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HowTo | Internet

Come resuscitare un sito Web defunto con la Wayback Machine

Alfonso Maruccia | 14 Agosto 2018

Servizi Web

Il servizio messo a disposizione da Internet Archive ci permette di recuperare una pagina o un documento Web anche dopo il superamento del “periodo di scadenza” dei server originariamente presenti sulla Internet pubblica.

La cache di Google ci fornisce un sistema prezioso per consultare siti Web temporaneamente inaccessibili, ma quando l’inaccessibilità diventa permanente è necessario rivolgersi a servizi specializzati in grado letteralmente di “resuscitare” un documento o una pagina Web non più disponibili.

Il servizio che andremo ad analizzare in questa guida si chiama Wayback Machine, ed è un’infrastruttura messa a disposizione dall’Internet Archive che dal momento del suo debutto pubblico (più di sedici anni or sono) ha preso a scansionare l’intero Web pubblico salvando e archiviando le pagine per poi metterle a disposizione del pubblico.

Studiosi, professionisti, appassionati o semplici utenti comuni alla ricerca di un’informazione oramai scomparsa da Internet possono rivolgersi ai capaci server della Wayback Machine (nel 2016 i rack del servizio avevano immagazzinato 15 Petabyte di dati) e consultare il suo archivio, nella speranza che la pagina ricercata sia stata salvata per tempo e risulti di nuovo accessibile nella sua interezza.

Il metodo più immediato per “scavare” tra gli oltre 335 miliardi di pagine disponibili consiste nel visitare la homepage ufficiale della Wayback Machine, immettere l’indirizzo che ci interessa nello spazio evidenziato con https:// e premere sul pulsante BROWSE HISTORY.

Se andiamo alla ricerca della cache dell’Archivio dedicata a PC Professionale, ci ritroveremo davanti a un elenco di “istantanee” del sito suddivise per anni e poi per mesi. Da qui è possibile selezionare il giorno in cui è stata salvata una copia per consultarla direttamente.

Vogliamo ad esempio verificare come appariva e di cosa parlava PC Professionale alla fine dell’anno 2007? Basta scegliere anno e data giusti per ritrovarsi catapultati nel passato con Windows Vista, hardware grafico vetusto e hard disk Hitachi da “ben” 1.500 Gigabyte (o 1,5 Terabyte). In genere Wayback Machine visualizza una barra di navigazione nella parte alta dello schermo, ma è in ogni caso possibile disabilitarla (icona a X in alto a destra) per godersi l’istantanea Web in tutto il suo antiquato splendore.

Oltre alle singole pagine archiviate, per ogni sito Web presente nei server della Wayback Machine è possibile consultare un “sommario” dei tipi di dati archiviati e una mappa circolare dei contenuti suddivisi per ogni anno. E se la pagina non è disponibile ma risulta ancora accessibile on-line, Wayback Machine propone di salvarla immediatamente con un nuovo snapshot nei suoi archivi.

Wayback Machine non è ancora una copia “perfetta” della Internet pubblica, anche se vorrebbe diventarlo almeno per quei siti che non hanno deciso di mettere al bando i suoi crawler tramite la policy di robots.txt. Non è raro imbattersi in pagine malfunzionanti, accessibili solo in parte o mancanti dei collegamenti a risorse e download che facevano parte del sito originale.

Per il momento, le istantanee Web che mette a disposizione posso essere una risorsa preziosa per accedere a informazioni non più presenti sui loro server originali. Oltre al sito Web ufficiale, Wayback Machine può essere anche integrata sui browser Web grazie ai tanti componenti aggiuntivi ufficiali e non disponibili.

Caminetto virtuale

Internet

Trasformare lo schermo del PC o della Smart TV in un caminetto virtuale con YouTube

Alfonso Maruccia | 30 Dicembre 2020

COVID-19 Servizi Web Streaming YouTube

Grazie allo streaming di YouTube è possibile replicare, ancorché in maniera virtuale, l’esperienza rilassante del caminetto sugli schermi moderni. Ideale per Smart TV e non solo.

Sebbene il 2020 sia stato un anno decisamente anomalo a causa della pandemia di COVID-19, l’arrivo di dicembre, delle festività di fine anno e del primo, vero freddo stagionale incoraggia come da tradizione l’uso del fuoco nelle abitazioni dotate di camino. Per chi invece il camino non ce l’ha, la tecnologia è in grado di fornire un surrogato virtuale ma potenzialmente utilissimo per ravvivare cucine, sale da pranzo o soggiorni living.

Basta avere a disposizione una Smart TV dotata di accesso a Internet e app per lo streaming via YouTube, un PC collegato a un televisore o anche un dongle Chromecast configurato per l’accesso al portale di video-sharing di Google. Le dimensioni non sono importanti, anche se ovviamente maggiore è la diagonale del display più soddisfacente sarà l’esperienza visiva.

YouTube offre un numero sterminato di clip video in loop che riprendono il fuoco acceso di un caminetto a distanza ravvicinata, con tanto di crepitio del legno e gli altri effetti “ambientali” correlati. Basta cercare fireplace, caminetto o termini similari per trovare un gran numero di risultati utili allo scopo.

