Networking

Netatmo Welcome

Marco Martinelli | 17 Gennaio 2018

Netatmo SchedaComparativa

Linea raffinata e non convenzionale, impiego di materiali di qualità e funzioni avanzate che includono il riconoscimento facciale.

Il catalogo Netatmo offre una completa selezione di prodotti dedicati alla domotica, con soluzioni che spaziano dalla sicurezza al monitoraggio, gestione dei consumi e delle risorse energetiche. Sul versante della protezione della casa, la Welcome rappresenta il dispositivo di spicco, con peculiarità interessanti quali il riconoscimento facciale. Caratterizzata dal design cilindrico con struttura monoblocco in allumino anodizzato che funge anche da dissipatore del calore, la camera impiega un sensore da 4 megapixel per catturare immagini in Full Hd attraverso l’ottica con campo visivo di 130 gradi.

Casa sicura videosorveglianza Netatmo Welcome

La Welcome ha la doppia connettività wireless e cablata.

La sezione d’arco frontale ospita il gruppo di ripresa/sensore e il microfono, mentre quella posteriore una porta Ethernet, l’ingresso dell’alimentazione e uno slot per schede Micro Sd fino a 32 Gbyte di capacità per l’archiviazione locale delle riprese.

Il setup è facilissimo, il più semplice in assoluto tra i prodotti provati. Basta accendere la camera e capovolgerla: l’operazione attiva il Bluetooth per connettersi allo smartphone e ricavare la configurazione di rete. Una volta effettuata la registrazione gratuita del proprio account il dispositivo è pronto all’uso: l’app Netatmo Security fornisce un breve tutorial sul posizionamento e, alle prime notifiche di rilevamento, suggerisce la procedura di riconoscimento dei volti. L’opzione è efficace, ma può richiede più procedure di identificazione, controllo delle corrispondenze o aggiornamenti di un profilo per evitare falsi allarmi, poiché i volti sconosciuti sono sempre registrati; a regime, comunque, il sistema ha dimostrato una buona precisione.

Casa sicura videosorveglianza Netatmo Welcome

Dopo una semplice fase di apprendimento, Welcome riconosce i volti con precisione. L’app è semplice e funzionale.

La camera funziona in registrazione continua, l’attivazione delle notifiche può basarsi anche sui servizi di geolocalizzazione; la registrazione avviene sulla scheda micro Sd – fornita in dotazione – con eventuale backup automatico dei video su Dropbox, unica opzione cloud prevista poiché Netatmo non offre servizi di questo tipo. L’app è sufficientemente ricca di opzioni, ma manca il rilevamento a zone. Più che accettabile la qualità video – anche se dettaglio e definizione non sono tra i migliori – e buona la resa del microfono, anche a distanza. La reattività è nella norma, si percepisce un minimo ritardo delle immagini che tuttavia non pregiudica la funzionalità del sistema.

PRO Installazione semplice / Efficace rilevamento dei volti e geotagging / Nessun abbonamento richiesto e micro Sd in dotazione

CONTRO Manca l’opzione di rilevamento a zone / Contrasto e definizione immagini migliorabili

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Servizi

Sync.com

Dario Orlandi | 14 Marzo 2018

Cloud SchedaComparativa

Il tratto distintivo di Sync.com, che lo differenzia dalla concorrenza e gli ha consentito una crescita così impetuosa, è l’attenzione alla privacy.

I servizi di cloud storage sono comodissimi, ma espongono i dati memorizzati a diversi rischi: le informazioni scambiate tra il computer locale e i server remoti possono essere intercettante in transito, oppure una falla nell’infrastruttura rischia di consentire l’accesso ai dati “a riposo”, cioè mentre sono memorizzati nelle memorie di massa dei data center utilizzati dal provider. Tutti i servizi fanno il possibile per evitare questo genere di violazioni, ma non implementano infrastrutture progettate in particolare per garantire la massima sicurezza. L’attenzione alla privacy è invece il fulcro dell’azione di Sync.com, un servizio di cloud storage più recente (è nato nel 2011) ma in grande ascesa. I suoi numeri sono ancora piccoli rispetto a quelli dei giganti del settore: a fine 2016 potevano vantare 236.000 utenti attivi, con una crescita che superava però il 100% rispetto all’anno precedente.

