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Libra, PayPal dice addio alla criptomoneta di Facebook

Alfonso Maruccia | 8 Ottobre 2019

Bitcoin Facebook

Il campione dei pagamenti on-line ha deciso di sfilarsi da Libra, la criptomoneta di Facebook a base di blockchain e […]

Il campione dei pagamenti on-line ha deciso di sfilarsi da Libra, la criptomoneta di Facebook a base di blockchain e polemiche. E quello di PayPal potrebbe essere solo il primo di una serie di ripensamenti eccellenti.

Annunciata in gran pompa solo pochi mesi or sono, Libra sembra già avviarsi su un percorso che porta inevitabilmente al fallimento anticipato di un progetto forse troppo ambizioso persino per Facebook. PayPal già ha deciso di abbandonare la partita, e altri grandi nomi del business dei pagamenti elettronici potrebbero seguire presto il suo esempio.

Come Bitcoin, Libra è una criptomoneta globale a base di blockchain ed è pensata per garantire nuovi strumenti di pagamento a chi non ha (o non può permettersi) un conto in banca; diversamente da Bitcoin, Libra è una stablecoin che può contare su asset reali (finanziari o meno) per evitare la volatilità di cambio tipica delle monete virtuali più popolari.

Nel tentativo di smarcarsi dalle facili polemiche e da preoccupazioni più o meno giustificate sulla sicurezza dell’iniziativa, Facebook ha fin da subito previsto che a gestire Libra sarebbe stata un’associazione dedicata, un’organizzazione indipendente con sede in Svizzera di cui fanno parte colossi del calibro di eBay, Visa MasterCard e appunto PayPal.

Facebook Flickr, nuova unità di tempo

Anche dopo l’istituzione dell’associazione “indipendente” di Libra, comunque, la criptomoneta di Facebook ha in questi mesi dovuto affrontare un numero crescente di voci contrarie, di allarmi sui pericoli del nuovo strumento finanziario nelle mani del social network meno meritevole di fiducia degli ultimi 2000 anni e di vere e proprie indagini “conoscitive” da parte delle autorità di mezzo mondo.

Prima ancora di arrivare sul mercato, insomma, Libra sembra un progetto nato già morto. PayPal ha a quanto pare annusato l’aria e ha capito che era forse il caso di smarcarsi velocemente dall’iniziativa di Facebook: il colosso dei pagamenti on-line ha dichiarato l’intenzione di non voler più partecipare all’associazione di Libra, concentrandosi piuttosto sulle “priorità aziendali” interne per democratizzare l’accesso ai servizi finanziari da parte degli utenti in giro per il mondo.

La decisione di PayPal è inevitabilmente destinata a fare molto rumore, visto il ruolo privilegiato nell’ambito dei pagamenti telematici che da sempre contraddistingue la multinazionale statunitense. E’ il primo segnale di malcontento pubblico nei confronti di Libra, un segno a cui, secondo le indiscrezioni, potrebbero seguire velocemente altri abbandoni eccellenti da parte di Visa e Mastercard.

Bitcoin in crisi

Tech

Il valore del Bitcoin supera i 20.000 dollari

Alfonso Maruccia | 17 Dicembre 2020

Bitcoin Criptomonete Denaro

La criptomoneta più famosa (e famigerata) raggiunge e oltrepassa l’ennesimo traguardo storico dei 20.000 dollari di valore. Il Bitcoin è sempre più strumento di investimento, più che di transazione finanziaria.

A distanza di quasi 12 anni dall’arrivo sul mercato, il Bitcoin ha ora raggiunto e superato i 20.000 dollari di valore. La moneta virtuale creata dalla misteriosa entità nota come Satoshi Nakamoto non si pone più limiti, anche se lo scenario finanziario delle criptomonete è molto diverso rispetto alla prospettiva delle origini.

Il traguardo dei 20.000 dollari è arrivato nella giornata di ieri, a poco meno di un mese di distanza da quello dei $19.000 e tre anni dopo il precedente massimo storico dei $19.783. La criptomoneta più popolare si è dunque ufficialmente ripresa tutto il valore perso negli ultimi anni, e ora come in passato tutto sembra possibile.

bitcoin

Riguardo alle motivazioni che hanno portato al nuovo exploit di Bitcoin, le ipotesi in gioco sono molteplici: la criptomoneta è sempre più popolare come strumento di pagamento presso i grandi servizi di rete come PayPal, mentre le aziende si rivolgono a Bitcoin quando hanno bisogno di una boccata d’ossigeno dopo l’abbandono annunciato dei fornitori di carte di credito come Visa e Mastercard.

