Ora legale

Europa, addio (caotico) all’ora legale

A Bruxelles si è votato per l’abolizione del cambio di orario nel periodo estivo, una misura che i singoli stati membri potranno però applicare come vogliono. Caos (anche tecnologico) in vista?

Mentre tutto il mondo parla delle nuova norme sul copyright approvate a Bruxelles, i membri del Parlamento Europeo sono stati in questi giorni chiamati a esprimersi su un’altra questione di non secondaria importanza per il mercato tecnologico e non solo. Gli eurodeputati hanno approvato la proposta di abolire l’ora legale, ma la transizione al nuovo regime richiederà tempo e potrebbe avere effetti imprevisti per l’intero Continente.

La proposta originaria della Commissione Europea prevedeva l’abolizione dell’ora legale già dal 31 marzo 2019; a Bruxelles si è invece deciso che si, l’ora legale va abbandonata, ma gli stati membri della UE avranno fino al 2021 per recepire la decisione. E soprattutto potranno fare come vogliono, adottando l’ora solare standard – sincronizzata con il fuso orario del meridiano di riferimento – o passando in maniera permanente all’ora legale con lo spostamento delle lancette in avanti.

Europa

La proposta della Commissione e la decisione del Parlamento europeo sono basate su un’indagine condotta fra 4,6 milioni di cittadini europei, l’84% dei quali ha dichiarato la propria opposizione al cambio di orario stagionale. L’ora legale è sempre stata giustificata con i presunti risparmi nei consumi energetici, ma un corpus sempre più esteso di ricerche mette in discussione o addirittura nega questi risparmi e sottolinea invece i rischi dell’ora legale per la salute e la sicurezza pubblica delle persone.

La storia dell’ora legale è costellata di decisioni e controdecisioni, adozioni e abolizioni di orari solari e legali, quasi in ogni parte del mondo; e se la storia indica il futuro, il nuovo regime orario “libero” deciso da Bruxelles potrebbe dare il via libera a molti regimi orari diversi con la prevedibile confusione derivante dall’uso di orari differenti in paesi appartenenti allo stesso fuso orario.

La corretta gestione dell’ora legale è sempre stata una faccenda delicata anche per computer e gadget elettronici, e la questione potrebbe complicarsi in modi non triviali con il regime di orario libero: programmare un sistema operativo o un firmware per un singolo passaggio “europeo” dall’ora solare a quella legale (e viceversa) è abbastanza semplice, prepararsi alla gestione potenziali di 20 e più orari diversi offre forse un problema computazionale di tutt’altra natura.

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