Asus Zenbook UX21E: l’Ultrabook più piccolo

Con un display da 11,6 pollici e un chilogrammo di peso è un serio concorrente del Macbook Air. La portabilità  è massima ma le prestazioni restano alte.

Anteprima di Pasquale Bruno

Articolo tratto da PC Professionale 253 di aprile 2012

Dopo la presentazione dello Zenbook UX31 da 13 pollici, avvenuta a fine 2011, è la volta del “fratello minore” Zenbook UX21E. La differenza più evidente sta nel display di dimensioni inferiori, pari a 11,6 pollici; di conseguenza pesi e ingombri sono ridotti ai minimi termini e fanno dell’UX21E uno degli Ultrabook più compatti presenti sul mercato. Assomiglia molto al Macbook Air da 11″, anche per via del design e dell’ottimo telaio unibody in alluminio. Durante la Milano Fashion Week di febbraio è stata presentata la versione Rose Gold, con la cover e altri particolari del telaio colorati in rosa antico; è un’edizione speciale pensata soprattutto per il pubblico femminile che in effetti potrebbe vederlo come uno strumento particolarmente adatto da tenere nella borsa.

L’ingombro dell’Asus UX21E, 30×20 cm circa, è paragonabile a quello di un netbook; il peso invece, pari a 1,1 kg, è inferiore rispetto alla media ed è molto più simile a quello del Macbook Air. Il telaio, un unico blocco di allumino, è molto robusto e per nulla soggetto a flessioni. Segue un profilo a goccia e nella parte anteriore lo spessore è di tre millimetri. Nel caso peggiore non va oltre 1,7 cm. Sulla base e lungo il perimetro non ci sono aperture per l’aria, collocate in posizione non visibile tra la scocca e il display. La tastiera a isola è molto curata esteticamente, con un design che richiama quello del telaio, e ha una buona meccanica. I tasti completamente piatti offrono una leggera resistenza e la battitura è abbastanza spedita. L’unico problema sono le ridotte dimensioni dei pulsanti, fattore purtroppo comune a notebook così piccoli. Il pad invece è ampio e comodo, ma un po’ troppo sensibile al click per i nostri gusti. Chi è abituato a tenere il pollice sinistro sempre a contatto con la superficie sensibile, potrebbe sperimentare dei click non voluti.

Per accedere all’interno si deve togliere tutta la base inferiore, bloccata da una decina di viti Torx. Si scopre quindi che il processore e la Ram sono direttamente saldati sulla scheda madre e che il disco Ssd è in formato mSata.

Qui a fianco e nella foto in alto si può notare la particolare colorazione del modello Rose Gold.

Il sample ricevuto in prova utilizza un processore Core i7-2637M a 1,7 GHz, ma la configurazione in commercio avrà  un Core i5-2467M a 1,6 GHz. Il prezzo pubblicato si riferisce a quest’ultimo modello. Entrambi sono Cpu a basso consumo, con Tdp (Thermal Design Power) di soli 17 watt e dunque ideali per gli Ultrabook. Le differenze tra il Core i5 e il Core i7 stanno in 100 MHz e in un megabyte di cache in più a favore di quest’ultimo. Tutti e due sono di tipo dual core con architettura Sandy Bridge. Durante i test abbiamo sperimentato ottime prestazioni e un riscaldamento del telaio poco avvertibile; però abbiamo notato che la ventola entra in funzione già  dopo pochi minuti di utilizzo, anche con applicazioni di modeste pretese. Si lavora con in sottofondo un leggero sibilo che non è proprio fastidioso, ma è sicuramente ben udibile. Da questo punto di vista il Core i5 è probabilmente una scelta migliore, anche perché la differenza di prestazioni rischia di diventare poco o per nulla visibile nell’uso quotidiano.

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