Il tratto distintivo di Sync.com, che lo differenzia dalla concorrenza e gli ha consentito una crescita così impetuosa, è l’attenzione alla privacy: dal punto di vista legale è interessante che l’azienda sia basata in Canada, uno tra i Paesi con la legislazione più avanzata per quanto riguarda il rispetto della privacy e dei diritti personali. Dal punto di vista tecnico, inoltre, la sicurezza dei dati è affidata a una politica zero knowledge applicata in maniera rigorosa: zero knowledge significa nessuna conoscenza e indica che le informazioni dell’utente non potranno mai essere violate dal provider, dalle forze dell’ordine o da eventuali hacker che dovessero penetrare la sua infrastruttura informatica, perché il sistema è stato studiato per non consentire mai l’accesso alle informazioni da remoto. L’azienda ha pubblicato un interessante whitepaper con i dettagli sulle scelte progettuali e implementative di questa politica (lo si può trovare all’indirizzo www.sync.com/pdf/sync-privacy.pdf), ma la filosofia di base è semplice da comprendere: tutti i dati vengono cifrati in locale prima di essere trasmessi ai server del provider, utilizzando chiavi robuste che non lasciano mai i dispositivi dell’utente.

Questa architettura costringe a rinunciare ad alcune comodità, che possono risultare del tutto ininfluenti per qualcuno e rappresentare un difetto capitale per qualcun altro. In particolare, il servizio non fornisce Api accessibili a servizi di terze parti per interfacciarsi con i contenuti memorizzati nel file system remoto dell’utente.

Sync.com

La pagina di iscrizione di Sync.com permette di decidere fin da subito se attivare la funzione di ripristino della password, oppure se tenerla disattivata per ottenere il massimo livello di privacy.

L’accesso è garantito soltanto tramite le applicazioni ufficiali, oppure utilizzando l’interfaccia Web che in sostanza esegue un’istanza isolata dello stesso motore di cifratura e decifratura. Un’altra ricaduta di questa impostazione è il fatto che il servizio non è normalmente in grado di ripristinare l’accesso a un file system remoto se l’utente dovesse dimenticare la password: per ovviare a questo problema si può modificare un’impostazione nelle preferenze, ma questa comodità indebolisce il perimetro di protezione per i propri dati. L’attenzione alla privacy non implica, in ogni caso, la mancanza di funzioni anche avanzate: Sync.com consente di creare link per la condivisione di file e cartelle, implementa un cestino per recuperare i file cancellati e integra uno strumento di versioning che mantiene le revisioni successive di ogni documento create negli ultimi trenta giorni. I client sono disponibili per Windows, macOS, Android e iOS: manca invece un agente per Linux. Il funzionamento del client è del tutto analogo a quello degli altri servizi di cloud storage: l’agente aggiunge una nuova cartella monitorata, i cui contenuti vengono cifrati e poi salvati in remoto, per essere sincronizzati con gli altri dispositivi collegati allo stesso account.

Sync.com

La pagina di benvenuto di Sync suggerisce di scaricare i client dedicati per i sistemi desktop e mobile: sono disponibili per tutti i principali Os, con l’esclusione di Linux.

 

 

Il client per computer permette di sfruttare anche l’opzione di Single Sign On: quando si apre l’interfaccia Web da un computer in cui è installata e configurata l’applicazione desktop, l’autenticazione viene completata automaticamente e si può accedere subito all’interfaccia visualizzata attraverso il browser. Sempre a proposito di opzioni di autenticazione, un servizio attento alla privacy come Sync.com non poteva trascurare le funzioni di autenticazione a due fattori: supporta sia la verifica tramite email sia l’utilizzo dei codici a scadenza breve generati dall’app Google Authenticator.

