Guerra dei dazi

Guerra dei dazi, aumento di prezzi per smartphone e laptop

Donald Trump ha minacciato di inasprire ulteriormente la già furente guerra delle tariffe sulle importazioni dalla Cina, ma aziende e associazioni di categoria avvertono: a pagare per queste scelte, e a pagare molto salato, saranno i consumatori finali negli USA e non solo.

Se la guerra dei dazi avviata dal nuovo inquilino della Casa Bianca continuerà sugli stessi binari già seguiti oggi, l’intero mercato statunitense dell’elettronica di consumo subirà conseguenze economiche a dir poco disastrose. Nuove stime evidenziano un aumento dei prezzi sostanzioso e generalizzato, mentre i big di settore provano a far sentire la loro voce a un governo federale che, per il momento, tutto sembra fuorché sensibile ai consigli esterni.

Il nuovo allarme sulle conseguenze della guerra dei dazi va oltre la questione Huawei, concentrandosi piuttosto sulla già dichiarata intenzione di Trump&sodali di estendere del 25% l’aumento delle tariffe sulle importazioni dalla Cina per prodotti dal valore di 300 miliardi di dollari, una mossa che secondo le stime di Consumer Technology Association (CTA) produrrà un incremento del costo dei dispositivi elettronici presso i consumatori.

Dazi USA-Cina

Secondo le previsioni fornite dall’associazione, un aumento dei dazi del 25% porterà a un corrispondente aumento del 22% nel prezzo dei telefonini in vendita nei negozi USA; il costo dei computer portatili crescerà del 19%, da una media nazionale di $622 fino a $742, e di conseguenza i potenziali acquirenti limiteranno di molto la spesa su questo genere di prodotti – fino a rimandare o evitare del tutto l’aggiornamento dei vecchi dispositivi.

La produzione di gadget elettronici è stata in questi decenni sostanzialmente appaltata alla Cina, e le tariffe di Trump servono a evidenziare una interdipendenza economica tra USA, Occidente e Asia i cui fragili equilibri sono stati messi a dura prova dal nuovo corso repubblicano della Casa Bianca. Per dirla in parole povere: nessun paese produttore terzo, Vietnam o chi per esso, potrà mai sostituire la Cina in tempi sufficienti a evitare conseguenze pericolose per gli USA e per l’intera economia mondiale.

Contro un ulteriore aumento dei dazi sui PC portatili si sono espressi anche Intel, HP, Microsoft e Dell, che in una dichiarazione congiunta hanno criticato duramente quello che considerano un danno ai “leader USA nella tecnologia”. Con i dazi di Trump i grandi player di settore non potranno più competere al meglio nel mercato globale, mentre negli Stati Uniti i clienti finali e i distretti scolastici verranno dissuasi – se non del tutto impossibilitati – dall’accedere alle nuove tecnologie di sicurezza implementate sui laptop di ultima generazione.

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