Honor 6C Pro

Huawei ha venduto Honor ad un consorzio

Huawei ha annunciato ufficialmente la vendita di Honor ad un consorzio formato da 40 aziende cinesi, a causa delle restrizioni imposte dall'amministrazione Trump.

L’indiscrezione della scorsa settimana era corretta. Huawei ha comunicato ufficialmente la vendita di Honor ad un consorzio formato da 40 aziende, alcune della quali sostenute dal governo locale (Shenzhen) e nazionale. Il produttore non ha comunicato i dettagli economici della transazione.

Da oltre un anno Huawei incontra diverse difficoltà nella vendita dei suoi dispositivi. L’amministrazione Trump ha imposto varie restrizioni che hanno impedito all’azienda di utilizzare i servizi Google e di realizzare i processori Kirin (TSMC non accetta più ordinativi da metà settembre) con tecnologie e apparecchiature statunitensi.

Huawei sottolinea nel comunicato ufficiale che il suo business consumer è stato sottoposto a enormi pressioni, considerata la persistente indisponibilità di elementi tecnici necessari per il business di telefonia mobile. È chiaro il riferimento ai chip (non solo processori) utilizzati nei nuovi dispositivi. Pertanto è stata decisa la vendita di Honor al consorzio Shenzhen Zhixin New Information Technology Co., Ltd. formato da distributori, rivenditori e altri partner. L’elenco completo è stato pubblicato su un quotidiano di Shenzhen.

La scelta di vendere Honor è stata fatta per garantire la sopravvivenza del marchio. Il numero medio annuale di dispositivi Honor venduti dal 2013 ad oggi è circa 70 milioni, la maggioranza dei quali di fascia media e bassa. Il divorzio potrebbe avere conseguenze positive, se il governo statunitense rimuoverà Honor dalla sua “black list”. Si dovranno tuttavia attendere le decisioni della nuova amministrazione Biden.

Huawei non ha divulgato le cifre della transazione (secondo Reuters si parla di circa 15 miliardi di dollari). Huawei non deterrà alcuna quota né sarà coinvolta in alcuna attività di gestione aziendale o decisionale.

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Seguo l'evoluzione tecnologia dalla fine degli anni '80 dopo aver acquistato il Commodore 64 e dal 2008 questa passione è diventata un lavoro. Da oltre 12 anni scrivo articoli su diversi argomenti tech e da maggio 2020 ho iniziato la collaborazione con PC Professionale.