HDD

HowTo | Utility

Come monitorare le attività dei dischi di sistema con SSD-LED

Alfonso Maruccia | 3 Marzo 2020

Hdd Software Ssd

SSD-LED è un’utility estremamente compatta che serve a tenere sotto controllo l’attività di SSD e HDD montati sul PC. Un’ottima alternativa per i proprietari di macchine sprovviste dei classici LED di stato “fisici”.

SSD-LED appartiene alla stessa categoria del già trattato addLEDs, ovvero a quel tipo di software nato con lo scopo di sopperire alla mancanza, sui certi PC Windows recenti, di LED di stato in grado di evidenziare le attività di lettura e scrittura sui dischi di sistema.

Ancor più di addLEDs, SSD-LED si presenta come un “indicatore di attività dei drive” puro e semplice: il programma è open source, e nella versione testata per questa guida (1.0.4) è disponibile sia sotto forma di installer che di semplice eseguibile autonomo. La versione stand-alone è estremamente compatta (poco più di 30 kilobyte), e una volta scaricata può essere eseguita per lanciare immediatamente il tool in memoria.

SSD-LED - 1

Una volta avviato, SSD-LED visualizzerà il suo pallino-LED lampeggiante nell’Area di Notifica della Barra delle Applicazioni di Windows. L’indicatore si attiverà in concomitanza con le operazioni di I/O, evidenziando graficamente quando il sistema operativo e le applicazioni scrivono e/o leggono dati su uno dei dischi collegati al sistema.

Facendo clic sul pallino-LED si accede alla schermata principale di SSD-LED organizzata per schede. Nella prima scheda (Drive Setup) viene presentato un grafico aggiornato in tempo reale con le prestazioni dei dischi in lettura/scrittura (espresse in megabyte al secondo), più due slide personalizzabili in cui possiamo variare il limite dei trasferimenti di dati di sopra del quale SSD-LED registra le attività su disco (800 kilobyte/s di default) e l’intervallo di aggiornamento dell’indicatore (1/10 di secondo o altro).

SSD-LED - 2

Più in basso, è possibile selezionare un singolo drive al posto del monitoraggio “globale” di tutti i dischi, usando poi il pulsante Save Config per salvare le nuove impostazioni (slide più monitoraggio individuale). La scheda Other Settings serve infine a impostare l’eventuale avvio automatico di SSD-LED assieme a Windows. Per uscire dal programma, invece, occorre selezionare la voce Exit dal Menu Contestuale accessibile dall’icona-LED nell’Area di Notifica.

SSD-LED è una piccola utility specializzata che offre ben pochi fronzoli, un programma potenzialmente molto utile a chi si ritrova con un PC sprovvisto di LED fisici o a chi comunque preferisce avere a disposizione degli indicatori virtuali direttamente sulla Barra di Windows. In più il progetto è open source, e quindi può solo migliorare in futuro.

HDD (Hard disk, storage)

Utility

Testare le prestazioni di HDD, SDD e unità di storage con IsMyHdOK

Alfonso Maruccia | 14 Dicembre 2020

Hdd Ssd Storage

IsMyHdOK è un tool minimale in grado di verificare le prestazioni delle unità di archiviazione fisse o rimuovibili. Un modo per effettuare un check-up veloce in caso di necessità.

Come DesktopSnowOK, anche IsMyHdOK fa parte della famiglia di utility e piccole applicazioni distribuite sul sito di SoftwareOK. L’obiettivo, in quest’ultimo caso, è misurare le prestazioni di dischi fissi a tecnologia magnetica (HDD), dischi SDD e altre unità di archiviazione collegate al sistema e accessibili tramite una lettera di volume.

Diversamente da altri tool “istituzionali” come il solito CrystalDiskMark, IsMyHdOK è un programma specializzato nella facilità e velocità di esecuzione del compito per cui è stato creato. Il programma è portabile, quindi basta scaricare una delle due versioni disponibili (32/64-bit) ed estrarre l’eseguibile in archivio per cominciare.

IsMyHdOK - 1

Dalla compatta interfaccia di IsMyHdOK possiamo selezionare (in alto a destra) l’unità/disco su cui effettuare i test e la durata dei suddetti (da 15 secondi a 4 minuti); sulla sinistra sono presenti le informazioni essenziali sull’unità selezionata, mentre al centro sono presentati i diversi test disponibili. È possibile eseguire un singolo test con ciascuno dei cinque pulsanti centrali, oppure effettuare un test omnicomprensivo tramite il pulsante Avvia in basso a sinistra.

IsMyHdOK - 2

Alla fine dei benchmark, IsMyHdOK restituirà i risultati calcolati in base a una serie di parametri spiegati in dettaglio nelle FAQ del programma. Dal Menu in alto, infine, possiamo accedere a diverse utilità di Windows correlate alla gestione delle unità di archiviazione.

