Display

Videoproiettore Benq W1110: il cinema personale

Redazione | 17 Febbraio 2016

Monitor

BenQ è famosa per i monitor e per i proiettori aziendali ma ha in catalogo anche diversi proiettori home theater, […]

BenQ è famosa per i monitor e per i proiettori aziendali ma ha in catalogo anche diversi proiettori home theater, categoria a cui appartengono il W1110 in prova e i due modelli superiori W2000 e W3000, un trio di macchine che rappresenta la produzione più recente dell’azienda di Taiwan. Questi proiettori hanno diverse caratteristiche in comune: innanzitutto sono pensati per la proiezione di film e quindi hanno una ruota colore Rgb (sei spicchi, Rgbrgb), a differenza dei modelli per ufficio che hanno anche un segmento bianco, per innalzare la luminosità  a scapito della fedeltà  cromatica. Inoltre sono Full Hd (1.920 x 1.080 pixel), impiegano un Dlp di Texas Instruments e integrano una lampada tradizionale Uhp che produce un flusso luminoso elevato.

Il videoproiettore W1110 è un parallelepipedo arrotondato con un guscio in plastica, bianca lucida per il corpo e silver per il frontale. L’obiettivo è di piccole dimensioni ed è molto incassato, posto quasi al centro del fronte. L’aria per il raffreddamento entra dalle griglie poste ai fianchi ed esce dalla grata in corrispondenza dell’angolo anteriore destro. La ventola interna produce un rumore di 29 dB, che scendono a 27 in modalità  Eco.

Il videoproiettore appoggia su tre piedini, due posteriori a vite e uno anteriore regolabile in altezza tramite un movimento a slitta. Sul lato superiore del dispositivo sono situati un set completo di tasti per il controllo e uno sportello retrattile che copre le tre ghiere per regolare il fuoco, lo zoom 1,3x, e lo shift ottico verticale, che permette di traslare del 10% l’immagine proiettata. Sul retro, di fianco alla griglia per l’altoparlante monofonico da 10 watt, sono allineate le prese: due Hdmi, una Vga, sei Rca per video composito component e audio stereo, due miniJack per l’ingresso e l’uscita dei segnali audio, una RS-232 e un trigger a 12 volt. Sono presenti anche due Usb, una mini B per la manutenzione e una tipo A per l’alimentazione del kit WSP01, da acquistare a parte per la trasmissione wireless dei segnali Full Hd.

benqw1110

Come abbiamo anticipato all’inizio, il motore ottico è un Dlp Full Hd con una ruota colore a sei spicchi Rgbrgb, che gira a velocità  6x. Il contrasto dichiarato è di 15.000:1, mentre la lampada produce 2.200 Ansi lumen. La durata del bulbo Uhp è di 3.500 ore a piena potenza, 5.000 ore in modalità  Eco (-30% di consumo) e 6.000 ore quando è attiva la funzione SmartEco (fino a 70% di consumo in meno), che riduce la luminosità  in maniera dinamica a seconda delle scene proiettate. L’ottica consente di avere un’immagine di 100 pollici (221 cm di base) a 2,5 metri di distanza, che diventano 60″ (133 cm di base) alla distanza minima di 1,5 metri e 180″ (400 cm di base) alla distanza massima di 5,9 metri.
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Il menu Osd, navigabile con il comodo telecomando retroilluminato, è disponibile in due versioni, semplificato e completo, per adattarsi all’esperienza dell’utente, mentre i preset sono sette e includono le classiche modalità  di funzionamento, come luminoso, gioco e cinema. Nelle nostre prove Cinema è risultato di gran lunga il migliore, ma un utente esperto può personalizzare uno dei due banchi di memoria disponibili. Il proiettore dispone anche di due preimpostazioni Isf Giorno e Notte, attivabili solo da un tecnico installatore certificato. Le regolazioni sono molte e oltre ai classici gamma (da 1,6 a 2,8 con passi di 0,2) e temperatura colore sono accessibili i parametri non solo per Rgb ma anche per Cmy. Il W1110 offre alcune funzioni accessorie come Brilliant color, che aumenta del 50% la luminosità  delle mezze luci e rende più saturi i colori, la correzione digitale della deformazione a trapezio e la compensazione di una leggera colorazione del muro usato come schermo. Il proiettore genera immagini tridimensionali con la tecnologia Dlp-Link, che richiede occhiali con lenti Lcd attive (da acquistare a parte) sincronizzate tramite brevissimi flash bianchi (invisibili ai nostri occhi) emessi dal chip Dlp tra un’immagine e l’altra.

