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Google misurerà i battiti usando solo la fotocamera degli smartphone

Google trasforma la fotocamera dei suoi smartphone Android per misurare la frequenza cardiaca e respiratoria: ecco come funzionerà

Di questi tempi, anche Google ha deciso di interessarsi maggiormente alla salute dei suoi utenti. Infatti l’azienda ha annunciato delle novità che consentiranno a chi che non dispone di sensori indossabili di avere una lettura della frequenza respiratoria e cardiaca. A partire dal prossimo mese, i possessori di smartphone Pixel potranno usare la fotocamera per misurare i battiti e anche la frequenza respiratoria, tramite Google Fit. La azienda prevede di espandere la funzione a più dispositivi Android nel tempo.

Quando la funzione sarà disponibile sul proprio device, è necessario aprire l’app Fit per eseguire le misurazioni, con le nuove schede nella homepage. Google indovina la frequenza respiratoria osservando il movimento del petto, di conseguenza attraverso la fotocamera sarà necessario mostrare il proprio busto. Inoltre, utilizza la fotocamera per notare piccoli cambiamenti di colore della pelle e calcolare la frequenza cardiaca dei battiti. Per rendere attivo questo controllo è necessario posizionare il dito sulla fotocamera posteriore. L’app Fit spiegherà poi come inquadrarsi con la fotocamera anteriore per le frequenze respiratorie e dei battiti. Tuttavia non è ancora chiaro il metodo, e se tutti i capi di vestiario permettono a Google Fit di funzionare.

Un altro passaggio è tenere il telefono sollevato per circa 30 secondi per acquisire la frequenza respiratoria. Inoltre, questo significa anche che si potrà usare questa funzione per controllare il polso mentre ci si allena. Questo permette a chi non ha un fitness tracker di ottenere questi dati quando si vuole.

Questo metodo esisteva già nel Galaxy S5 di Samsung, che aveva un sensore sotto la fotocamera. In più le app che consentono di utilizzare lo smatphone per misurare i battiti esistono almeno dal 2014, quindi questo non è un concetto nuovo. Ma Google sfrutta il software titan che offre alcuni vantaggi. Google ha completato i test clinici per garantire l’accuratezza dei suoi prodotti, ma non è tutto. Infatti garantisce che il suo metodo basato sull’intelligenza artificiale funziona su tutte le tonalità della pelle, le età e le condizioni di luminosità.

Non è chiaro quando questa funzione arriverà su altri dispositivi Android oltre ai Pixel. L’obiettivo di Google è quello di ampliare il raggio di questa novità, per il bene dei suoi utenti. Resteremo in attesa di maggiori informazioni sull’arrivo su altri smartphone. Nel frattempo la funzione è arrivata sui Pixel dal 9 marzo.

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