Chromebook, presa in giro pubblicitaria per Windows e macOS

Google ha deciso di usare l’arma dell’umorismo (o del sarcasmo feroce) nel suo ultimo ad per i Chromebook, un brand di laptop che a dire della corporation garantiscono un’esperienza informatica senza i problemi tipici della concorrenza.

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Che si tratti di una mossa disperata o di una furbata poco coerente con la realtà dei fatti, l’ultima trovata pubblicitaria di Google ha di sicuro centrato l’obiettivo di mettere, ancora una volta, i Chromebook al centro dell’attenzione. I laptop Internet-dipendenti a base di Chrome OS sono superiori ai PC Windows e macOS, suggerisce il colosso dell’advertising, anche se le modalità di esecuzione del messaggio lasciano ampio spazio alle polemiche.

Al centro della questione c’è il nuovo video promozionale per i Chromebook, laptop su cui gli utenti “possono contare” grazie alla protezione antivirale integrata e sempre aggiornata, una batteria che dura un giorno intero e gli aggiornamenti automatici: tutto quello che, a dire di Google, è necessario a lavorare, giocare e guardare gli show in streaming senza alcun rallentamento o problema di sorta.

Il video mette quindi in mostra una serie di messaggi di errori stilizzati ma evidentemente “ispirati” alle controparti reali sperimentabili su ambienti Windows e macOS, un modo per sottolineare la superiore stabilità di Chrome OS e della natura Web-centrica dell’interfaccia di un Chromebook.

Quello che Google non dice ma che risulta evidente a chiunque abbia usato un PC negli ultimi anni, però, è che la stabilità dei sistemi operativi desktop più recenti è incomparabilmente superiore a quanto era possibile sperimentare in passato. Persino su Windows 10, le BSOD che ancora una volta Google prende in giro sono diventate un evento parecchio raro piuttosto che la normale quotidianità degli utenti di PC.

Specifiche hardware minimali a parte, di certo la gran parte dei Chromebook ha il vantaggio di un prezzo a dir poco conveniente e di una indubbia popolarità nel settore educativo. Anche se Google ha scelto di lasciare fuori dal suo video promozionale entrambe questi punti di forza oggettivi della piattaforma.

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