Sync.com

L’interfaccia di caricamento via Web gestisce senza difficoltà anche un notevole numero di file; non è supportato, invece, il trascinamento di intere cartelle.

Gli account gratuiti sono limitati a 5 Gbyte (che possono crescere a 6 GB dopo aver completato alcune operazioni guidate per impratichirsi con le funzioni offerte dal servizio), mentre gli utenti Pro possono scegliere tra uno spazio di 500 Gbyte (49 dollari all’anno) e di 2 Tbyte (96 dollari per utente). Gli abbonamenti Pro danno accesso anche ad alcune funzioni esclusive: i link di condivisione possono avere una data di scadenza, limiti di download e mostrano statistiche avanzate sugli accessi da parte di altri utenti. Gli utenti Pro possono anche ricevere file in maniera sicura da chi non è iscritto al servizio e sfruttare le funzioni di cancellazione remota per limitare gli accessi non autorizzati ai dati condivisi.

Sync.com

L’offerta gratuita di Sync.com parte da 5 Gbyte, ma è sufficiente completare alcuni semplici passaggi (utili anche per impratichirsi con gli strumenti del servizio) per vedersi aumentare il limite a 6 Gbyte.

Sync.com

Il client Windows di Sync.com è molto semplice, quasi spartano: chi è abituato ad altri servizi sentirà la mancanza delle funzioni avanzate e delle interfacce più amichevoli offerte dai concorrenti.

Altri vantaggi riguardano invece le opzioni di backup e l’accesso ai file cancellati: gli utenti Pro hanno accesso illimitato al cestino e alle versioni precedenti e possono sfruttare la funzione Vault per memorizzare in remoto file e cartelle senza includerle nel normale processo di sincronizzazione. È un vero e proprio backup remoto per i file più importanti, che però non integra nessuna opzione di pianificazione. Sync.com offre anche una versione Business dedicata ai team di lavoro, con console di amministrazione centralizzata, a partire da soli due utenti e un costo di 5 dollari al mese per utente.

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Software

Amazon Drive

Dario Orlandi | 14 Marzo 2018

Amazon SchedaComparativa

Amazon Drive non propone un accesso di base gratuito, ma l’offerta è comunque interessante e vale la pena di analizzarne pregi e difetti.

Da qualche tempo nel mercato dei servizi di cloud storage è entrato un attore inaspettato: stiamo parlando di Amazon, il gigante del commercio elettronico che sta incrementando i servizi per i suoi utenti abbonati. Amazon Drive (questo è il nome del servizio di salvataggio e sincronizzazione remota) è infatti dedicato agli abbonati Prime, che tra le altre cose possono anche usufruire di spedizioni gratuite sulla grandissima maggioranza dei prodotti disponibili sul sito e accedere alla biblioteca di film, documentari e serie Tv Amazon Prime Video, con un canone annuo di 19,99 euro.

Amazon Drive

Amazon Drive offre a tutti gli utenti Prime uno spazio di archiviazione di 5 Gbyte; le foto, invece, possono essere caricate senza alcuna limitazione e senza perdita di qualità.

Amazon Drive non propone un accesso di base gratuito e non può quindi essere confrontato direttamente con gli altri protagonisti del settore: ma l’offerta è comunque interessante e vale la pena di analizzarne pregi e difetti. L’abbonamento di base, accessibile senza ulteriori esborsi per tutti gli utenti Amazon Prime, comprende uno spazio di archiviazione pari a 5 Gbyte, parte dei quali potrebbe però essere già occupata: al suo interno, infatti, si trova la cartella My Send-to-Kindle Docs, che raccoglie tutti i libri elettronici inviati ai lettori Kindle tramite la funzione Send to Kindle. In genere si tratta di pochi megabyte, ma è meglio verificare il contenuto di questa cartella ed eventualmente eliminare i file superflui.

Amazon Drive

L’interfaccia Web è piuttosto semplice da utilizzare; al primo login i possessori di ebook Kindle ritroveranno la cartella che contiene i libri inviati con la funzione Send to Kindle.