Nel complesso, l’intero valore del mercato dei Bitcoin è oggi pari a 380 miliardi di dollari. Secondo i creatori originali e i suoi primi estimatori, le criptomonete sarebbero dovute diventare un sistema di pagamento elettronico veloce e sicuro; oggi, invece, Bitcoin è visto principalmente come strumento di investimento da parte dei grandi gruppi e degli investitori finanziari alla ricerca di un guadagno facile. In attesa dei nuovi traguardi futuri, o magari di un altro “shock” in grado di riportare la stima dei BTC sulla Terra.

Bitcoin in crisi

Tech

Il valore del Bitcoin supera i $19.000

Alfonso Maruccia | 25 Novembre 2020

Bitcoin Criptomonete Denaro PayPal

La moneta virtuale per antonomasia torna a giocare un ruolo da protagonista, con valutazioni che superano i $19.000 senza una ragione apparente.

Il valore del Bitcoin ha superato i 19.000 dollari, e nessuno sa bene il perché. La moneta virtuale preferita dai cyber-criminali, dai trafficanti di droga e dalle autorità giudiziarie degli Stati Uniti è tornata in pieno boom, dopo aver passato un periodo a dir poco turbolento con quotazioni di mercato in crollo sostanzialmente verticale.

Il 2018 si era infatti chiuso nel peggiore dei modi, per il business di Bitcoin, con un singolo BTC valutato “appena” $3.200 e il conseguente tracollo del mercato delle criptomonente, delle GPU usate per il mining e i settori tecnologici correlati. Il 2019 è stato invece un anno di ripresa, e Bitcoin sembra ora tornato alla forma di un tempo con valori molto vicini al record assoluto.

bitcoin

Nelle scorse ore la criptomoneta ha raggiunto e superato una quotazione di $19.000, non lontana dal picco di $19.783 registrato nel corso del 2017. Il mercato delle criptomonete (e del business telematico in generale) ha di nuovo fiducia in Bitcoin, e la ragione di questa nuova evoluzione della moneta virtuale è ancora tutta da decifrare.

Di teorie ne sono già state formulate parecchie, ma la verità è che nessuno è in grado di prevedere (o spiegare in maniera soddisfacente) l’andamento di un mercato dalla natura estremamente volatile come quello delle criptomonete. Una delle principali ragioni del nuovo exploit di Bitcoin sembra però essere la recente mossa di PayPal, colosso telematico che ha confermato l’intenzione di integrare il supporto per le criptomonete (e per Bitcoin in particolare) nella sua infrastruttura di pagamenti online.

Bitcoin in crisi

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Confermato: il governo USA ha sequestrato $1 miliardo in Bitcoin

Alfonso Maruccia | 6 Novembre 2020

Bitcoin Criptomonete Dark Web

Il Dipartimento di Giustizia USA conferma il sequestro preventivo di 1 miliardo di dollari in BTC, svelando così il mistero delle ultime ore. La cifra connessa al business illegale di Silk Road.

Ha fatto scalpore in questi giorni un passaggio di consegne senza precedenti nel mondo delle criptomonete, ovvero lo svuotamento di un wallet digitale contenente quasi 1 miliardo di dollari in Bitcoin. Le speculazioni sull’autore dell’operazione vengono ora messe a tacere dalle autorità statunitensi: quel denaro in criptomoneta è stato sequestrato dal Dipartimento di Giustizia (DoJ).

Stando al comunicato ufficiale pubblicato dal DoJ, il sequestro preventivo dei circa 69.370 BTC è la conseguenza di una causa civile avviata il 3 novembre scorso. Le autorità hanno effettuato il più grande sequestro di criptomonente della storia, recuperando almeno parte del denaro collegato al business illegale di Silk Road.

Silk Road

Il denaro era in possesso di un misterioso “individuo X”, che ha accettato di collaborare con le autorità giudiziarie consegnando di fatto le chiavi del malloppo al DoJ. Nessun crack della password, insomma: l’accesso e il trasferimento di fondi dal wallet Bitcoin è avvenuto con il pieno consenso e la collaborazione del proprietario.

Il miliardo di dollari in BTC ora in custodia della giustizia USA è parte del guadagno illecito proveniente dai traffici di Silk Road, marketplace di droghe e servizi illegali attivo negli anni passati sulla darknet di Tor. L’individuo X avrebbe sottratto i Bitcoin nel 2012 (o 2013) facendola in barba a Ross Ulbricht, il “boss” dell’organizzazione cyber-criminale che sta ora scontando una doppia condanna alla galera a vita senza possibilità di libertà condizionata.

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