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Cos’è successo a Instagram, WhatsApp e Facebook down per 7 ore

Instagram, WhatsApp e Facebook sono andati in down per 7 ore in tutto il mondo, nella giornata del 4 ottobre: ecco cosa è successo

Nel corso della serata del 4 ottobre, a partire dalle ore 17:30, Instagram, WhatsApp e Facebook sono andati in down in tutto il mondo. Il blackout di questi tre social di proprietà di Mark Zuckerberg è andato avanti per circa 7 ore, e le app hanno iniziato a tornare online verso le 00:30. Ma cosa è successo?

Le prime risposte sono arrivate alle 19:00, quando l’account di Facebook ha informato gli utenti del problema in essere, usando però la piattaforma di Twitter.

Siamo a conoscenza del fatto che al momento alcune persone stanno riscontrando problemi con le nostre app e i nostri prodotti. Stiamo lavorando per riportare le cose alla normalità il prima possibile. Grazie per la vostra pazienza“.

Facebook è quindi dovuto ricorrere a Twitter, proprio come hanno fatto gli utenti di tutto il mondo nelle 7 ore di down di Instagram, WhatsApp e Facebook. In trend sul social sono poi apparsi i nomi di altri competitor, come Telegram e iMessage, che hanno avuto un picco di connessioni di utenti orfani della triade di social di Zuckerberg. Twitter ha inoltre registrato il numero più alto d visitatori di sempre.

Cosa è successo a WhatsApp, Instagram e Facebook

Ma quindi cosa è successo a Whatsapp, Instagram e Facebook? Sembra che questa apocalisse digitale si sia verificata perché i tre social sono come stati rimossi dal web. L’errore sembrerebbe arrivare da un cambiamento di configurazione interno. Il New York Times ha contattato John Graham Cumming, CTO di Cloudfare, per spiegare quanto stesse accadendo.

“I computer convertono siti web come Facebook.com in indirizzi numerici (IP), attraverso un sistema simile alla rubrica di un telefono. Il problema interno che si è verificato in Facebook è stato l’equivalente del rimuovere i numeri di telefono degli utenti dai loro nomi in rubrica, rendendo impossibile chiamarsi”.

In sostanza, è come se fossero stati cancellati i percorsi che permettevano di avere accesso ai server di Facebook. Tuti i dispositivi che cercavano di accedere alle app, non riuscivano a trovare la nuova strada, e questi tentativi inutili hanno generato traffico che ha rallentato tutti gli altri accessi.

Dal punto di vista tecnico il problema ha riguardato i protocolli BGP (“border gateway protocol”). Ma cosa sono? I BGP sono come delle mappe che indicano la strada che i dati di un utente devono percorrere per raggiungere, ad esempio, i social di Zuckerberg, e viceversa, nel modo più rapido. Se queste mappe non funzionano, i dati perdono la rotta e non raggiungono la destinazione.

La soluzione

Sembra inoltre che Zuckerberg abbia deciso di inviare una squadra di tecnici presso i data center di Santa Clara, per resettare manualmente i server. Il CEO è quindi dovuto ricorrere al classico spegni e riaccendi, soluzione a tutti i più grandi problemi della storia. Sul blog di Facebook si può leggere una spiegazione di quanto è accaduto:

“Il nostro team di ingegneri ha scoperto che dei cambi di configurazione nei router principali che coordinano il traffico tra i nostri data center hanno causato problemi che hanno interrotto queste comunicazioni. L’interruzione al traffico di rete ha avuto un effetto domino sul modo in cui i data center comunicano, e ha portato all’interruzione del servizio”.

Quando il blackout del gruppo di Facebook ha iniziato a dissiparsi, Mark Zuckerberg ha pubblicato le sue scuse agli utenti. “Mi scuso per i malfunzionamenti di oggi, so quanto necessitate dei nostri servizi per restare in contatto con le persone che amate”.

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