Cuffie surround

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A differenza del nostro sistema visivo che vanta un campo d’azione di circa 130 gradi sull’asse verticale e 200 gradi sul piano orizzontale, l’apparato uditivo percepisce i suoni in uno spazio sferico esteso per 360 gradi attorno alla testa dell’ascoltatore, e possiede una capacità  istintiva eccellente nel localizzare le sorgenti di origine nonché stimarne la distanza. Con queste premesse appare evidente come il sonoro nell’ambito dell’intrattenimento digitale rivesta un ruolo di vitale importanza, certamente non inferiore all’aspetto visivo. Purtroppo, nella pratica molto spesso il secondo fattore prevale sul primo, con risultati poco soddisfacenti sul piano del coinvolgimento emotivo: è innegabile – le statistiche di vendita lo confermano – che, per esempio, all’acquisto di schermi di dimensioni sempre maggiori non corrisponda quasi mai un equivalente miglioramento dell’impianto audio di supporto.

di Marco Martinelli

ICON_EDICOLAUn vero peccato, dal momento che più di un test ha dimostrato come la visione di un film o il gioco su di un piccolo schermo ma con adeguato impianto audio surround doni sensazioni più stimolanti rispetto a quella su di un grande schermo ma con un sonoro inadeguato. Allestire un impianto audio multicanale è senz’altro la soluzione migliore sotto il profilo della resa acustica, ma spesso il desiderio contrasta con la realtà  degli ambienti domestici sia per quanto riguarda il posizionamento ottimale dei diffusori anteriori, laterali e posteriori – che deve seguire regole ben precise – sia per la necessità  di provvedere all’adeguato cablaggio. In molti casi, un buon paio di cuffie surround può rappresentare una alternativa molto interessante tanto sul piano della resa quanto, soprattutto, della funzionalità . Il primo, essenziale e innegabile vantaggio dell’audio in cuffia è ovviamente di tipo pratico in quanto risolve alla base i problemi di spazio rispetto ad un sistema convenzionale, prerogativa che si aggiunge alla portabilità , alla possibilità  quindi di godere di un sistema surround in qualsiasi ambiente e con differenti sorgenti sonore e senza arrecare alcun disturbo ad altri. Secondariamente non va trascurato il fattore costo, altro elemento rilevante: una cuffia di questo tipo, anche di fascia alta, costerà  sempre di meno rispetto ai componenti separati necessari per realizzare un impianto multicanale.

Ovviamente a parità  di prestazioni, perché anche in questo caso vale la regola aurea ben nota agli audiofili: a prescindere dalle preferenze personali,  una cuffia offrirà  quasi sempre un livello di dettaglio e fedeltà  superiore a quella di una coppia di diffusori di pari prezzo.

Le cuffie surround sono progettate proprio con l’intento basilare di ricostruire una scena sonora efficace a 360 gradi, per fornire il massimo realismo e coinvolgimento emotivo e, soprattutto nel caso dei giochi, offrono due benefici essenziali: l’isolamento dall’ambiente esterno, indispensabile per concentrarsi sull’azione, e l’utilizzo del microfono per le chat nei multiplayer. In questi prodotti l’audio multicanale può essere discreto o virtuale, a seconda di come è ottenuto: con impiego di più driver inseriti in ogni padiglione oppure esclusivamente per via elettronica sfruttando la configurazione canonica della cuffie stereo tradizionali.

Nel primo caso il progetto è necessariamente più complesso, comporta costi più alti e impone pesi e dimensioni generalmente superiori alla media ma offre, almeno in teoria, una resa complessivamente migliore sul piano della dinamica, della focalizzazione dei canali e della potenza complessiva. Nel secondo, al contrario, il risultato  dipende in larga parte dall’elettronica di controllo che deve elaborare il surround virtuale via software o con un processore Dsp dedicato, per inviare il segnale a una sola coppia di diffusori che deve emulare tutti i canali, sia anteriori sia laterali e posteriori. Il vantaggio principale di tale configurazione si sintetizza nella maggior versatilità , poiché il sistema si applica a tutte le cuffie convenzionali e consente quindi di mantenere inalterati peso e dimensioni, a vantaggio della comodità  d’uso; di contro, se gli algoritmi di elaborazione sonora non sono particolarmente sofisticati e i driver principali di ottima qualità , il rischio di ottenere un effetto surround poco realistico o compresso è concreto.

In ogni caso, non va comunque dimenticato che nella valutazione di una cuffia multicanale uno dei fattori chiave – determinante – è rappresentato dal comfort, un parametro che pesa per almeno il 50 per cento nella scala di merito e che, in questo contesto, riveste un ruolo ancor più vincolante rispetto al caso delle tradizionali cuffie stereo: è fuor di dubbio che indossare per l’intera durata di un film o per alcune ore di gioco un dispositivo dalla resa sonora eccellente ma che causa affaticamento fisico a collo e testa per il peso elevato, le dimensioni abbondanti o l’eccessiva pressione esercitata sulle orecchie non costituisce un’esperienza appagante.

Per quanto attiene i prodotti in prova, le valutazioni sono state espresse dopo lunghe sessioni che hanno visto i giochi come principale banco di prova, seguiti dai video e dall’audio multicanale e stereo. Per i titoli ludici abbiamo utilizzato sparatutto in prima persona (Metro Last Night, Battlefield e Counter Strike) e giochi di corse (Dirt 3), per i film sia i numerosi demo di calibrazione del surround sia alcuni titoli che si prestano bene a questo tipo di verifica, tipo “Salvate il soldato Ryan” (soprattutto la fase iniziale dello sbarco in Normandia), oppure i vari Star Trek e  X-Men, ricchi di effetti speciali. A questi abbiamo aggiunto le consuete tracce audio di test più alcune registrazioni di concerti multicanale che ci hanno consentito di determinare, oltre la qualità  e precisione della ricostruzione spaziale, la resa con l’audio in modalità  Pcm stereo lineare. (…)

Trovate l’articolo completo su PC Professionale di dicembre 2015

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