Esistono ovviamente anche canali dedicati ai caminetti virtuali come Virtual Fireplace, e ogni sorta di variazione sul tema con musiche natalizie sullo sfondo, animali domestici accucciati, pacchi natalizi e chi più ne ha più ne metta. Per facilitarvi il compito, abbiamo selezionato tre diversi caminetti virtuali da cui cominciare lo streaming festivo senza bisogno di ricerche o clic aggiuntivi.

https://www.youtube.com/watch?v=0fYL_qiDYf0

Il primo caminetto virtuale lo offre Virtual Fireplace, una clip della durata di due ore perfettamente centrata sui ceppi che sfrigolano e bruciano. La risoluzione massima è Full HD, la definizione non esaltante, il crepitio sonoro è cristallino e ha un effetto catartico come da copione.

La seconda clip dura la bellezza di 10 ore, ed è quindi ideale per le lunghe cene estive o i pomeriggi passati in compagnia dei (pochi) parenti in visita consentiti dalle norme anti-pandemia del governo. Risoluzione Full HD anche in questo caso, ottima definizione ed effetti sonoro ma un vistoso “stacco” di pochi frame a ogni minuto, in corrispondenza dell’avvio del loop successivo.

https://www.youtube.com/watch?v=vQpySz8kOKg

L’ultima clip che segnaliamo è infine quella che offre la migliore qualità visiva, con un primissimo piano del legno che brucia e una risoluzione che arriva fino all’Ultra HD/4K. Tre ore di durata in tutto, in questo caso, che è ovviamente possibile impostare per la visione con loop infinito in caso di necessità.

Ridimensionare PNG con Online PNG Tools

Internet

Ridimensionare le immagini PNG sul Web con Online PNG Tools

Alfonso Maruccia | 21 Dicembre 2020

Grafica Servizi Web

Online PNG Tools fornisce un’alternativa semplice e veloce ai programmi per la modifica delle immagini in locale. Ottimo per preservare le trasparenze e non solo.

I programmi per la modifica e la manipolazione delle immagini PNG (e non solo) non mancano certo di alternative anche gratuite e open source. Nel caso in cui non volessimo, o non potessimo utilizzare un software da installare in locale, anche sul Web c’è un mercato strapieno di offerte utili a raggiungere l’obiettivo.

Lo strumento che prendiamo in considerazione in questa guida è in particolare Online PNG Tools, sito parte del network Online Image Tools utilizzabile per ridimensionare le immagini codificate nel formato nato per prendere il posto del vetusto e tradizionale formato GIF. Le immagini PNG supportano la codifica lossless dei dati senza perdita di informazioni, così come la trasparenza e altre caratteristiche avanzate.

Grazie a Online PNG Tools, il ridimensionamento delle immagini PNG è senza fallo ed è in grado di preservare le trasparenze eventualmente presenti nell’immagine. Basta accedere al sito, trascinare il file PNG che desideriamo ridimensionare nello spazio vuoto sulla sinistra, impostare le dimensioni e le proporzioni nelle caselle delle opzioni in basso, infine salvare l’immagine risultate sulla destra tramite il pulsante Save as e poi Download.

Ridimensionare PNG - 1
Ridimensionare PNG - 2

I file PNG manipolati da Online PNG Tools avranno le dimensioni e le proporzioni specificate, e continueranno a essere trasparenti come gli originali. L’uso del servizio, così come gli altri siti della galassia Browserling, è gratuito per l’utente finale.

Blob Opera

Tech

Blob Opera, l’esperimento operistico di Google a base di machine learning

Alfonso Maruccia | 17 Dicembre 2020

Google IA Servizi Web

Gli algoritmi intelligenti del machine learning danno vita a Blob Opera, ennesimo esperimento pubblicato da Google con un focus sul canto operistico.

Sfruttando le capacità del machine learning, David Li e Google hanno dato vita a Blob Opera, l’ennesimo esperimento pensato per esemplificare le possibili applicazioni degli algoritmi intelligenti. Una applet Web canterina, dove la voce (reale) dei cantanti viene gestita e armonizzata in automatico dalla IA.

Blob Opera è un esperimento interattivo in cui l’utente può “manipolare” le voci di basso, tenore, soprano e mezzo soprano, stabilendo il tono con un movimento verticale e la vocale con un movimento orizzontale da destra a sinistra. Il controllo riguarda un solo “blob” alla volta, mentre gli altri cantanti gommosi fanno da accompagnamento grazie agli algoritmi della IA.

Com’è tipico delle applicazioni di machine learning, dietro Blob Opera c’è un lungo lavoro di training della IA basato su dati e performance reali. Grazie al coinvolgimento di Google, il designer David Li ha potuto contare sulla registrazione di 16 ore di materiale e vocalizzazioni a opera del tenore Christian Joel, del basso Frederick Tong, del soprano Olivia Doutney e del mezzo soprano Joanna Gamble.

Oltre al controllo dei singoli blog canterini, l’esperimento Blob Opera permette all’utente di registrare le proprie composizioni e di condividerle tramite social network. Dal pulsante a forma di albero di natale in basso a destra è invece possibile accedere a registrazioni pre-esistenti a tema eminentemente festivo.

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