Dipendenza da smartphone

Dipendenza da smartphone, un problema per genitori e figli

Una nuova ricerca evidenzia le caratteristiche sempre più morbose del rapporto con i gadget mobile, una tipologia di dispositivi di cui non si può fare a meno ma capace di alimentare preoccupazioni e comportamenti dannosi per la salute.

La dipendenza da smartphone è un fenomeno reale, una preoccupazione sia per i genitori che per i figli adolescenti capace – tra le altre cose – di influire negativamente sul sonno. Queste almeno le conclusioni di una recente ricerca pubblicata da Common Sense Media (CSM), organizzazione no-profit impegnata a “migliorare la vita dei bambini e delle famiglie” tramite la diffusione di informazioni indipendenti e affidabili riguardo i fenomeni del 21esimo secolo.

Definito piuttosto brutalmente Screens and sleep, lo studio di CSM ha preso in considerazione le abitudini di utilizzo dei dispositivi mobile in famiglia nell’ambito del mercato statunitense. Secondo i dati forniti dall’organizzazione, il 52% dei genitori dice di passare troppo tempo davanti al display dello smartphone, una cifra in aumento del 26% rispetto al 2016 ma che si riduce al 39% (-61% dal 2016) nel caso dei teenager.

Il 45% dei genitori parla di una vera e propria dipendenza dai gadget mobile contro il 39% degli adolescenti, percentuali rispettivamente in crescita (+27%) e in declino (-50%) rispetto al 2016. Il 39% dei figli adolescenti è convinto del fatto che i genitori passino troppo tempo con lo smartphone, cifra in aumento del 28% rispetto a tre anni fa.

Più della metà dei genitori e dei teenager (54% e 58%) sostiene di sentirsi “distratta” dai gadget mobile almeno una volta al giorno, anche se l’aspetto peggiore della dipendenza da smartphone (perlomeno negli USA) sarebbe la sua influenza negativa sul normale alternarsi di veglia e sonno: un genitore su quattro conferma di svegliarsi almeno una volta per notte alla ricerca di “aggiornamenti” e novità sullo schermo del cellulare, e altrettanto fanno i teenager ma in percentuale ancora superiore (uno su tre).

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