Per provare il W1110 abbiamo usato un player multimediale Cloud Media Popcorn Hour A-410, mentre per ottenere misure precise abbiamo usato la sonda Spyder3 di Datacolor con il programma gratuito Hcfr Colorimeter (www.homecinema-fr.com). Fin dalla prima accensione si apprezzano la buona luminosità  e la ricchezza dei colori, impressioni che rimangono valide anche quando si spegne Brilliant color (per le prove lo abbiamo tenuto sempre disattivato). Dal proiettore esce un po’ di luce spuria, in particolare dalla griglia nell’angolo davanti a destra, ma questa luce non raggiunge in maniera diretta lo schermo e quindi non dà  fastidio. L’effetto rainbow è visibile nonostante la ruota colore Rgbrgb 6x, un difetto ineliminabile con le macchine che impiegano un solo Dlp, e come al solito si percepisce chiaramente quando in una scena scura sono visibili dettagli molto luminosi. Con il film Tron Legacy, per esempio, il fenomeno è chiaramente distinguibile e molto fastidioso. Il W1100 non dispone di alcun algoritmo di interpolazione dei fotogrammi, quindi nessun rischio di artefatti ma le panoramiche sono spesso saltellanti a causa della cadenza di 24 fps. Se non altro il videoproiettore cambia il frame rate in funzione dell’input, una caratteristica fondamentale per una vera macchina home theater.

Come abbiamo già  detto, il menu per la gestione dei colori è molto completo e rende la calibrazione con la sonda un’operazione piuttosto facile. Con pochi clic su Guadagno (alte luci) e su Offset (basse luci) dei tre primari Rgb si riesce a ottenere una scala di grigi neutra, con un ΔE minore di due; le correzioni da apportare sono di pochi punti percentuali, segno di una buona resa cromatica di base della macchina. Purtroppo non va così bene con il gamut. Il videoproiettore non riesce a coprire completamente lo spazio colore Rec.709 (coincidente con quello sRgb): il verde e il rosso sono piuttosto arretrati, mentre il blu è abbastanza vicino al riferimento. Le uniche operazioni consentite sono un migliore centraggio del rosso e del blu all’interno del triangolo Rec.709. Anche i colori secondari Cmy sono un po’ troppo fuori asse ma è facile farli scorrere per allinearli in maniera corretta. La resa sonora, infine, è discreta: il volume è adeguato ma mancano un po’ i bassi.

La sezione audio integrata va bene solo per un’installazione volante e ridotta all’osso, molto meglio l’impiego di un impianto dedicato.
Nicola Martello

