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Tutto cambia con la nuova Apple TV

Davide Piumetti | 23 Febbraio 2011

Apple Servizi Web SmartTV

In realtà  l’intero sistema operativo, il menu principale e tutte le voci presenti sono in perfetto stile Apple, semplici e […]

In realtà  l’intero sistema operativo, il menu principale e tutte le voci presenti sono in perfetto stile Apple, semplici e di immediata comprensione. Il telecomando, esteticamente ineccepibile, ha invece seri problemi di ergonomia risultando piccolo e scomodo da utilizzare. Il catalogo Apple è attualmente ben fornito e ricco di titoli anche molto recenti, la cui qualità  video in alta definizione è davvero di ottimo livello. Da segnalare la possibilità  di noleggio di titoli solamente in lingua italiana, senza alcuna possibilità  di accedere (come accade ad esempio con Dvd e Blu-ray) alla lingua originale o alla gestione di sottotitoli; problema che potrebbe però essere risolto da Apple in tempi brevi, a seconda delle richieste dirette degli utenti.

La schermata principale di Apple TV

In conclusione Apple TV nasce come testa di ponte Apple per il mercato del noleggio di film in alta definizione, aprendo una nuova sezione su iTunes che va rinfoltire inoltre le possibilità  multimediali dei prodotti di punta dell’azienda: iPhone e iPad, che possono accedere quasi agli stessi contenuti.

Il funzionamento come media player risente dei limiti imposti dal passaggio obbligatorio tramite iTunes, ma nel contempo beneficia delle possibilità  offerte da Air Play e dal firmware 4.2.1 dei dispositivi mobile Apple. Grazie a questa funzionalità  è infatti possibile far riprodurre ad Apple TV qualunque filmato (o brano musicale) presente sui dispositivi portatili direttamente in wireless, senza dover effettuare alcuna connessione con il televisore.

Apple TV apre dunque la strada a un nuovo modo di gestire la multimedialità , permettendo ad Apple di entrare in un campo nel quale, già  una volta, ha commesso un passo falso. Le attese dell’azienda di verificare se un formato di questo tipo (con il solo noleggio dei contenuti) possa essere vincente, sono altissime e sembrano dare i primi frutti sul suolo statunitense, con ottimi risultati nel primo periodo.

In Italia questo modello di business potrebbe non rivelarsi altrettanto efficace, per via di una cultura differente legata alla fruizione dei contenuti multimediali (gli americani, con la Tv via cavo, sono avvezzi da decenni a scenari di questo tipo) e prezzi ancora non troppo popolari. La velocità  delle nostre linee a banda larga resta inoltre un’incognita per la fruizione perfetta dei filmati, nei nostri test con linee mediamente intasate la riproduzione è risultata fluida ma il tempo necessario all’avvio del film non è risultato affatto costante, arrivando anche a qualche minuto. Il dispositivo concepito da Apple in sé è decisamente ben costruito e incredibilmente funzionale, ma è difficile giudicare se il modello che cerca di imporre potrà  o meno avere successo in Italia.

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