Amazon Drive

L’architettura di Amazon Drive include un cestino che conserva per 30 giorni tutti i file eliminati, ma non supporta la memorizzazione di versioni multiple per i file sincronizzati.

Per accedere ad Amazon Drive si può raggiungere la sua interfaccia Web all’indirizzo www.amazon.it/clouddrive, oppure scaricare il client di sincronizzazione per il proprio sistema operativo dalla pagina www.amazon.it/gp/drive/download-apps. Le applicazioni sono disponibili per Windows, macOS, iOS e Android. Il funzionamento è analogo a quello degli altri client per i servizi di cloud storage: l’agente tiene sotto controllo una cartella e ne sincronizza il contenuto con il file system remoto e poi con gli altri device connessi allo stesso account. L’accesso dai dispositivi mobile segue regole un po’ diverse: il client consente la navigazione tra i file, il loro scaricamento e la visualizzazione in anteprima dei formati più comuni.

Amazon Drive

Foto Prime è la sezione di Amazon Drive dedicata alla memorizzazione delle immagini: offre uno spazio di archiviazione illimitato senza ricompressione dei file.

Amazon Drive

Le funzioni dedicate alla gestione delle immagini sono abbastanza ricche: l’interfaccia Web propone anche una dotazione di strumenti di ritocco e ottimizzazione.

L’app per Android e iOS offre anche il backup del rullino delle foto: una delle caratteristiche più interessanti di Amazon Drive, infatti, è il supporto illimitato per la memorizzazione delle immagini. Al contrario di Google, Amazon non richiede neppure la ricompressione degli scatti, salvabili con la qualità e il formato originali. L’interfaccia di visualizzazione e organizzazione delle foto occupa una scheda separata rispetto a quella dedicata alla manipolazione dei file e offre strumenti per creare album, riorganizzare le immagini e addirittura per modificarle e ottimizzarne l’aspetto.

Il servizio include un cestino per recuperare i file cancellati per errore (fino a trenta giorni), ma non supporta invece il salvataggio di più versioni. Non mancano, invece, gli strumenti di condivisione tramite link. Chi avesse bisogno di andare oltre i 5 Gbyte compresi nell’abbonamento di base può scegliere tra molti piani a pagamento: il taglio minimo è pari a 100 Gbyte (costa 19,99 euro all’anno); passare a 1 Tbyte richiede un canone di 99,99 euro all’anno, mentre la dimensione massima è di ben 30 Tbyte, al prezzo non proprio popolare di 2.999,70 euro all’anno.

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Servizi

OneDrive

Dario Orlandi | 14 Marzo 2018

Cloud Microsoft SchedaComparativa

Il client di sincronizzazione OneDrive di Microsoft è integrato in maniera perfetta nell’interfaccia di Windows 10.

Il servizio di cloud storage di Microsoft è stato uno dei pionieri del settore: con il nome di Windows Live Folders, infatti, è entrato in fase beta nel lontano 2007. Ma le sue funzioni, la sua struttura e anche il suo nome sono cambiati più volte nel corso del tempo: ha assunto la denominazione attuale – OneDrive – soltanto nel 2014 e con l’avvento di Windows 8 è entrato nella dotazione di default del sistema operativo per computer più diffuso al mondo. Anche la quantità di spazio di archiviazione è cambiata più volte nel corso del tempo: nel 2008 Microsoft offriva ben 25 Gbyte di spazio di storage, che sono poi stati ridotti a 15 e infine a 5 Gbyte. Un po’ come accade per Dropbox, anche Microsoft propone un programma di raccomandazione che consente di guadagnare ulteriori 500 Mbyte per ogni nuovo utente segnalato, fino a un massimo di ulteriori 5 Gbyte. Il meccanismo di sincronizzazione di base è identico a quello degli altri servizi analizzati in questo articolo; anzi, se possibile è ancora più semplice, almeno per gli utenti delle versioni più recenti di Windows. Il client, infatti, è già installato e preconfigurato all’interno del sistema e dev’essere soltanto attivato inserendo le credenziali del proprio Microsoft Account (le stesse utilizzate nella grande maggioranza dei casi anche per l’autenticazione al sistema operativo).

