base del Core M si dimostra un traguardo importante per Intel perché rappresenta l’unificazione, a livello tecnologico, tra le soluzioni per tablet, notebook e Pc all in one. Il core di un processore Core M è lo stesso di un Core i7 di un notebook; esistono naturalmente differenze a livello prestazionale, ma la base di partenza è comune. Proprio in merito alle prestazioni, il Core M si posiziona tra gli Atom e il Core i3/i5; lo scopo di Intel è quello di fornire una soluzione per tablet e convertibili con schermo compreso tra 10 e 13 pollici e spessore inferiore a 10 millimetri.

di Pasquale Bruno

ICON_EDICOLAIl settore dei convertibili, o 2 in 1 secondo la definizione più cara a Intel, è quello in maggior crescita ed è quello in cui la casa di Santa Clara vede il futuro più roseo. Ecco quindi la ricerca di una soluzione ottimizzata quanto più possibile per tali dispositivi, nei quali un processore Atom non riesce a fornire prestazioni particolarmente elevate e un Core i3 o un Core i5 presentano un consumo e una produzione di calore impegnativi. È bene chiarire subito che i Core M non vogliono sostituire gli Atom, che restano la soluzione migliore per i dispositivi più piccoli, con schermo compreso tra 7 e 10 pollici. Un confronto diretto può essere fatto invece con le Cpu Haswell-Y, che Broadwell-Y va idealmente a sostituire. Sono i precedenti processori (quarta generazione) a basso consumo che comunque non hanno avuto un gran successo commerciale. Qui emerge la prima importante differenza della nuova architettura: un processore Core M ha un Tdp (Thermal Design Power) di 4,5 watt, contro gli 11,5 watt di un processore Haswell-Y. Meno della metà . Oltre a ciò, troviamo un package del 50% più piccolo e del 30% più sottile, con un consumo in idle inferiore del 60%. Secondo Intel, le prestazioni per watt sono più che raddoppiate rispetto al passato. Per quanto riguarda le prestazioni assolute non siamo di fronte a un miracolo; lato Cpu, Core M è veloce circa del 5% in più rispetto a un corrispondente di quarta generazione. Il concetto che vuole fare passare Intel è che comunque i nuovi processori sono più veloci (anche se di poco ) e consumano meno.

Avere un Tdp così basso vuol dire che si possono realizzare tablet e convertibili con spessore inferiore ai 10 mm, senza ventole, con una potenza paragonabile a quella di un Core i3 basato su Haswell-Y. Un sistema di raffreddamento passivo è il punto cardine intorno al quale costruire dispositivi più sottili e sufficientemente veloci. Rispetto ai processori Atom, oltre alle prestazioni notevolmente superiori di Cpu e Gpu, Core M mette a disposizione anche la tecnologia vPro, finora esclusiva dei modelli Core. Un vantaggio per le aziende che possono gestire con gli stessi strumenti di manageability Pc desktop, portatili e tablet, semplificando non di poco le operazioni di messa in opera, manutenzione, aggiornamento e diagnostica.

Un avvio difficile

I processori Core M sono stati annunciati a Ifa 2014, nel mese di settembre, con arrivo previsto dei primi prodotti entro la fine dell’anno. All’inizio sono stati rilasciati tre modelli: Core M-5Y10, 5Y10a e 5Y70; le caratteristiche potete trovarle in tabella. Con il tempo è emerso che le partite iniziali di tali processori, con stepping E0, soffrivano di alcuni problemi. Tra questi un eccessivo throttling su alcuni dispositivi, vale a dire che il processore rallenta e le prestazioni decadono per poter rientrare nel range di temperature consentito. In tali condizioni il processore è obbligato a scendere a frequenze di clock molto basse, con conseguente calo di velocità .