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Caratteristiche tecniche
Tecnologia di visualizzazione: Dlp • Lampada: Tradizionale Uhp • Risoluzione nativa (pixel): 1.920 x 1.080 • Risoluzioni massime accettate (pixel): 1.920 x 1.200 / 1.920 x 1.080 • Distanze min / max di proiezione (m): 1,5 / 5,9 • Diagonale immagine alle distanze min /max: 60″ / 180″ • Fattore di forma nativo / compatibile: 16:9 • Colori visualizzabili dichiarati: 1,07 miliardi • Luminanza (Ansi lumen): 2.200 • Rapporto di contrasto (valore medio): 15.000:1 • Zoom ottico/digitale: 1,3x / No • Correzione keystone: Sì • Ingressi video: 2 Hdmi, Vga, component, composito • Manuale / Menu OSD in italiano: Sì / Sì • Speaker / potenza (W): Sì / 10 • Inclinazione proiettore regolabile: Sì • Attacco per cavalletto / montaggio a soffitto: No / Sì • Batteria interna / esterna: No / No • Alimentatore: Interno • Rumorosità  Eco mode / Standard (dbA): 27 / 29 • Consumo massimo (W): 375 • Consumo massimo in stand-by (W): < 0,5 • Peso netto (kg): 3,2 kg • Dimensioni (larg. x alt. x prof.): 38,1 x 12,2 x 27,7 cm • Telecomando: Sì
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BenQ W1110

Euro 899,00 Iva inclusa

PRO
Buona resa cromatica anche senza calibrazione
Regolazioni molto complete
Shift ottico verticale
Prezzo interessante

CONTRO
Gamut limitato
Effetto rainbow chiaramente percepibile
Nessun algoritmo di interpolazione dei fotogrammi

Produttore: BenQ, www.benq.it

Dipendenza da videogiochi

Hardware

IDC: boom di monitor e PC da gaming nel 2020

Alfonso Maruccia | 1 Ottobre 2020

Gaming Hardware IDC Mercato Monitor

Gli analisti di IDC preconizzano una crescita a doppia cifra per i prodotti informatici da gioco entro l’anno in corso. Il mercato crescerà anche nei prossimi anni.

Confermando una tendenza già evidenziata nel recente passato, le ultime stime di IDC per la componente gaming del settore ICT offrono una prospettiva decisamente positiva per i produttori. Il numero di PC da gioco e monitor in vendita crescerà in maniera significativa entro il 2020, e il trend continuerà anche nel corso dei prossimi 3-4 anni.

Le stime di IDC prendono in considerazione i PC da gaming di classe desktop, laptop (ma sempre con GPU discrete) e i monitor dedicati, fotografando una crescita dei prodotti commercializzati del 16,2% anno-su-anno. Entro la fine del 2020, il mercato potrà contare sulla disponibilità di 49,6 milioni di dispositivi e sistemi informatici espressamente pensati per il gaming in varie risoluzioni e livelli di qualità.

IDC e gaming

Stando a quanto comunicato da IDC, i problemi di disponibilità sperimentati dal mercato IT nella prima metà del 2020 sono ora meno pressanti. E gli utenti, certo facilitati dalla quarantena e dalla perdurante situazione di incertezza sulle attività dal vivo per la pandemia di COVID-19, hanno continuato a spendere cifre significative per il gaming. Sia sul fronte hardware che su quello software.

I prossimi sei-dodici mesi offriranno un’ulteriore accelerazione al trend di mercato, dice IDC, grazie alle nuove, potenti GPU dedicate commercializzate da NVIDIA e da AMD ma anche da Intel. L’arrivo di nuovi giochi, e del supporto per l’illuminazione realistica in ray tracing per quelli già in commercio, non farà che aggiungere attrattiva all’upgrade dei componenti hardware.

COVID o non COVID, il mercato informatico dedicato al gaming continuerà a crescere anche dopo la fine del 2020: per il 2024 i dispositivi e i sistemi da gioco in commercio saranno 61,9 milioni, dice IDC, con un indice di crescita annuale del 5,7%.

Acer

Display

Acer Predator X25, nuovo monitor per il gaming a 360Hz

Alfonso Maruccia | 25 Giugno 2020

Acer Gaming Monitor

La corporation taiwanese ha aggiornato la sua linea di monitor da gioco, introducendo il modello Predator X25 con un refresh a 360Hz. Perfetto per le fragfest o gli e-sport.

La linea di hardware informatico recentemente presentata da Acer include un nuovo monitor con caratteristiche da primato. Predator X25 lavora alle alte, anzi altissime frequenze, fornendo un refresh rate ideale per gli appassionati di sparatutto in prima persona e i professionisti degli e-sport.

