GAFA

GAFA e antitrust, il Congresso USA vuole risposte dai colossi dell’hi-tech

La politica americana chiede spiegazioni ai GAFA, ovvero i quattro grandi colossi di Internet e tecnologia (Google, Amazon, Facebook, Apple), per identificare eventuali violazioni delle leggi antitrust.

Assieme ai Procuratori generali dei singoli stati USA, il governo e le autorità federali di Washington sono da tempo impegnati in un’indagine ad ampio spettro sulle grandi corporation di Rete. Google, Amazon, Facebook e Apple, anche noti con l’abbreviazione GAFA, hanno raggiunto dimensioni quasi “troppo grandi per fallire”, e il Congresso americano vuole capire se tale posizione sia il frutto – come molti sospettano – di una violazione sistematica delle leggi in difesa della concorrenza.

Il Comitato Giudiziario della Camera del Rappresentati del Congresso ha in questi giorni inviato quattro richieste individuali a Facebook, Amazon, Google e Apple, chiedendo ai soggetti in causa di fornire tutto il materiale utile a condurre l’indagine antitrust di cui sopra. Le corporation hanno un mese di tempo (fino al 14 ottobre) per rispondere, anche se non si tratta di una richiesta legalmente vincolante.

Legge antitrust

In particolare, il Congresso è interessato ad accedere a documenti interni, comunicazioni elettroniche (e-mail), e più in generale alle informazioni riservate necessarie a mettere in luce i comportamenti delle corporation di GAFA, chiarire i termini e le condizioni in cui sono avvenute le innumerevoli acquisizioni della concorrenza in questi anni (YouTube, DoubleClick per Google, WhatsApp per Facebook ecc.), spiegare in dettaglio il comportamento degli algoritmi per le ricerche e via di questo passo.

Stando a quanto sostiene Jerrold Nadler, presidente del Comitato Giudiziario della Camera dei Rappresentati, esiste “crescente” un numero di prove sul fatto che uno sparuto gruppo di corporation abbia conquistato una fetta “oltremisura” del mercato delle comunicazioni e del commercio on-line. Il modo in cui le aziende di GAFA risponderanno, o magari non risponderanno, servirà al Congresso per farsi un’opinione informata nell’indagine antitrust in corso.

PCProfessionale © riproduzione riservata.