cringe parola italiana accademia crusca significato

Cringe diventa una parola italiana per l’Accademia della Crusca

Cringe, certificata come italiana dall’Accademia della Crusca, entra a far parte del vocabolario: ecco il significato dello slang dei social

Le parole usate dal web e non ancora attestate dalla lingua italiana spesso rientrano a far parte del vocabolario della nostra lingua, visto l’uso spropositato che una fetta di popolazione inizia a farne. Negli scorsi anni c’è stata la parola selfie, ma quest’anno l’Accademia della Crusca ha accertato l’uso diffuso in italiano della parola cringe. Questa nasce da un contesto digitale e dalla cultura statunitense.

Cosa significa cringe? Si tratta di una parola usata in un contesto di imbarazzo, o come spiega la Crusca: “detto di scene e comportamenti altrui che suscitano imbarazzo e disagio in chi le osserva”. In questo caso svolge quindi la funzione di aggettivo, ma cringe diventa anche sostantivo, a seconda della situazione. Infatti questa parola descrive “la sensazione stessa di imbarazzo”, “il fenomeno del suscitare imbarazzo e, in particolare, le scene, le immagini, e i comportamenti che causano tale sensazione”.

Questo termine nasce da un radicato bisogno di utilizzare dei prestiti stranieri per esprimere al meglio una sensazione che con la lingua italiana si riesce a descrivere solo con delle perifrasi. Infatti è riduttivo collegare cringe alla parola imbarazzo, in quanto “cringiare”, si collega proprio a una sensazione fisica. Si tratta di quel sospiro tra denti stretti che ci viene da fare quando assistiamo a qualcosa di fastidioso. Riguardando le foto del passato per esempio, ci vestivamo in un modo, con delle acconciature di moda ai tempi, e guardandole ora ci viene da pensare a quanto fossimo cringe.

In più in inglese, oltre all’uso descritto, il termine indica il rannicchiarsi o la contrazione involontaria dei muscoli per il freddo o il dolore. Questo si riflette sulla sensazione fisica di leggero spasmo, quando si vivono o rivivono situazioni imbarazzanti. Ecco un estratto dall’Accademia della Crusca che ne riporta l’etimologia:

Dall’inglese to cringe, nei significati di ‘to draw in or contract one’s muscles involuntarily (as from cold or pain)’ (rannicchiarsi o contrarre i muscoli involontariamente per il freddo o per il dolore). ‘to recoil in distaste’ (indietreggiare per il disgusto). ‘to shrink in fear or servility’ (rannicchiarsi per paura o per servilismo). E ‘to feel embarrassed and ashamed about something’ (provare imbarazzo e vergogna per qualcosa); sostantivo cringe ‘the act of cringing’.

Ma scopriamo meglio l’etimologia della parola cringe sui social.

Etimologia della parola cringe sui social

Il prevalente ambito d’uso di cringe si attesta tra i giovani sulla rete e sui social media, luoghi dove si fa risalire l’ambito di origine. La parola si pronuncia /krindʒ/, secondo l’alfabeto fonetico e ha visto una crescente diffusione nel web tra il 2015 e il 2016. La sua diffusione si fa risalire a dei video intitolati “Try not to cringe”. Si tratta di raccolte di clip con situazioni imbarazzanti, che hanno dato vita a svariate challenge.

“Prova a non cringiare”, quindi prova a non percepire un “disagiante” imbarazzo guardando i video in questione. In italiano per ora è ancora prevalente l’uso gergale tra i giovani e la parola non è registrata da alcun dizionario italiano. Sui social network e sulle piattaforme come YouTube e Twitch, è spesso utilizzata.

In Italia si sono diffusi diversi derivati di cringe, come la cringe comedy (2.240 risultati su Google Italia l’1/12/2020). Poi ci sono gli aggettivi cringe-worthy (10.600 risultati) e cringey (97.000 risultati), secondo la Crusca. Altri sono stati adattati alla morfologia italiana, come il superlativo assoluto cringissimo (5.610 risultati su Google Italia) e il participio presente cringiante (54 risultati).

E ancora il sostantivo cringiata (932 risultati) e il verbo cringiare usato prevalentemente nella forma riflessiva, comequella cosa mi/ti/ci cringia (3.080 risultati per la forma all’infinito, 2.020 per il participio passato cringiato usato nei tempi composti). I seguenti dati sono stati riportati interamente da una ricerca di Luisa di Valvasone, svolta per l’Accademia della Crusca.

Nessun Articolo da visualizzare