Guerra dei dazi

Guerra dei dazi, ancora 90 giorni di tempo per i rapporti commerciali Huawei-USA

Le autorità federali hanno esteso ulteriormente il “permesso” dato a Huawei per continuare a fare business con le aziende americane. Il rischio è che le zone rurali paghino miliardi, la speranza (dei politici) è che le telco abbandonino una volta per tutte il colosso cinese.

Washington e Pechino continuano a trattare allo scopo di superare la guerra dei dazi scatenata da Donald Trump contro le esportazioni cinesi, e Huawei continua a rappresentare uno degli elementi più delicati della contesa. In certi frangenti, gli USA non possono (ancora) fare a meno di Huawei mentre la corporation cinese dice di poter fare benissimo a meno degli USA in futuro.

In teoria, a Huawei dovrebbe al momento essere vietato l’accesso al mercato tecnologico degli Stati Uniti; in pratica, le autorità di Washington hanno dovuto garantire un permesso temporaneo di 90 giorni affinché l’azienda potesse supportare i clienti che già usano i suoi dispositivi. Il permesso originale era stato emesso a maggio, poi esteso di 90 giorni e ora rinnovato per l’ennesima volta fino al 17 febbraio 2020.

Huawei

La ragione principale all’origine di questo secondo rinnovo riguarda le zone rurali degli Stati Uniti, stati come il Wyoming e l’Oregon in cui i provider di Rete utilizzano apparati Huawei che necessitano del supporto ufficiale da parte dell’azienda produttrice. La sostituzione dei suddetti apparati (e di quelli ZTE), stimano le organizzazioni interessate, arriverebbe a costare 1 miliardo di dollari e allargherebbe ulteriormente il divario digitale esistente tra le zone rurali e quelle più sviluppate da un punto di vista tecnologico.

In attesa della presunta (quanto assolutamente incerta) soluzione definitiva alla guerra dei dazi periodicamente annunciata da Donald Trump e sempre smentita dalla realtà, Huawei si trova in un periodo di transizione dagli esiti tutta ancora da scoprire.

HarmonyOS, il sistema operativo che dovrebbe sostituire Android sugli smartphone cinesi, non sarà pronto prima di tre anni, alcuni terminali sono già stati venduti in Europa senza le app proprietarie di Google (Mate 30 Pro) mentre la versione ufficiale proveniente dalla Cina dice che gli USA hanno più bisogno di Huawei di quanto Huawei abbia bisogno delle tecnologie USA.

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