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Bose, chiusura di negozi globale in favore dell’e-commerce

Il colosso dei prodotti audio di qualità annuncia un significativo ridimensionamento della sua presenza “fisica” in tutto il mondo. Per i negozi Bose è una strage, gli utenti vogliono comprare solo on-line.

Bose chiuderà una parte consistente dei suoi negozi “fisici” per meglio adattarsi alle mutate esigenze commerciali della sua utenza, una mossa che porterà al licenziamento di centinaia di dipendenti e alla sostanziale scomparsa del brand dalle strade e dai centri commerciali dell’intero mercato Occidentale.

Stando al comunicato rilasciato dal colosso dei prodotti audio di qualità ma soprattutto ultra-costosi, il “passaggio drammatico allo shopping on-line” nei mercati di riferimento porterà alla chiusura dei 119 store fisici ancora presenti in Nord America, Europa, Giappone e Australia.

Negozio Bose

Bose ricorda come la sua avventura nella vendita al dettaglio sia cominciata nel 1983, con l’apertura del primo negozio specializzato negli Stati Uniti che permetteva alla clientela di toccare con mano la tecnologia audio dell’azienda. All’epoca si trattava di un’idea “radicale”, dice Bose, pienamente in linea con le richieste e le esigenze dell’utenza.

Ora quelle esigenze sono mutate in maniera sostanziale, sostiene ancora la corporation USA, e Bose deve quindi cambiare ancora una volta per andare là dove si è spostata la clientela. Oggi gli acquisti avvengono prevalentemente on-line e i negozi, a quanto pare, non servono più a nulla nella parte Occidentale del mondo hi-tech.

Le centinaia di impiegati coinvolti nella strage del retail decisa da Bose avranno “l’assistenza e il supporto” necessari alla transizione (verso il non-lavoro), mentre gli altri 130 negozi ancora aperti in Cina, Emirati Arabi e Asia (India, Corea del Sud) continueranno ad alzare le serrande come al solito.

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