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Haier: al CES 2016 nuovi tablet, ultrabook e cloudbook

Redazione | 5 Gennaio 2016

CES Notebook Tablet

In occasione del CES 2016, Haier annuncia il suo approdo sul mercato degli ultraportatili presentando due Cloudbook e un Ultrabook. […]

In occasione del CES 2016, Haier annuncia il suo approdo sul mercato degli ultraportatili presentando due Cloudbook e un Ultrabook. Il marchio ha scelto inoltre di presentare a Las Vegas il suo nuovo tablet con sistema operativo Windows.

Cloudbook HT1401 con Windows 10

Haier presenta due Cloudbook tra cui il Cloudbook HT1401 con sistema operativo Windows 10. Questo computer portatile da 14,1″ dispone di un processore quad core Intel Bay Trail che si avvale di 2 Gbyte di Ram, di 32 Gbyte di memoria interna e di una porta micro-SD che permette un’espansione di memoria fino a 64 Gbyte. La batteria litio-ione-polimero da 10000 mAh offre un’autonomia che va da 6 a 8 ore di utilizzo.

Haier-H1411

Questo PC ultraportatile è inoltre dotato di due porte Usb 2.0, di una porta HDMI e dispone dei principali sistemi di connettività , come il Bluetooth 4.0 e il Wi-Fi. Infine, il suo design e il colore bianco candido conferiscono un look sobrio e raffinato, per un apparecchio slim (2 cm) e leggero (1,21 kg). Il Cloudbook sarà  disponibile in Europa nel primo trimestre del 2016, a partire da 229 euro IVA inclusa.

Ultrabook

In arrivo un Ultrabook da 13,3 pollici con schermo Full HD e sistema operativo Windows 10. Questo computer ultraportatile concilia design e mobilità . Più potente di un tablet tattile, con la sua scheda SSD da 128 Gbyte e i suoi 4 Gbyte di memoria Ram, è un compagno di lavoro adatto a qualsiasi circostanza. Il suo peso di 1,3 kg e il suo spessore di 1,2 cm, conferiscono un look slanciato, elegante e moderno.

Ultrabook-(2)

La scocca è equipaggiata con due porte Usb 3.0, una porta micro HDMI, l’attacco del cavo per l’alimentazione, un lettore di schede SD e un lettore di schede SIM 4G LTE in opzione. La batteria 11.1V Li-Polimero da 26Wh offre un’autonomia equivalente a una giornata d’utilizzo. Sarà  disponibile nel secondo trimestre del 2016 a partire da 549,90 euro IVA inclusa.

HaierPad W1225P, un tablet XXL

L’HaierPad W1225P da 12,2 pollici è dotato di uno schermo IPS Full HD (1920×1200) extra-large. La fluidità  di utilizzo è delegata al processore Intel Skylake-Y con una memoria Ram da 4 Gbyte. Questo tablet è equipaggiato con l’ultima versione del sistema operativo Windows 10.

HaierPad-W1225P-(1)

Il tablet possiede una porta micro HDMI, una porta micro Usb 3.0 e un lettore micro SD, che permettono di estendere la memoria dell’apparecchio fino a 32 Gbyte. La batteria da 8500 mAh offre un’autonomia equivalente ad una giornata d’utilizzo. L’HaierPad W1225P sarà  disponibile in Europa a partire dal secondo trimestre del 2016 a partire da 849 euro IVA inclusa, con tastiera. µp

CES

Tech

COVID-19, anche il CES 2021 diventa uno show virtuale

Alfonso Maruccia | 29 Luglio 2020

CES COVID-19

L’edizione 2021 della fiera dell’elettronica di consumo non sarà più in presenza ma “tutta digitale”. CTA ha deciso per uno show virtuale in attesa (augurabilmente) di tempi migliori nel 2022.

L’edizione 2020 del Consumer Electronics Show (CES) è stata indicata come uno dei principali eventi di diffusione di massa del virus SARS-CoV-2 prima ancora dell’esplosione della pandemia globale. Ora che il COVID-19 sta devastando gli Stati Uniti con la complicità di Donald Trump, gli organizzatori hanno deciso di evitare qualsiasi rischio per l’edizione 2021 dello show.

Stando a quanto comunicato ufficialmente da Consumer Technology Association (CTA), infatti, il CES 2021 sarà un evento virtuale trasmesso completamente online. L’insolita variante “All-Digital” del CES si terrà tra il 6 e 9 gennaio 2021, periodo di tempo nel quale la città di Las Vegas avrebbe dovuto accogliere decine di migliaia di visitatori come ogni anno.

Visto il modo in cui la pandemia di COVID-19 galoppa a briglie sciolte in quasi tutto il territorio statunitense, dicono ancora da CTA, per la prossima edizione del CES sarebbe stato impossibile gestire in maniera sicura e “sanificata” un tale afflusso di reporter, curiosi e rappresentanti d’azienda.

Ancora il mese scorso il CES 2021 era previsto come un evento con partecipazione in persona, ma la situazione (e le prospettive) sono ora peggiorate al punto da imporre un brusco cambio di rotta. CTA si dimostra in ogni caso ottimista per il (prossimo) futuro: l’edizione 2020 del CES sarà una combinazione di show “fisico” e digitale.

CES

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COVID-19, il CES 2020 ha accelerato la diffusione del virus?

