Hardware

Test: FiiO Andes-E07K e Mont Blanc-E12. Suono digitale di qualità 

Redazione | 23 Settembre 2014

Audio

Differente, invece, l’approccio riservato al Mont Blanc-E12 il cui compito consiste nell’amplificazione del segnale analogico prelevato dall’ingresso a jack da […]

Differente, invece, l’approccio riservato al Mont Blanc-E12 il cui compito consiste nell’amplificazione del segnale analogico prelevato dall’ingresso a jack da 3,5 mm e convogliato nell’uscita cuffia dotata di analogo connettore. Il livello costruttivo dell’apparecchio è notevole e già  dal primo contatto si percepisce immediatamente la piacevole sensazione di robustezza della scocca in alluminio nero spazzolato, che tuttavia non impatta sul peso (159 g) né tantomeno sulla portabilità , grazie alle dimensioni abbastanza ridotte soprattutto in spessore (solo 14,5 mm).

Fiio MontBlanc

Essenziale la dotazione di controlli, con due led di accensione e indicazione dello stato della batteria sul frontale – a fianco del potenziometro del volume (un ottimo Alps) – e l’Usb per l’alimentazione/ricarica più il selettore dei bassi sul lato sinistro. Il lato destro accoglie invece i selettori a slitta del guadagno (gain) e del croosfeed, che richiedono un attrezzo appuntito (basta una graffetta o la punta di una penna) per essere azionati. La regolazione del crossfeed consente di variare la separazione tra i canali e di conseguenza l’effetto stereo e serve sostanzialmente a simulare la resa di una coppia di diffusori tradizionali; l’efficacia è in funzione della registrazione, in alcuni casi agevola la focalizzazione mentre in altri può portare troppo in secondo piano le voci o restringere la scena in senso laterale aumentando la sensazione di profondità . Il booster dei bassi interviene in maniera evidente ma selettiva, senza arrivare a disturbare la gamma medio-bassa togliendo definizione o generando un innaturale resa delle note gravi.

 

fiio Montblanc 2

All’interno, il Mont Blanc vanta una circuitazione di prim’ordine, con utilizzo di condensatori Wima, op-amp TI 1611A e LME 49600 a bassissima distorsione e capacità  di generare una corrente di uscita fino a 850 mW, in modo da poter pilotare efficacemente anche cuffie a bassa sensibilità  o alta impedenza, fino a 300 ohm. L’alimentazione raggiunge una tensione di uscita totale di 22 V, con il valore di +11 V generato da una batteria ai polimeri di litio (composta da tre batterie connesse in cascata) e i -11 V regolati da un trasformatore Dc/Dc ad alte prestazioni.

A livello teorico, per la ricarica delle batterie occorrerebbe un adattatore da 14 V, tensione che viene invece ricavata dai 5 V forniti dall’Usb; il tempo di carica dipende pertanto dall’amperaggio fornito e può variare da un minimo di tre ore con adattatori da 2 A/h fino al doppio o al quadruplo con quelli da 1 A/h (la maggioranza dei caricatori di smartphone) e attraverso la porta Usb dei computer, che eroga tipicamente 450 mA/h. La disponibilità  di entrambi gli apparecchi FiiO ci ha dato la possibilità  di un confronto diretto, effettuato principalmente con cuffie Grado (RS-80i e RS-2i), Akg K 272 HD e Sennheiser HD 518, prodotti piuttosto differenziati per sensibilità  e impronta timbrica.

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