Apple ridisegna iOS 7: il test

Apple ridisegna iOS 7

Nel 2007 Steve Jobs presentò al mondo il primo iPhone, e con esso il sistema operativo che equipaggia il melafonino. In quell’occasione fu di fatto impossibile analizzare hardware e software separatamente, tanto era stretta l’integrazione tra queste due componenti nel pacchetto proposto da Apple. Alcuni degli archetipi che oggi diamo per scontati su uno smartphone furono introdotti in quell’occasione (tastiera virtuale con input senza pennino, pinch-to-zoom) ed è indubbio che, senza quell’iPhone, Android e Windows Phone non avrebbero la forma che conosciamo. Oggi, a distanza di sette anni, Apple presenta la settima versione di iOS. Si tratta ancora della migliore piattaforma mobile?

di Simone Zanardi

ICON_EDICOLAIn questo settennato, il panorama del settore è mutato considerevolmente: alcuni giganti del mercato smartphone di allora, come Blackberry, Hp e Nokia, si sono ridotti a semplici comparse o hanno mutato radicalmente l’approccio, mentre sul fronte dei sistemi operativi Apple forma con Google e Microsoft una terna che sembra difficile scalfire (iOS, Android e Windows Phone rappresentano oltre il 95% del mercato).

Nonostante la guerra dei brevetti che ha a lungo interessato i leader di settore, e che peraltro non è ancora terminata, è innegabile che in questi anni molte delle intuizioni della casa di Cupertino siano state quantomeno di ispirazione per la concorrenza, ma Apple è riuscita a conservare l’aurea di innovatrice principale.
Venendo al periodo più recente, iOS non viene certo da una stagione positiva: la versione 6 ha segnato il divorzio da Google per l’applicazione Mappe, con esiti tutt’altro che positivi che hanno portato tra l’altro all’allontanamento di Scott Forstall, vice-presidente della divisione software che si è rifiutato di scusarsi pubblicamente per i problemi che hanno afflitto il nuovo sistema cartografico della casa di Cupertino. Oltre a questa, le principali innovazioni di iOS negli ultimi anni sono state Siri, il sistema di interazione vocale interessante in potenza ma ancora immaturo per un utilizzo effettivo e quotidiano, e Passbook, la piattaforma di gestione dei pagamenti mobili made in Apple che però ha inspiegabilmente snobbato, per il momento, la tecnologia Nfc.

A ben vedere le introduzioni più interessanti in iOS 5 e 6 sono poi state mutuate dal mondo Android e Google (centro notifiche esteso, approccio rinnovato al Cloud), cosa che non costituirebbe affatto vergogna se non stessimo parlando di Apple, un’azienda che ha sempre sostenuto, molto spesso a ragione, di essere il faro nell’evoluzione dei sistemi operativi per smartphone.
iOS 7 sembra voler proseguire in questa tendenza: al di là  del restyiling grafico, le principali innovazioni della nuova versione sono il Centro di controllo e un nuovo metodo di gestione del multitasking (entrambi di chiara ispirazione Android), il sistema di scambio rapido AirDrop (Wi-Fi Direct e Samsung S-Beam dicono niente?) e le gesture evolute (ancora Android nel mirino). Tutte funzioni che operano in modo impeccabile migliorando l’esperienza utente, ma tradiscono una spinta all’innovazione certamente inferiore rispetto a quella che animava il gigante di Cupertino nell’era Jobs.

iOS 7 supporta tutti gli iPhone a partire dal 4, gli iPod Touch a partire dalla quinta generazione e tutti gli iPad (tranne la primissima versione). In questo senso Apple sembra confermare l’intento di voler evitare la frammentazione che affligge il mercato dei terminali Android. Chiaramente non tutti i dispositivi supportano tutte le funzioni introdotte da iOS 7, in parte per questioni legate alla potenza dell’hardware in parte per precisa scelta dell’azienda. (…)

Estratto dell’articolo pubblicato su PC Professionale numero 272 

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