Criptomonete: malware e mercato in picchiata

I rischi di una bolla speculativa senza precedenti si fanno sempre più concreti, tra malware ruba-Bitcoin e il mercato delle criptomonete che si trasforma in un cimitero di “coin” mai nati o già morenti.

Personaggi di primo piano del mondo della finanza come Warren Buffet hanno da tempo predetto che le criptomonete faranno tutte “una brutta fine”, e stando alle ultime novità che riguardano il settore alle previsioni potrebbero presto seguire i fatti: le monete virtuali sono uno strumento finanziario sempre meno sicuro, mentre la loro convenienza economica evapora di pari passo con il valore di Bitcoin.

Uno dei problemi che gli utenti e le aziende interessate alle monete virtuali devono affrontare con frequenza sempre maggiore è quello dei Clipboard Hijacker di criptomoneta, un tipo di malware progettato per tenere sotto controllo la memoria degli Appunti di Windows alla ricerca di un indirizzo di un portafogli virtuale su cui trasferire un certo quantitativo di BTC.

Le transazioni in Bitcoin richiedono tradizionalmente il copia&incolla di lunghe stringhe alfanumeriche (l’indirizzo del wallet virtuale di cui sopra) a rappresentare il destinatario di un trasferimento, e i clipboard hijacker sono in grado di sostituire al volo un indirizzo noto in un altro controllato direttamente dagli autori del malware: se l’utente non si accorge della sostituzione, la somma in BTC finirà inevitabilmente sul conto dei cyber-criminali invece che su quello previsto in origine. BleepingComputer ha di recente scovato un clipboard hijacker da primato, in grado di monitorare qualcosa come oltre 2,3 milioni di portafogli virtuali contro i 400-600mila tipici di questo genere di malware.

Crypto-hijacker

Ma non è solo la sicurezza a rappresentare un grattacapo per chi guarda alle criptomonete con un certo interesse: degli innumerevoli progetti di criptomoneta nati grazie allo strumento finanziario noto come initial coin offering (ICO) negli ultimi 18 mesi, 800 si sono già rivelati essere dei fallimenti, privi di valore finanziario o delle vere e proprie truffe. Di pari passo sono andate crollando le quotazioni di Bitcoin, la criptomoneta per antonomasia che dal picco dei $20.000 raggiunto l’anno scorso è precipitata fino a perdere il 70% del valore.

Se investitori e speculatori stanno rischiando di vedersi scoppiare in faccia una bolla speculativa degna del crollo delle dotcom degli anni 2000, una particolare categoria di utenti guarda invece con interesse all’apocalisse da Bitcoin prossima ventura: il crollo delle criptomonete ha reso l’hardware per il mining sostanzialmente inutile, dando così respiro al costo delle GPU discrete per i videogiocatori in cerca di un upgrade per il proprio sistema.

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