Una volta completato il primo login, il client inizierà la sincronizzazione e manterrà allineati tutti i file e le cartelle memorizzate all’interno della cartella OneDrive, normalmente memorizzata in C:Users<Utente>. Come abbiamo già accennato, con l’aggiornamento al Fall Creators Update di Windows 10, Microsoft ha reintrodotto una funzione che era stata già offerta in passato, ai tempi di Windows 8: i file segnaposto, una soluzione per visualizzare il contenuto delle cartelle sincronizzate nel file system locale senza però scaricare in locale tutti i dati. Questa soluzione consente di risparmiare banda ma soprattutto di ridurre l’occupazione di spazio sull’hard disk, un aspetto cruciale nei laptop e ancor più nei dispositivi ibridi, come tablet e 2-in-1, che spesso possono contare su uno storage interno di poche decine di gigabyte.

OneDrive

Gli utenti premium di OneDrive possono impostare una data di scadenza per i collegamenti condivisi con altri utenti; l’interfaccia stessa ne suggerisce l’utilizzo.

OneDrive

Le nuove icone visualizzate da OneDrive in Esplora file indicano lo stato della funzione File su richiesta; i segnaposto permettono di evitare lo scaricamento di file inutili, per risparmiare spazio sull’hard disk.

La tecnologia, denominata File su richiesta nella nuova implementazione, è particolarmente utile per chi ha attivato un abbonamento a pagamento e salva sul cloud una notevole quantità di file (questo è uno dei motivi per cui alcuni concorrenti offrono i segnaposto soltanto agli utenti premium): OneDrive permette di memorizzare nel cloud ben 1 Tbyte di dati e i File su richiesta rappresentano un’alternativa più flessibile alla sincronizzazione selettiva, quella funzione che consente di scegliere quali rami del file system remoto scaricare e mantenere sincronizzati in locale.

OneDrive

Attivare File su richiesta in OneDrive è semplice: aprite la finestra di configurazione e spuntate Risparmia spazio e scarica i file quando li usi.

Attivare i File su richiesta è semplice, ma richiede che siano soddisfatte alcune precondizioni: bisogna aggiornare Windows 10 al Fall Creators Update e poi bisogna assicurarsi di aver scaricato l’ultima versione del client. In caso di dubbi o problemi, basta visitare il link https://go.microsoft.com/fwlink/p/?LinkId=248256 per scaricare la versione più recente dell’agente di sincronizzazione. Se i requisiti sono soddisfatti basta fare clic destro sull’icona di OneDrive, nell’area di notifica della barra delle applicazioni, selezionare Impostazioni nel menu contestuale e raggiungere la scheda Impostazioni nella finestra di dialogo successiva. In fondo alla scheda si trova l’opzione Risparmia spazio e scarica i file quando li usi, nella sezione File su richiesta; spuntando questa voce la funzione sarà attiva. Lo stato dei file è indicato da tre nuove icone, che vengono visualizzate in Esplora file quando si apre una cartella sincronizzata con OneDrive: un segno di spunta verde su fondo bianco indica i file scaricati in locale, un segno di spunta bianco su sfondo verde segnala i documenti e i file sempre disponibili, ossia quelli per cui si è scelta l’opzione Conserva sempre su questo dispositivo (nel menu contestuale di Esplora file). La nuvoletta blu, infine, indica i file solo online, ossia quelli disponibili in remoto ma non ancora scaricati in locale; per accedervi basta aprirli con un doppio clic (se la connessione a Internet è attiva). Per eliminare le copie locali dei file scaricati e mantenere soltanto i segnaposto basta selezionare gli elementi su cui intervenire, fare clic destro e selezionare Libera spazio nel menu contestuale.

OneDrive

Da qualche mese OneDrive ha introdotto la cronologia delle versioni per tutti i file sincronizzati; in precedenza questa funzione era disponibile soltanto per i documenti di Office.