A novembre 2014 Intel ha introdotto lo stepping F0 che risolve questo problema; sono stati presentati quattro nuovi processori, Core M-5Y10c, 5Y31, 5Y51 e 5Y71, rivisti per scongiurare potenziali problemi e tra l’altro con una frequenza di clock base della Gpu leggermente superiore. Non è ancora chiaro cosa succederà  con i prodotti già  in magazzino dotati dei processori appartenenti ai lotti inziali; ogni dispositivo è un caso a sé, nel senso che se il sistema di raffreddamento è adeguatamente progettato, il processore funziona come deve. Nessun inconveniente per i portatili ultrasottili che hanno una piccola ventola, come il Lenovo Yoga 3 Pro. Per gli altri bisognerà  valutare caso per caso, e non mancheremo di segnalare eventuali problemi quando li avremo in laboratorio. In aggiunta a ciò, i Core M stepping E0 hanno le istruzioni Tsx (Transactional Synchronization Extensions) disattivate. Un problema tra l’altro comune ad alcuni processori Haswell-E, per i quali non esiste soluzione a parte la totale disabilitazione via firmware. A causa di un bug, in determinate circostanze un software che utilizza le istruzioni Tsx potrebbe avere comportamenti imprevisti (leggi: crash). Il problema è risolto nelle nuove Cpu con stepping F0. (…)

Trovate l’articolo completo su PC Professionale di marzo 2015

Huawei HarmonyOS 2.0 beta

Smartphone

Huawei HarmonyOS 2.0, versione beta per smartphone

Luca Colantuoni | 16 Dicembre 2020

Huawei Smartphone Tablet

Huawei ha annunciato la versione beta di HarmonyOS 2.0 per smartphone e tablet, ma al momento è disponibile solo per gli sviluppatori cinesi.

Come promesso all’inizio di settembre, Huawei ha annunciato la versione beta di HarmonyOS 2.0 per smartphone e tablet. Il sistema operativo è al momento disponibile per gli sviluppatori cinesi. Sul sito ufficiale si possono trovare i tool e la documentazione.

La prima versione di HarmonyOS è attualmente installata sulle smart TV Vision di Honor. Il sistema operativo è stato progettato per supportare una ampio numero di dispositivi (TV, indossabili, smartphone, tablet, head unit). L’obiettivo iniziale di Huawei era ridurre la dipendenza Google, ma lo sviluppo è stato “incentivato” dal ban imposto dall’amministrazione Trump. Sui nuovi prodotti non è possibile installare i Google Mobile Services (GMS), sostituiti dagli Huawei Mobile Services (HMS). In futuro HarmonyOS potrebbe prendere il posto di Android.

HarmonyOS supporta diversi linguaggi di programmazione. Al momento sono disponibili oltre 15.000 API. In base alle prime informazioni, l’emulatore Huawei DevEco Studio (versione beta 2.0) permette di scrivere app in Java e XML. L’interfaccia è simile a quella di EMUI 11. Inizialmente è possibile installare HarmonyOS 2.0 beta su nove dispositivi: Huawei P40, P40 Pro, Mate 30, Mate 30 5G, Mate 30 Pro, Mate 30 Pro 5G, MatePad Pro, MatePad Pro 5G e MatePad Pro WiFi.

Gli sviluppatori devono effettuare la registrazione e successivamente scaricare la versione beta via OTA. È possibile ripristinare la EMUI 11 ufficiale, ma verranno cancellati tutti i dati. Se la roadmap verrà confermata, la versione stabile dovrebbe essere distribuita entro aprile 2021 per i dispositivi con un massimo di 4 GB di RAM, mentre il supporto per oltre 4 GB di RAM arriverà ad ottobre 2021. Sulla futura serie P50 verrà ancora installato Android. HarmonyOS potrebbe trovare posto sulla serie Mate 50.

Galaxy S20 Fan Edition

Mobile

Samsung Galaxy, buono sconto fino a 100 euro

Luca Colantuoni | 4 Dicembre 2020

Samsung Smartphone Smartwatch Tablet Wearable

Samsung ha annunciato una promozione che consente di utilizzare un buono sconto fino a 100 euro per l’acquisto di alcuni prodotti della serie Galaxy.

Chi non ha ancora acquistato i regali di Natale può approfittare della promozione “Regali Galaxy a chi amiannunciata da Samsung. Accedendo al sito del produttore o all’app Samsung Members è possibile ottenere un voucher fino a 100 euro per l’acquisto di alcuni dispositivi della serie Galaxy.