Acer Predator X25 rientra nella stessa categoria di Asus ROG Swift 360Hz, e offre caratteristiche piuttosto simili. Il nuovo monitor da gioco ha una diagonale da 24,5” con risoluzione Full HD (1920×1080), una frequenza di aggiornamento da 360Hz (ovvero 360 volte al secondo), un processore G-SYNC integrato per un’esperienza di gioco sempre perfetta e a prova di stuttering o tearing.

Acer Predator

La velocità di aggiornamento nativa necessita di un collegamento DisplayPort 1.4 o HDMI 2.0b al PC, mentre le tecnologie avanzate esclusive di Acer comprendono un sensore per la luce ambientale (LightSense) e un “allarme” (ProxiSense) per ricordare all’utente di staccarsi dallo schermo a intervalli di tempo regolari.

Con Predator X25 i giochi di ultima generazione sembreranno più realistici che mai, sostiene Acer, anche se un refresh rate da 360Hz (o anche inferiore) non servirà assolutamente a nulla senza un hardware da gioco moderno (e costoso). Prevedibile, anche se ancora ignoto, il prezzo piuttosto alto del nuovo monitor ultra-veloce dell’azienda taiwanese.

AMD FreeSync

Videogame

AMD, nuovi livelli “Premium” per il refresh variabile di FreeSync

Alfonso Maruccia | 10 Gennaio 2020

AMD Gaming Monitor

Anche AMD procede al rebranding della sua tecnologia di refresh adattivo nota come FreeSync, che ora offre tre diverse certificazioni […]

Anche AMD procede al rebranding della sua tecnologia di refresh adattivo nota come FreeSync, che ora offre tre diverse certificazioni corrispondenti ad altrettanti livelli di funzionalità.

Nata come alternativa economico alla tecnologia proprietaria di NVIDIA G-SYNC, FreeSync è la soluzione che AMD propone ai produttori interessati a fornire un’esperienza di gioco con refresh variabile agli appassionati. Come già deciso da NVIDIA per G-SYNC, anche lo standard di Santa Clara si è fatto ora in tre per meglio classificare le caratteristiche avanzate disponibili sui monitor di maggior pregio (e costo).

NVIDIA certifica i monitor da gioco con refresh variabile come G-SYNC Compatibile, G-SYNC e G-SYNC Ultimate, mentre il recente rebranding di AMD prevede che la tecnologia FreeSync sia disponibile nelle tre varianti seguenti: AMD FreeSync “liscio”, AMD FreeSync Premium e AMD FreeSync Premium Pro.

Il livello di funzionalità più basso (AMD FreeSync) dovrebbe certificare la capacità di un monitor di mostrare la grafica dei giochi 3D senza fastidiosi fenomeni di tearing, tremolio (flickering) e con bassi livelli di latenza; il nuovo livello AMD FreeSync Premium include le caratteristiche del livello precedente, ma in più include il supporto per un refresh “almeno” a 120Hz in FullHD e la compensazione delle scene a bassi frame rate.

AMD FreeSync Premium Pro

Già noto in precedenza come FreeSync 2 HDR, infine, FreeSync Premium Pro è lo standard AMD per il monitor con refresh variabile definitivo, ovvero in grado di aggiungere il supporto alla gamma cromatica estesa dell’HDR a tutte le funzionalità delle certificazioni precedenti.

La tecnologia FreeSync non offrirà la stessa qualità di G-SYNC (che prevede l’utilizzo di un modulo con chip dedicato all’interno del monitor) ma è chiaramente diventata un’offerta importante per AMD: più di 300 monitor già disponibili sul mercato sono in grado di supportare FreeSync Premium, dice la corporation di Santa Clara, e per la fine di gennaio 2020 ci saranno 1.000 monitor certificati almeno con il livello di funzionalità FreeSync.

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