I Nas Buffalo sono su cloud grazie alla tecnologia PogoPlug

Le nuove versioni dei dispositivi di rete nipponici si appoggiano al popolare servizio online per fornire accesso semplificato da remoto e opzioni di sincronizzazione.

Anteprima di Simone Zanardi

Articolo tratto da PC Professionale 250 di gennaio 2011

Anche Buffalo compie il grande salto verso i servizi cloud: i nuovi Nas della casa giapponese si integrano con la piattaforma di storage online PogoPlug, di cui abbiamo già  parlato su queste pagine. In questo modo lo storage di rete può essere facilmente raggiunto da remoto attraverso Internet, sfruttando un computer, un tablet o uno smartphone. Inoltre, i dati possono essere sincronizzati tra più apparati che fanno parte della “nuvola personale” dell’utente: non solo Nas, ma anche computer dotati dell’apposito client PogoPlug.

La gamma CloudStation include tre modelli: oltre alla versione Pro Duo, da noi qui provata, sono disponibili le opzioni Duo (con supporto a due dischi ma leggermente depotenziata a livello hardware) e la CloudStation classica, che offre alloggiamento per un solo hard disk.

In termini di hardware, la CloudStation Pro Duo si basa sulla medesima piattaforma della LinkStation Pro Duo, e sfrutta dunque un processore Marvell Kirkwood a 1,6 GHz e 256 megabyte di memoria Ram. L’esemplare che abbiamo utilizzato per le prove è inoltre fornito con due dischi da 1 TB, modello Seagate Barracuda 7200.12. La connettività  di rete è affidata alla ormai classica interfaccia Gigabit Ethernet (non sono supportati i Jumbo Frame), mentre la porta Usb 2.0 può essere utilizzata per espandere lo storage o per collegare una stampante, anch’essa raggiungibile sul cloud personale grazie al servizio PogoPlug.

Come di consueto per i Nas Buffalo, il dispositivo è inoltre dotato di un interruttore a tre posizioni che permette di accendere, spegnere o porre in modalità  “auto” l’unità . Quest’ultima opzione abilita lo spegnimento e l’accensione automatica del Nas in coordinamento con un computer della rete locale su cui è installato l’apposito software Buffalo.

L’integrazione dei servizi PogoPlug con il Nas è evidente sin dall’apertura delle confezione. Qui, oltre alla cavetteria e all’unità  principale, troviamo solo un poster di installazione rapida che ci invita a recarci sul portale https://cloudstation.pogoplug.com per attivare il Nas. In effetti l’intera procedura è portata a termine sfruttando il collegamento tramite cloud, il che presuppone che Nas e computer di controllo siano immediatamente collegati a Internet.

Dopo aver identificato l’unità  sulla Rete, il processo assistito PogoPlug permette di impostare la password del proprio account e quindi rende subito disponibili su pagina Web i contenuti del Nas.

Per poter accedere ai parametri di configurazione più avanzati, come ad esempio la configurazione Raid, è comunque necessario collegarsi al dispositivo tramite l’indirizzo sulla rete locale, fornito automaticamente dall’interfaccia.

Se si accede al Nas tramite browser, si possono riprodurre contenuti multimediali direttamente all’interno delle pagine Web di controllo, caricare i propri contenuti, avviare delle presentazioni slideshow o condividere foto e video sui social network Facebook e Twitter. Interessante è anche l’opzione di invio dei dati tramite e-mail: è sufficiente allegare i contenuti desiderati a una missiva indirizzata all’indirizzo [email protected] per spedire il tutto al Nas. Questa operazione è consentita solo dalla mail dell’amministratore o da un altro account “invitato” a condividere l’accesso alla nuvola. In modo analogo è disponibile il servizio di stampa online su una periferica collegata al Nas.

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