Second Life

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Linden Lab vende Sansar, l’erede spirituale di Second Life

Alfonso Maruccia | 27 Marzo 2020

VR

Avrebbe dovuto traghettare i fantocci virtuali di Second Life nel nuovo mondo dei caschetti VR, e invece Sansar finirà in mani diverse dal suo creatore originario.

Linden Lab ha venduto Sansar, erede spirituale di quel Second Life che negli anni passati ha scatenato una vera e propria isteria di massa nei mezzi di comunicazione generalisti che ne hanno parlato come se fosse il futuro di qualsiasi cosa. Sansar sarebbe dovuto essere altrettanto trendy e “rivoluzionario”, e invece la società che lo ha creato preferisce ora disfarsene per concentrarsi più prosaicamente sul business che ancora gli frutta qualcosa.

Secondo la vulgata mainstream connessa al fenomeno Second Life, oggi (o in futuro, comunque prestissimo) tutti dovremmo abitare nei mondi 3D ospitati sui server remoti di Internet, socializzare con fantocci 3D, acquistare modelli di case poligonali a prezzi osceni, lavorare e fare videoconferenze seduti in un ambiente virtuale H24. L’avatar è tutto, o meglio lo era perché alla fine Second Life non è diventato il futuro di niente.

Sansar sarebbe dovuto riuscire dopo Second Life ha clamorosamente fallito, con un focus dichiarato sugli eventi social, i concerti e altri incontri “live”; senza ovviamente dimenticare la possibilità di vivere la nuova esperienza dai propri occhi grazie al supporto ai caschetti VR. Il titolo non è ancora uscito in versione definitiva ma i giudizi di chi l’ha provato su Steam sono abbastanza chiari, e bocciano senza appello questa ennesima rivoluzione annunciata che non ha rivoluzionato granché.

Il “gioco” Sansar è un flop, quindi Linden Lab ha deciso di liberarsene passando la proprietà alla società di San Francisco Wookey Project. Chi è già invischiato in Sansar potrà continuare a spendere soldi sull’oggettume virtuale del social-mondo, rassicura lo sviluppatore, mentre la società ha deciso di focalizzare le sue energie esclusivamente su quel che rimane di Second Life e del provider di “economie virtuali” Tilia.

Super Nintendo World

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Super Nintendo World, il primo parco a tema Nintendo apre a febbraio

Alfonso Maruccia | 1 Dicembre 2020

Gaming Nintendo VR

Dopo una lunga attesa si avvicina la data di apertura di Super Nintendo World, primo parco a tema nato dalla collaborazione tra Nintendo e Universal Studios. Solo in Giappone, almeno per ora.

Di un parco divertimenti interamente dedicato ai mondi videoludici di Nintendo si parla da anni, e ora arriva la conferma dell’apertura della prima struttura di questo genere. Super Nintendo World accoglierà i primi visitatori il prossimo 4 febbraio, con un’esperienza mista reale-virtuale che per il momento resterà esclusiva degli appassionati giapponesi.

Il 2020 cade il trentacinquesimo anniversario dal debutto di Super Mario Bros., e Nintendo aveva tra le altre cose promesso novità sul già pianificato parco a tema tutto dedicato al mondo dell’idraulico baffuto e degli altri personaggi ricorrenti della serie Super Mario. La pandemia di COVID-19 ha ritardato i piani iniziali ma non li ha annullati, almeno in un paese (il Giappone) in cui il virus SARS-CoV-2 ha colpito molto meno che in altre parti del mondo.

https://www.youtube.com/watch?v=i4Nc9au7FjY

Stando alle informazioni ora disponibili, Super Nintendo World offrirà un’esperienza mista composta da elementi reali (un giro in repliche di kart da Mario Kart instradate su binari prefissati) e virtuali, con un paio di occhiali AR pensati per fornire un senso di interattività (e una parziale illusione di controllo) al tutto.

L’attrazione dedicata a Mario Kart è ambientata all’interno del castello di Bowser, il cattivo di Super Mario per eccellenza, e l’ambiente è progettato in modo da immergere completamente i visitatori nel mondo della pluripremiata saga videoludica di Nintendo.