Il buono sconto è valido dal 4 al 25 dicembre 2020, quindi entro Natale deve essere utilizzato su Samsung Shop online o nei negozi aderenti all’iniziativa (Mediaworld, Unieuro, Euronics, Trony, Expert, Comet e TIM). Nel primo caso è sufficiente inserire il codice alfanumerico prima di concludere l’acquisto, mentre nel secondo caso deve essere mostrato il codice a barre alla cassa. Entrambi vengono generati scegliendo il prodotto e il metodo di acquisto (online o fisico) nella pagina dedicata.

Lo sconto di 100 euro è valido per questi modelli di smartphone:

Galaxy S20 Fan Edition

Lo sconto di 50 euro è valido per questi modelli di tablet:

Samsung Galaxy Tab S7

Lo sconto di 20 euro è valido per questi smartwatch e auricolari:

  • Samsung Galaxy Watch 3 Titanium Bluetooth
  • Samsung Galaxy Watch 3 LTE (45 mm)
  • Samsung Galaxy Watch 3 LTE (41 mm)
  • Samsung Galaxy Watch 3 (45 mm)
  • Samsung Galaxy Watch 3 (41 mm)
  • Samsung Galaxy Buds Live

Samsung Galaxy Watch 3 e Galaxy Buds Live

Il buono sconto non può essere utilizzato dagli utenti con partita IVA e non è cumulabile con altri sconti. Tutte le condizioni della promozione sono reperibili sul sito dedicato.

Smartphone repair

Mobile

Diritto alla riparazione, il Parlamento Europeo approva

Luca Colantuoni | 26 Novembre 2020

Notebook Smartphone Tablet

Il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione sul diritto alla riparazione che prevede una serie di regole, tra cui un’etichetta con il punteggio di riparabilità.

La Commissione Europea aveva proposto all’inizio di marzo un piano per l’economia circolare. L’obiettivo è incentivare il riuso, la rivendita e la riparabilità dei dispositivi per ridurre i rifiuti elettronici. Il Parlamento Europeo ha approvato la risoluzione sul diritto alla riparazione, quindi ora verranno stabilite regole precise per smartphone, tablet e notebook che dovrebbero entrare in vigore nel 2021.

La risoluzione (non legislativa) è stata approvata con 395 voti favorevoli, 94 voti contrari e 207 astensioni. Secondo un sondaggio Eurobarometro, il 77% dei cittadini europei vorrebbe riparare i propri dispositivi invece di sostituirli, mentre il 79% ritiene che i produttori dovrebbero essere obbligati a semplificare la riparazione dei dispositivi o la sostituzione di singole parti.

Il Parlamento Europeo ha invitato la Commissione a sviluppare regole che i produttori dovranno rispettare per consentire la riparazione dei dispositivi elettronici, limitando la cosiddetta obsolescenza programmata. I consumatori devono conoscere, prima dell’acquisto, la durata prevista e la possibilità di riparazione. Quest’ultima informazione deve essere fornita mediante un’etichetta obbligatoria (simile a quella che indica la classe energetica di frigoriferi e lavatrici), sulla quale è specificato il punteggio di riparabilità, come quello utilizzato da iFixit.

Per quanto riguarda il software, la risoluzione prevede che gli “aggiornamenti correttivi” (la patch di sicurezza) devono essere rilasciate per tutta la durata di vita del dispositivo, mentre gli “aggiornamenti evolutivi” (gli update del sistema operativo) devono essere reversibili e non devono ridurre le prestazioni.

Il diritto alla riparazione prevede inoltre l’accesso alle informazioni sui pezzi di ricambio (disponibilità, prezzi e tempi di consegna) e alle istruzioni per la riparazione e manutenzione (incluse quelle degli strumenti diagnostici). La Commissione deve anche incoraggiare la standardizzazione dei pezzi di ricambio per favorire l’interoperabilità, fissare un periodo minimo obbligatorio per la loro fornitura e invitare i singoli Stati a creare incentivi destinati ai consumatori che vogliono effettuare riparazioni presso centri di assistenza autorizzati o indipendenti, dopo la scadenza della garanzia.

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