Al-in-one si rinnovano con Windows 8

Il nuovo sistema operativo Microsoft permette ai sistemi integrati di offrire un’esperienza d’uso migliore rispetto al passato. E le funzionalità  touch, finalmente utili e intuitive, puntano a stravolgere il nostro modo di interfacciarci con i Pc.

di Davide Piumetti

Il trend è ormai netto e inesorabile. Nell’ultimo anno la quota di mercato dei sistemi all-in-one rispetto ai classici desktop ha continuato a salire, superando il 12% del totale. Il dato che deve far riflettere è però quello della crescita, con un incremento dei modelli venduti di oltre il 20% rispetto allo scorso anno, passando da un totale di 13,7 milioni di pezzi nel 2011 a oltre 16,4 milioni di questo 2012 appena passato (e caratterizzato da una generale contrazione dei consumi). Il mercato desktop tradizionale ha mostrato numeri ben diversi, passando dai 132 milioni di pezzi dello scorso anno ai 132,2 milioni del 2012. Se il trend continuerà  in questo modo gli analisti stimano che entro 5 anni si potrebbe arrivare a un pareggio nelle vendite, e che dopo il 2020 questa tipologia di Pc potrebbe essere quella domestica per eccellenza. Apple guida una nutrita schiera di produttori con quasi il 30% del mercato, seguita da Dell, Hp, Sony, Lenovo e Asus con quote molto simili tra di loro, che si aspettano però grandi miglioramenti nel corso del 2013. Il motivo? Presto detto: la combinazione di funzioni touch screen e del sistema operativo Microsoft Windows 8.

La base del successo di questi prodotti va infatti ricercata in una formula tanto semplice quanto vincente, utilizzata prima da Apple (creatrice del segmento nel lontano 1998 con il primo iMac) e poi ripresa dalla maggior parte dei produttori: l’integrazione completa tra hardware e software. I sistemi all-in-one, a differenza dei comuni desktop, sono un ecosistema inviolabile, non modificabile meccanicamente dall’utente finale. Tutti i componenti interni sono studiati alla perfezione per funzionare all’unisono, in modo da evitare alla radice qualunque possibile incompatibilità  o malfunzionamento. I discorsi sul minor spazio occupato (tutto è racchiuso dietro al monitor) e su un estetica spesso vincente, passano in secondo piano rispetto al vero motivo del successo di questi prodotti: funzionano (bene) e offrono potenzialità  esclusive derivanti dall’associazione tra l’hardware interno e il software installato.

Con sistemi di questo tipo, in maniera simile a quanto accade sui notebook, si eliminano molti dei problemi di compatibilità  tra i vari componenti, che sono certificati in origine dal produttore per operare insieme al meglio, grazie anche a driver aggiornati direttamente da software preinstallati a bordo delle macchine.

Windows 8, di cui abbiamo ampiamente parlato nei mesi scorsi, porta l’ecosistema Pc al livello di integrazione richiesto per sfidare ad armi pari (o anche superiori) l’attore principe di questo mercato, Apple, che ha avuto per anni la possibilità  di vendere i propri sistemi iMac senza veri concorrenti diretti. Gli all-in-one con Windows 7 erano infatti ottimi sistemi integrati, ma non in grado di offrire quel qualcosa in più in grado di spostare il favore del mercato dallo strapotere della casa di Cupertino. L’utilizzo di tali sistemi era infatti paragonabile, dal punto di vista funzionale, a quella di un desktop qualunque e nemmeno le funzionalità  touch portavano benefici tangibili su un sistema operativo che non è nato per supportarle.

Oggi invece, grazie a Windows 8 e alla sua interfaccia Modern, l’esperienza d’uso propria di questi sistemi cambia radicalmente, aprendo potenzialità  finora inesplorate. L’utilizzo domestico di un sistema del genere permette di comandare quasi ogni aspetto del sistema dalla comoda interfaccia del nuovo sistema operativo, senza contare il gran numero di applicazioni già  ottimizzate (e sono moltissime quelle in arrivo) per sfruttare questo tipo di gestione. La nuova generazione in arrivo porta con sé anche molte altre novità . Visto l’effetto evolutivo innescato dal nuovo sistema operativo Microsoft ci troviamo per la prima volta ad analizzare dispositivi che vanno oltre il concetto classico di sistema desktop (o all-in-one). Le possibilità  d’uso dettate dalla presenza di nuovi sistemi di interazione sono notevoli e qualche produttore ha iniziato a sfruttarle per offrire sul mercato prodotti potenzialmente innovativi. Volendo fare qualche esempio non possiamo non citare sistemi touch all-in-one dotati anche di una piccola batteria interna, che permettono all’utente di spostarli a piacere nella propria abitazione, con un autonomia dichiarata pari anche a qualche ora. Nella pratica dei tablet da 20 pollici e oltre, magari non da utilizzare sui mezzi pubblici ma che potrebbero risultare utili in molti ambienti domestici.

Nel seguito valuteremo alcune soluzioni dei maggiori produttori sul mercato nazionale e internazionale, valutando però solamente alcuni modelli specifici. È infatti doveroso sottolineare come per ciascun dispositivo siano previste dal produttore stesso molteplici combinazioni hardware, pensate per soddisfare una vasta platea di utenti. Le variazioni più comuni sono relative alla sezione grafica (per chi è interessato a maggiori prestazioni in ambito tridimensionale e videoludico) o all’archiviazione, con opzioni allo stato solido che incrementano notevolmente le prestazioni dei prodotti. (…)

Estratto dell’articolo di 13 pagine pubblicato sul numero 262 di gennaio di PC Professionale

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