La descrizione di questa funzione offre un assaggio del funzionamento di OneDrive: il client di sincronizzazione è integrato in maniera perfetta nell’interfaccia di Windows 10, permette di accedere alle funzioni principali dal menu contestuale di Esplora file (è disponibile anche una funzione per condividere un file o una cartella tramite un link, copiato poi negli appunti) e rimanda alla versione Web per i compiti più complessi. La struttura dell’interfaccia accessibile tramite browser è semplice e lineare, anche se manca una vera e propria vista a icone che richiami la classica impostazione delle cartelle di Esplora file. In compenso è disponibile una modalità di visualizzazione ottimizzata per le immagini e i video, con anteprime di grandi dimensioni e un accesso rapido alle funzioni di presentazione. Oltre alla navigazione per cartelle, OneDrive propone anche una vista Foto che organizza gli scatti in album e consente l’accesso rapido ad alcuni metadati importanti, come la data di acquisizione e le informazioni di georeferenziazione.

OneDrive

Una funzione esclusiva di OneDrive è l’accesso all’intero file system dei sistemi Windows remoti (attivi e connessi a Internet) in cui è installato il client di sincronizzazione.

Una funzione esclusiva di OneDrive è l’accesso remoto all’intero file system dei computer legati a uno stesso account: se la macchina a cui si vuole accedere è accesa e connessa a Internet si può aprire l’interfaccia Web del servizio e raggiungere la sezione PC, in cui sono elencati tutti i computer registrati. La sezione Elementi recenti mostra un elenco degli ultimi file creati e modificati, utile per riprendere in pochi istanti il lavoro interrotto, Elementi condivisi evidenzia tutti i file e le cartelle accessibili anche da altri utenti, mentre il cestino è una rete di sicurezza che consente di recuperare entro trenta giorni i file cancellati per errore.

Dalla scorsa estate, OneDrive ha iniziato a espandere il supporto al versioning per includere ogni tipologia di file (in passato questa funzione era limitata ai soli documenti di Office): per accedere alle revisioni precedenti basta fare clic destro sul file nell’interfaccia Web e selezionare la voce Cronologia versioni. Le versioni precedenti saranno mantenute anche in questo caso per 30 giorni.

OneDrive

Uno dei punti di forza di OneDrive è l’ottima integrazione con le altre applicazioni Web della famiglia Office Online; l’anteprima e la modifica dei documenti è facile e veloce.

A proposito di Office: uno dei maggiori punti di forza di OneDrive è proprio l’integrazione con le Web app della famiglia Office Online. Dall’interfaccia Web del servizio di cloud storage si possono aprire con un clic i documenti di Office nelle rispettive applicazioni Web, sia per avere un’anteprima perfettamente corrispondente dei contenuti, sia per effettuare modifiche ed elaborazioni. Le stesse funzioni sono disponibili anche sui dispositivi mobile, grazie alle ottime app della famiglia Office. In questo caso, però, le limitazioni sono un po’ più stringenti per gli utenti della versione gratuita: l’accesso in lettura è sempre consentito, mentre la modifica e la creazione di nuovi documenti è possibile soltanto con i dispositivi fino a 10 pollici. Questo vale anche per la versione Universal delle app per Windows 10: purtroppo, la grande maggioranza dei dispositivi touch basati su Windows supera i 10 pollici di diagonale, e quindi rientra nelle limitazioni imposte dall’azienda.

Per superare queste limitazioni è necessario passare a una sottoscrizione a pagamento: Microsoft propone il semplice incremento dello spazio di storage su OneDrive (2 euro al mese per 50 Gbyte), ma l’offerta più allettante è quella integrata con Office 365. La versione Personal permette di ampliare lo spazio di storage a 1 Tbyte per 69 euro all’anno (spesso si trovano online offerte ancora più convenienti), ma oltre allo spazio nel cloud l’abbonamento a Office 365 consente anche l’installazione delle principali applicazioni della suite Office (Word, Excel, PowerPoint, Outlook e OneNote) in versione completa e senza alcun vincolo, su un computer (Windows o Mac), un tablet e uno smartphone.

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