Storage

Coppia d’assi Western Digital: 750 Gbyte per notebook

Davide Piumetti | 20 Luglio 2011

Non possono competere in prestazioni con le unità  Ssd, ma i dischi magnetici offrono capacità  record. Il test di due […]

Non possono competere in prestazioni con le unità  Ssd, ma i dischi magnetici offrono capacità  record. Il test di due modelli da 2,5″, in versione a 5.400 e a 7.200 giri.

Anteprima di Davide Piumetti

Articolo tratto da PC Professionale 243 di giugno 2011

Lo scorso anno, per la prima volta nella storia, le vendite dei computer portatili hanno superato a livello mondiale quelle dei tradizionali desktop. L’avvenimento, che invero non sorprese nessuno, era stato ampiamente previsto da tutti gli analisti, tanto che i maggiori produttori hardware di componenti hanno da qualche tempo spostato la loro attenzione su dispositivi con fattori di forma adatti all’utilizzo nei notebook. Il mondo dell’archiviazione è forse quello che, per primo, si è spinto a fondo in questo campo, con una netta evoluzione tecnologica negli ultimi anni mirata allo sviluppo di dischi a elevata capacità , velocità  e resistenza da utilizzare nei notebook. L’arrivo della tecnologia Ssd ne è un esempio lampante, tutti i modelli sono infatti forniti con fattore di forma di 2,5 pollici, adatto ai notebook e utilizzabile nei desktop con un semplice adattatore che ne ingrandisca le dimensioni fino ai fatidici 3,5 pollici standard.

I notebook, diventati ormai il vero punto di riferimento di una vasta fetta del mercato, devono di conseguenza poter sopperire a tutte le funzioni un tempo relegate ai desktop, offrendo più potenza, migliori capacità  grafiche e, ovviamente, più spazio di archiviazione. In queste pagine vogliamo analizzare le ultime evoluzioni nel mondo dello storage per notebook, con dischi da 2,5 pollici in grado di coniugare un’ottima capacità  e prestazioni rilevanti. Proprio su questo punto vogliamo soffermarci con attenzione, valutando se e quali differenze persistano tra dischi identici in termini di capacità  ma appartenenti a segmenti di mercato diversi: mainstream operanti a 5.400 giri al minuto oppure più evoluti dispositivi a 7.200 giri al minuto.

Nel settore è ormai chiaro che le prestazioni offerte dai dischi allo stato solido non sono raggiungibili dai vecchi modelli a piatti magnetici che però possono offrire capacità  irraggiungibili per gli Ssd a prezzi in proporzione ridottissimi. Per questo abbiamo preso in considerazione due dischi prodotti da Western Digital, con capacità  identiche (750 Gbyte) e appartenenti alle due linee mobile del produttore: uno Scorpio Black da 7.200 giri al minuto e uno Scorpio Blue da 5.400 giri al minuto.

I due dischi sono identici esternamente e in larghissima parte anche all’interno, con piatti della stessa capacità  e componenti di precisione derivati dallo stesso progetto complessivo. La cache utilizzata è di 8 Mbyte sul modello Blue e 16 Mbyte sullo Scorpio Black, mentre i restanti elementi sono in pratica gli stessi. La maggiore differenza sta nella velocità  di rotazione dei piatti, che influisce sulle prestazioni e sul prezzo d’acquisto. La velocità  maggiore incide sul rumore prodotto, di qualche dB superiore e sui consumi che, comunque, non si discostano troppo tra i due modelli e soprattutto non influiscono quasi per nulla sull’impatto globale del consumo su un notebook.

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