Sviluppato in collaborazione con Universal Studio Japan, Super Nintendo World dovrebbe essere il primo di una serie di intrattenimenti a tema Super Mario in via di realizzazione in giro per il mondo. Per il Giappone la cosa è fattibile già ora, grazie a un numero di casi di COVID-19 estremamente ridotto ancorché in crescita. Un nuovo Super Nintendo World dovrebbe invece aprire a Los Angeles tra il 2021 e il 2020, sempre che gli USA sopravvivano a una pandemia che al momento galoppa con circa 200.000 casi e un migliaio di morti in più ogni 24 ore.

Spatial Reality Display

Tech

Spatial Reality Display, 3D senza casco per artisti e creativi

Alfonso Maruccia | 19 Ottobre 2020

3D Sony VR

L’offerta Spatial Reality Display si rivolge a una categoria di clienti piuttosto particolare, con una rappresentazione tridimensionale che non necessita di visori esterni.

Presentato inizialmente durante il CES 2020, Spatial Reality Display è un accessorio decisamente particolare che promette una rappresentazione tridimensionale senza necessità di indossare visori esterni. Basta osservare il display di Sony dalla giusta distanza (una persona alla volta) e le immagini prendono letteralmente vita.

Spatial Reality Display (SRD) è un display Ultra HD/4K da 15,6”, con un sensore ad alta velocità in grado di tenere traccia dei movimenti degli occhi in orizzontale e in verticale. Essendo un prodotto destinato agli artisti, ai designer e ai creatori di contenuti, SRD offre il supporto al 100% della gamma cromatica Adobe sRGB, una temperatura di 6.500K e una luminanza di 500 nit.

Ricoperto da micro-lenti in grado di facilitare la visione stereoscopica, Spatial Reality Display necessita altresì di un PC piuttosto potente (“almeno” con una CPU Core i7-9700K e una GPU RTX 2070 Super) che sia in grado di generare due diverse immagini 2K da “sparare” in tempo reale negli occhi dell’osservatore. Secondo chi ha assistito dal vivo al suo funzionamento, SRD rassomiglia a un diorama virtuale in cui l’illusione della tridimensionalità svanisce se non si guarda esattamente al centro dello schermo.

Sia come sia, Spatial Reality Display promette un nuovo livello di interazione coi contenuti 3D/stereoscopici con tanto di supporto alle piattaforme e agli SDK più popolari come Unity e Unreal Engine. Una piattaforma utile a sviluppare esperienze VR, videogiochi e design per l’automotive o l’edilizia, tutti ambiti in cui i potenziali clienti potranno certo permettersi di spendere i $5.000 necessari all’acquisto di un singolo display. In arrivo il mese prossimo.

Omni One

Tech

Omni One, realtà virtuale a 360 gradi

Alfonso Maruccia | 12 Ottobre 2020

Gaming VR

Virtuix lavora a Omni One, sistema di realtà virtuale che promette libertà di movimento assoluta. L’utente può camminare, correre, combattere e interagire con le esperienze VR senza muoversi di un centimetro.

Mentre Google da l’addio definitivo a Daydream, la VR per smartphone nata già morta, start-up in cerca di investimenti sono impegnate a sviluppare soluzioni innovative per le esperienze in virtualità davvero “immersive”. Ekto VR lavora agli stivali robotici Ekto One, mentre Virtuix preferisce seguire la strada del tapis roulant “infinito” con Omni One.

Più che un tapis roulant, in realtà, Omni One è una piattaforma scivolosa capace di mantenere la posizione dell’utente fissa e senza rischio di farsi male. Il sistema è di tipo “all-in-one”, visto che include un caschetto dedicato, controller per entrambe le mani, un corpetto da agganciare all’imbracatura collegata alla base scivolosa e infine un paio di scarpe pensate per ridurre al minimo l’attrito.

L’obiettivo finale di Omni One è permettere all’utilizzatore di camminare, correre, spostarsi e interagire in VR con la più completa libertà di movimento, una prospettiva sfruttata anche in Ready Player One di Steven Spielberg (il film più noiosamente citazionistico della fantascienza degli ultimi anni) che però necessita del supporto esclusivo da parte degli sviluppatori.

Omni One non sarà insomma compatibile con i classici giochi per PC (apparato di cui il sistema di Virtuix può fare benissimo a meno) ma offrirà una serie di esperienze dedicate distribuite tramite il solito store (digitale) proprietario, e per entrare in casa necessiterà di un esborso economico di circa $2000. Virtuix è alla ricerca di investitori e di capitali freschi per concretizzare le promesse di Omni One entro la metà dell’anno prossimo.

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