Storage: 3 Tbyte il nuovo termine di riferimento

Anche se molte limitazioni tecnologiche impediscono di avere partizioni operative da più di 2,19 Tbyte Western Digital propone un disco da 3 Tbyte: ecco come usarlo.

Anteprima di Davide Piumetti

Articolo tratto da PC Professionale n. 238 di gennaio 2011

I dischi rigidi tradizionali, basati su piattelli magnetici rotanti, sono insediati prestazionalmente dai modernissimi Ssd che possono vantare velocità  di trasferimento e una reattività  nettamente superiori. Sul fronte della capacità  e del prezzo per Gbyte non c’è invece partita, i dischi tradizionali riescono a offrire 2 Tbyte di spazio a un prezzo inferiore a 90 euro, inarrivabile per i dischi allo stato solido.

I modelli in commercio puntano infatti sulla loro maturità  tecnologica e le economie di scala, che li portano ad avere prezzi estremamente concorrenziali, soprattutto sui modelli ad alta capacità . Il mercato ci ha inoltre abituato a nuovi dischi con capienze sempre più elevate introdotti a intervalli regolari, incrementano il quantitativo di dati immagazzinabili del 50% ad ogni generazione. Seguendo questo schema si è passati ad esempio dai dischi top di gamma da 500 Gbyte del 2005 ai 750 Gbyte dell’anno successivo. Nel 2007 il mercato ha raggiunto e superato la soglia psicologica dei dischi da 1 Tbyte, mentre tra il 2008 e il 2009 apparvero sul mercato i modelli da 1,5 e 2 Tbyte. L’evoluzione semiesponenziale della capacità  ha però subito una battuta d’arresto nel corso del 2010 per motivi che esulano la semplice evoluzione tecnologica: la barriera dei 2,199 Tbyte.

I vari produttori mondiali hanno infatti da tempo la possibilità  di costruire dischi magnetici da 3 Tbyte e oltre, ma si sono dovuti scontrare con un limite imposto da specifiche elettroniche ormai sorpassate ma che sono presenti in tutti i calcolatori. Il modello Western Digital Caviar Green da 3 Tbyte che analizziamo in questa pagina ci permetterà  di descrivere al meglio i problemi avuti dai produttori e i modi per superarli senza colpo ferire.

La barriera dei 2,19 Tbyte accennata poco sopra deriva dal sistema di indirizzamento dei dischi magnetici, che utilizzano solitamente partizioni MBR con il sistema LBA (Logical Block Addressing) a 32 bit. Questo sistema si basa su una logica molto semplice ed efficace: per indirizzare i dati in maniera corretta sul disco si suddivide quest’ultimo in settori grandi 512 byte, contrassegnando il primo con l’indirizzo LBA 0 e proseguendo con LBA 1, LBA 2, e così via fino alla fine del disco. Ovviamente, indirizzando con 32 bit, sarà  possibile avere solo un numero limitato di settori, che equivalgono a 232 o 4.294.967.296 settori. Dato il fatto che ogni settore è grande 512 byte si ricava che tramite LBA a 32 bit è possibile indirizzare al massimo 2.199.023.255.552 byte, approssimativamente 2,199 Tbyte.

Lo stesso disco con schema di partizionamento GPT (sopra) e MBR (sotto). Nel secondo caso il sistema operativo, ancor prima di formattare, configura automaticamente una partizione massima di 2.048 Gbyte (2,19 Tbyte).

Per ovviare al problema e utilizzare un disco da più di 2,2 Tbyte su un comune Pc esistono diverse possibilità . La prima e più semplice è quella di creare più partizioni sul disco, ognuna delle quali di grandezza inferiore a 2,199 Tbyte. Su un disco da 3 Tbyte è infatti sufficiente creare una partizione da 2 e una da 1 Tbyte per utilizzarlo senza problemi (che è anche quello che accade utilizzando lo strumento di partizionamento di Windows in automatico, con il risultato di avere una partizione da 2.048 Gbyte e un’altra da 746 Gbyte). L’indirizzamento LBA parte infatti da 0 a ogni partizione, permettendo di avere dischi grandi a piacere ma con partizioni massime limitate a 2,19 Tbyte. Per superare questo limite esiste la naturale evoluzione a 64 bit del sistema di indirizzamento LBA, che permette di avere partizioni contenenti fino a 264 blocchi da 512 byte, approssimativamente 9,4 Zbyte (uno Zettabyte equivale a 1 milione di Tbyte) valore che dovrebbe essere sufficiente per molti altri anni. A riguardo infatti Google ha stimato che alla fine del 2010 tutto il contenuto della rete Internet occupi poco più di 1 Zbyte.

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