Deepfake

Facebook contro i deepfake. Politica a parte

Il social network in blu ha deciso di mettere al bando i video “manipolati” tramite le tecniche di deepfake, anche se le nuove regole non varranno per la propaganda politica in stile yankee.

Facebook ha sempre grossi problemi a gestire i dati degli utenti, ma piuttosto che concentrarsi sul miglioramento della sicurezza il social network statunitense preferisce avviare la caccia ai contenuti manipolati con tecniche di deepfake. I video fasulli verranno rimossi, annuncia la corporation, sebbene quelli “politici” avranno ancora il diritto di proliferare come al solito.

Sui contenuti audio e video generati tramite IA o machine learning si discute oramai ai massimi livelli, e come al solito Facebook si trova al centro di una questione che coinvolge gli utenti, la propaganda e gli effetti della manipolazione digitale sulla privacy, la sicurezza e la vita delle persone.

Le nuove regole decise da Facebook stabiliscono che d’ora in poi gli admin della piattaforma rimuoveranno i contenuti identificati come deepfake, ma solo se tali contenuti sono stati modificati o “sintetizzati” in modo da trarre in inganno le persone comuni; i deepfake non potranno più far pronunciare parole mai pronunciate dai protagonisti dei video artefatti, così come saranno messi al bando i video fasulli prodotti tramite algoritmi intelligenti e pensati per sembrare autentici.

A restare fuori dalle nuove regole anti-deepfake di Facebook saranno invece i contenuti con finalità politiche, ambito nel quale il colosso americano ha già detto di non voler adottare il minimo intervento censorio in nessun caso. La disinformazione a scopo di propaganda potrà continuare a circolare senza freni – così come i ricavi pubblicitari a essa associati.

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