Tutto considerato, IsMyHdOK è uno strumento semplificato per effettuare una prova veloce delle prestazioni di un HDD, un SSD o una chiavetta USB. Una possibile alternativa all’onnipresente CrystalDiskMark per chi è alla ricerca di questo genere di opportunità.

Western Digital (WD)

Storage

Western Digital, HDD “Gold” da 18TB e “Red Plus” per i NAS

Alfonso Maruccia | 25 Giugno 2020

Hdd Nas Storage WD

Dopo il disastro dei dischi SMR, il colosso dello storage rilancia con nuovi modelli enterprise (Gold) con taglie esagerate e un nuovo brand per gli HHD per NAS ad alte prestazioni.

Western Digital è pronta a espandere l’offerta “Gold”, famiglia di hard disk magnetici dedicata al settore enterprise che ora si arricchisce di due nuove taglie da 16 e 18 terabyte. Novità arrivano anche sul fronte dei NAS “azzoppati” dai dischi SMR, con l’introduzione di una marca “Red Plus” a indicare le unità caratterizzate da prestazioni superiori (CMR).

Pensato espressamente per le aziende, i data center e gli ambienti in cui contano soprattutto affidabilità e prestazioni, il marchio WD Gold è caratterizzato dalla presenza di un sistema anti-vibrazioni, un consumo energetico ridotto e altre tecnologie avanzate. Gli HDD WD Gold sono certificati per operare in regime di utilizzo costante (24 ore al giorno, 365 giorni all’anno) e sono offerti nel classico formato da 3,5” con interfaccia SATA.

WD Gold

I nuovi modelli da 16 e 18 terabyte sono già acquistabili presso i rivenditori britannici, e costano ovviamente un occhio della testa (£472, £520). Curiosamente, i dischi non risultano ancora disponibili negli USA o altrove né sullo store Web ufficiale di WD. La garanzia dovrebbe essere la stessa dei modelli Gold preesistenti (5 anni).

Non c’è invece garanzia, né pace, per gli utenti che hanno avuto la sfortuna di incappare negli oramai famigerati HDD basati su tecnologia a tracce sovrapposte (SMR). Lo scandalo SMR ha partorito due class action, e ora WD ha deciso di rendere più riconoscibili i dischi con prestazioni inferiori lanciando il marchio Red Plus.

WD Red Plus

Il motivo del contendere è sempre l’utilizzo delle unità “azzoppate” (SMR) in configurazioni NAS, uno scenario in cui ora WD offrirà tre diverse proposte: gli HDD WD Red “lisci” useranno la tecnologia SMR e saranno consigliati per utilizzi “non intensivi”, i WD Red Plus saranno dischi a tecnologia convenzionale (CMR) per i NAS con carichi di lavoro intensivi e i WD Red Pro saranno indirizzati al settore business.

Western Digital (WD)

Storage

Western Digital, class action contro gli HDD SMR per NAS

Alfonso Maruccia | 3 Giugno 2020

Hdd Storage WD

Il pasticcio degli hard disk SMR venduti come HDD “standard” sta per costare due class action a Western Digital. La corporation ha messo a rischio i dati degli utenti, dicono gli avvocati.

Assieme a Seagate e Toshiba, Western Digital (WD) è stata colta nei mesi scorsi con le “mani nella marmellata” dello scandalo SMR. I tre grandi produttori di hard disk hanno commercializzato le loro unità di storage con tracce sovrapposte senza informare adeguatamente gli utenti, provocando (nei casi peggiori) problemi e perdite di dati sui sistemi pensati per la registrazione a flusso continuo.

La tecnologia SMR (Shingled magnetic recording) prevede l’uso di tracce parzialmente “sovrapposte” per l’archiviazione di dati su HDD, un sistema pensato per aumentare la densità dei piatti magnetici ma che ha effetti negativi sulla performance in scrittura. Particolarmente complicata era subito apparsa la posizione di WD, che aveva venduto i dischi SMR al posto di quelli tradizionali (CMR) nella serie “Red” dedicata ai sistemi NAS.

HDD magnetico

WD, come le altre aziende coinvolte, aveva in seguito provato a mettere una pezza al pasticcio professando “trasparenza” e pubblicando la lista completa dei dischi SMR sul mercato. La mossa di WD non è stata sufficiente, e ora due diversi studi legali (uno negli USA, l’altro in Canada) stanno imbastendo una class action contro il comportamento scorretto (e potenzialmente illegale) dell’azienda.

I dischi SMR sono particolarmente inadatti ai NAS e alle altre configurazione di storage RAID, sostengono i legali, WD ne era ben conscia eppure ha deciso di usare la tecnologia “inferiore” delle tracce sovrapposte “apparentemente” per risparmiare sui costi.

WD aveva in verità tentato una ulteriore, disperata mossa di riconciliazione col pubblico sostituendo i dischi SMR con quelli CMR valutando la situazione dei clienti “caso per caso”. La cosa non è stata sufficiente, e ora una più che probabile class action mirerà a dimostrare la condotta illecita di WD e i comportamenti adottati per mascherare l’uso dei drive SMR.

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