Browser game per giocare online gratis

Gratuiti, adatti anche alle configurazioni hardware più datate, in grado di soddisfare tutti i gusti, dall’appassionato al giocatore occasionale. I perché di un fenomeno che coinvolge milioni di persone.

di Raffaele Gomiero

Videogiocare per passione, per ammazzare il tempo oppure per scaricare la tensione: sono tutti ottimi motivi per staccare la spina da famiglia, fidanzata, lavoro, impegni e scadenze. Da qualche anno chi passa molte ore a casa o in ufficio, dove desktop o notebook sono ormai una presenza fissa, può giocare a un numero incredibile di titoli senza perdersi in complicate configurazioni hardware. Cosa deve fare? Semplicemente lanciare il proprio browser internet. Già , si chiamano proprio così, browser game e sono titoli che non hanno nessun requisito hardware minimo; serve solo la connessione alla Rete e un qualsiasi sistema Windows o Mac, anche datato. Ormai si possono trovare titoli di ogni genere – dagli strategici militari ai manageriali sul calcio – e iniziare a giocare è semplicissimo, con regole che molto spesso si imparano in una decina di minuti.

Un’altra caratteristica che avvicina sia l’appassionato (o l’hardcore gamer) che il giocatore occasionale (o il casual gamer) è che un browser game può essere affrontato in modi diametralmente opposti. È possibile approcciarlo in maniera estrema, in modo da essere tra i primi in classifica o anche solo il primo dei propri amici/compagni di gioco, ma in questo caso è necessario dedicare grandi quantità  di tempo. Oppure è possibile giocare in maniera sporadica, impiegando solamente una decina di minuti al giorno. Ovviamente in quest’ultimo caso non si può pretendere di avere gli stessi risultati di chi si mette d’impegno, ma il bello è che il gioco è lo stesso e che in qualsiasi momento si può decidere di passare da hardcore a casual o viceversa.

Un altro aspetto fondamentale dei browser game è che non si “spengono”, a differenza di quanto accade nei videogiochi tradizionali. In pratica un browser game non si ferma mai: riunendo una massa così enorme di giocatori ci sarà  sempre qualcuno online in quel momento, per cui il gioco è sempre attivo anche quando si è a scuola, al lavoro o si sta dormendo. Sempre confrontandolo con un videogioco per Pc o console un browser game gode anche di un altro aspetto fondamentale particolarmente gradito: è gratis! Non è richiesto nessun pagamento per giocare, dovete solo aprire il vostro browser, andare sul sito del gioco, inserire il vostro login e potete iniziare. Ma allora dove guadagnano gli sviluppatori? Da due fonti: la pubblicità  e la possibilità  di acquistare elementi di gioco aggiuntivi attraverso l’acquisto di crediti a loro volta spendibili all’interno del gioco. Ovviamente se non acquistati attraverso questi crediti tali elementi sono impossibili da ottenere. Intendiamoci, la stragrande maggioranza delle volte un gioco è completo anche se non si investe un centesimo, ma nel caso si volesse avere l’albero dove fioriscono le caramelle ad abbellire la propria fattoria, un particolare edificio al centro della propria città  virtuale o la possibilità  di riparare le armate in metà  tempo non c’è che una cosa da fare: pagare! Gli sviluppatori puntano proprio su questi elementi aggiuntivi; se uno di questi piace in particolar modo, molti giocatori sono disposti a spendere. Si tratta di cifre veramente irrisorie, ma che moltiplicate a livello mondiale per l’enorme numero di giocatori portano nelle tasche degli sviluppatori un bel gruzzolo di euro. Molte società  hanno fatto il boom stringendo accordi con Facebook, permettendo a chi è iscritto al social network non solo di accedere al gioco semplicemente lanciando l’applicazione nell’apposita sezione Giochi, ma anche di comunicare a tutti gli amici connessi che si è iniziato quel determinato gioco e far sapere in tempo reale tutti i propri progressi.

L’evoluzione del fenomeno

Sebbene la loro esplosione sia un fenomeno recente, i browser game affondano le radici del passato. I primi titoli, infatti, fecero la loro apparizione nel “lontano” 1993 come ad esempio Stellar Crisis, un gioco di strategia a turni che non riscosse però un grande successo, complice il fatto che la Rete non era diffusa come oggi. Tre, quattro anni dopo arrivarono quelli che tutt’oggi sono i più “vecchi” browser game in attività : Runescape e Hattrick. Il primo è un Mmorpg (Massively Multiplayer Online Role-Playing Game, ovvero gioco di ruolo online multigiocatore di massa) dall’ambientazione fantasy che nel mondo conta dieci milioni di utenti, mentre il secondo è un gioco sportivo manageriale ambientato nel mondo del calcio nato in Svezia nel 1997. All’inizio le squadre iscritte erano solamente 16, mentre adesso sono circa 700.000 da oltre 100 nazioni di tutto il mondo.

La vera svolta si ha però nel 2002 con l’arrivo di due titoli sviluppati da Gameforge: OGame e Travian. Questi due strategici, dall’ambientazione completamente opposta, portarono alla ribalta il concetto della lotta “tutti contro tutti” e presto i giocatori impegnati in questi titoli diedero vita ad alleanze, tradimenti e strategie talmente estreme da risultare maniacali agli occhi di chi non era “dentro” il loro mondo. OGame e Travian attirarono talmente l’attenzione a livello globale che sulla scia di questo successo nacquero molte compagnie dedicate proprio allo sviluppo dei browser game. Prima su tutte Zynga che, da quando fu fondata nel 2007 da Mark Pincus, ha lanciato molti dei titoli più conosciuti, come Farmville, Cityville e l’ultimissimo Castleville. Farmville, per esempio, ha contribuito ad avvicinare l’universo femminile ai browser game, che, per il genere di giochi fino a quel momento sviluppati, attiravano quasi esclusivamente pubblico maschile. La coloratissima grafica di Farmville, lo scopo del gioco (gestire una fattoria era inusuale per l’epoca) e, soprattutto, vedere i propri vicini di fattoria unicamente come fonte di aiuto e non come avversari, piacque davvero molto al gentil sesso, e non è un caso avere tra i propri vicini di fattoria un elevato numero di “contadine virtuali”.

Per avere un’idea del fenomeno a livello mondiale basti pensare che, solo considerando i titoli Zynga, Cityville conta ben 48 milioni di utenti, