Huawei

Google-Huawei, divorzio posticipato di tre mesi

La decisione di Google di tagliare i ponti con il colosso cinese porta a un’esenzione speciale da parte del governo statunitense, una “licenza temporanea” necessaria al funzionamento di apparati cruciali (e degli smartphone degli utenti) in attesa di una decisione definitiva.

A poche ore di distanza dall’improvviso annuncio del divorzio forzato tra Google e Huawei, il governo americano corre ai ripari rilasciando una speciale licenza temporanea per evitare problemi alle infrastrutture tecnologiche e ai dispositivi in possesso degli utenti USA. La corporation cinese potrà continuare a ricevere gli aggiornamenti per il sistema operativo Android – almeno per altri tre mesi. Il futuro è invece ancora tutto da scrivere.

La Temporary General License (TGL) concessa dal Dipartimento del Commercio a Huawei avrà infatti una durata massima di 90 giorni, periodo entro il quale il colosso cinese e le sue aziende sussidiarie potranno in sostanza continuare a fare “business come al solito” sul mercato tecnologico. Huawei potrà continuare a offrire servizi e supportare gli utenti, e a collaborare nella “ricerca sulla cyber-sicurezza” necessaria all’affidabilità dei network e degli apparati preesistenti.

Internet cinese

Nelle parole del Segretario al Commercio USA Wilbur Ross, la licenza TGL garantirà l’operatività degli smartphone Huawei nelle mani dei clienti USA e il buon funzionamento dei servizi di connettività a banda larga offerti nelle zone rurali del paese. Considerazioni che, con tutta l’evidenza del caso, servono a rimarcare la scarsa consapevolezza dei reali effetti della guerra commercial-tecnologica voluta dall’amministrazione Trump contro Cina, Europa e mondo intero.

Gli USA sono costretti a tornare sui loro passi quando si accorgono del fatto che tagliare improvvisamente fuori Huawei dal mercato interno avrebbe conseguenze molto gravi su tutti, e in tutta risposta alla nuova licenza temporanea anche Google ha confermato di aver riattivati i soliti canali di distribuzione degli aggiornamenti per Android sugli smartphone cinesi.

Dal punto di vista di Huawei, le mosse di Washington – licenza TGL inclusa – non sembrano sortire particolari reazioni nell’ambito di una disputa che il CEO della corporation Ren Zhengfei ha definito “inevitabile”. I piani sulle reti di nuova generazione (5G) non subiranno ritardi, suggerisce l’ad, Huawei è avanti di “due, tre” anni sui rivali e le sceneggiate trumpiane non inficeranno il buon andamento degli affari in un mercato che si prospetta particolarmente ricco di profitti e opportunità.

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