Alfonso Maruccia | 28 Aprile 2020

CES

L’edizione 2020 del CES, la fiera dell’elettronica per eccellenza, avrebbe fatto da incubatore per la diffusione del virus del COVID-19 negli USA e nel resto del mondo.

Mentre in Italia le autorità provano a far ripartire un paese rimasto bloccato per quasi due mesi, negli USA e altrove nel mondo la pandemia di COVID-19 continua a galoppare a un ritmo impressionante. Secondo quanto emerso da diverse testimonianze, ad aiutare la diffusione del virus SARS-CoV-2 sarebbe stata l’edizione 2020 del Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas.

Com’è oramai tradizione da molti anni a questa parte, tra il 7 e il 10 gennaio il CES ha ospitato qualcosa come 170.000 persone provenienti da più di 160 paesi diversi. Tale enorme massa di reporter, appassionati, rappresentati di azienda o semplici curiosi ha interagito a distanza molto ravvicinata, toccato e condiviso gadget e dispositivi elettronici (senza mascherine né guanti) in un tempo in cui la crisi da coronavirus non era ancora nemmeno ipotizzata.

CES 2020 - COVID-19

Michael Webber, professore dell’Università del Texas di Austin, è stato tra i molti che si sono sentiti male dopo aver partecipato al CES 2020. A suo dire la sala di attesa dell’aeroporto di Las Vegas sembrava un’infermeria, con “ogni sorta di persone che starnutiscono e tossiscono”.

In questi giorni Webber ha ricevuto i risultati di un test immunologico (di produzione cinese) condotto ad aprile, e il test ha confermato quello che l’uomo già sospettava. Il malessere vissuto a gennaio era stato causato dal COVID-19, e ora nel suo sangue ci sono gli anticorpi che indicano il passaggio della malattia.

La testimonianza di Webber non è la sola, comunque, a parlare di un CES 2020 che ha lavorato per diffondere alacremente la pandemia da COVID-19 in giro per il mondo e negli USA. Nel suo tragitto verso Las Vegas, il professore texano ha fatto scalo alle Hawaii, in California e a San Francisco.

Royole FlexPai

Android

FlexPai, il primo smartphone con display pieghevole

Roberto Cosentino | 8 Gennaio 2019

Android CES Smartphone

Al CES 2019 viene presentato da un’azienda cinese il primo smartphone (o tablet?) con schermo pieghevole al mondo, battendo la […]

Al CES 2019 viene presentato da un’azienda cinese il primo smartphone (o tablet?) con schermo pieghevole al mondo, battendo la concorrenza di brand ora costretta a rincorrere il primato.

Era quasi dato per scontato che aziende come Samsung o i suoi principali competitor, sarebbero stati i primi brand ad immettere sul mercato dispositivi caratterizzati da display pieghevoli. Tuttavia è ancora una volta cinese la casa che fa appannaggio di una tecnologia futuristica, in primis creduta esclusiva di altri marchi, come è già successo nel recente passato con il sensore di impronte posto sotto al display.

A fare da palcoscenico ad uno dei dispositivi che sta rubando la scena all’altrettanto rivoluzionario Tv di LG con display arrotolabile, presentato nella serata di ieri, è Las Vegas, in cui in queste ore si sta svolgendo il consueto CES (Consumer Electronics Show).

Il display Amoled da 7,8 pollici trasforma FlexPai in smartphone o tablet a seconda dell’esigenza. Un particolare al quale gli sviluppatori dovranno concentrarsi in futuro per la compatibilità di app e Os.

L’azienda ad aggiudicarsi il primato è la cinese Royole, non di certo famosa, ma specializzata nella produzione di display pieghevoli. Anche per questo il motivo per cui è suo il primo smartphone con questa caratteristica. Royole Flexpai, questo il nome del device, non è un concept ma è un prodotto finito, già ordinabile sul sito ufficiale. Il prezzo non è certo economico, si parte dai 1.388 euro fino ad un massimo di 1.539 euro, ma le specifiche non sono da sottovalutare.

Le caratteristiche tecniche sono del livello di un dispositivo di fascia alta. Due le versioni disponibili di Royole FlexPai, che al suo interno può disporre di 6/8 GB di Ram e 128/256 GB di storage. Si tratta inoltre del primo dispositivo in commercio ad equipaggiare il nuovo Qualcomm Snapdragon 855 da 2,8 GHz. Non manca una dual camera da 16 e 20 megapixel e un sistema operativo (Water Os) basato su Android 9.0.

A muovere il dispositivo il nuovo Snapdragon 855, supportato da 6/8 GB di Ram e 128/256 GB di storage. A sinistra la dual cam.

Il display scelto per questo particolare dispositivo è un pannello pieghevole da 7,8 pollici Amoled, che al massimo della sua estensione si trasforma in un tablet di piccole dimensioni. Da non sottovalutare inoltre la resistenza, da verificare in futuro, ma che secondo l’azienda garantisce anche ad elevate sollecitazioni.

Sarà interessante avere modo di provare questo futuristico dispositivo, tuttavia le prime impressioni dagli addetti ai lavori presenti al CES, sembrano illustrare un prodotto ben lontano dalla perfezione.
Non ci aspetteremmo nientedimeno da uno smartphone che si è aggiudicato un primato simile e che ha bruciato sui tempi l’altisonante concorrenza, ma ciò non riduce il valore della conquista di un’invidiabile posizione nella storia della telefonia.

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