Bill Gates

Bill Gates: “i ricchi paghino più tasse”

Secondo Bill Gates, il sistema di tasse americano è assolutamente iniquo: i ricchi vanno tassati molto di più, dice Gates, e invece del lavoro il governo federale dovrebbe prendere di mira capitale e finanza.

Dismessi da anni i panni del CEO di Microsoft, Bill Gates ha oramai abbandonato la vecchia vita di uomo d’affari hi-tech che ha l’unico obiettivo di affossare gli avversari e monopolizzare il mercato del software. Oggi la vita di Gates si concentra soprattutto sulla filantropia e il miglioramento della vita delle persone, un obiettivo che il secondo uomo più ricco del mondo persegue anche invocando un sistema di tassazione più equo e sostanziale per i “super-ricchi” come lui.

I ricchi, i miliardari e i mogul della finanza e della tecnologia devono pagare più tasse: il concetto viene ribadito nel messaggio pubblicato da Gates sul suo blog ufficiale a cavallo delle festività di fine anno, un’occasione che l’ex-uomo forte di Redmond sfrutta come al solito per giudicare l’anno appena concluso e formulare i pensieri per quello appena iniziato.

Bill Gates

Al momento, sottolinea Gates, il sistema fiscale statunitense tassa soprattutto il lavoro, e questo rappresenta “la prova più evidente” del fatto che non c’è equità nei meccanismi di tassazione di Washington. Il governo dovrebbe piuttosto tassare molto più il capitale e gli investimenti, dice ancora Gates, prendendo di mira quelli che, come lui, Jeff Bezos, Warren Buffet e tanti altri miliardari posso permettersi di pagare tasse decisamente più salate senza intaccare minimamente la loro stratosferica ricchezza.

E le donazioni individuali da parte dei super-ricchi? Una soluzione inutile, dice Gates, visto che le persone “pagano le tasse secondo gli obblighi di legge e di cittadinanza, non per semplice carità”. E per coloro che parlano dei rischi di maggiori tasse ai ricchi per l’imprenditoria e la circolazione di capitale, Gates ribatte: negli anni ’70, quando lui e Paul Allen erano impegnati a fondare Microsoft, le aliquote marginali erano quasi il doppio (negli USA) di quelle attuali e la cosa non ha certo impedito ai due uomini di affari di costruire le fondamenta del colosso del software di Redmond.

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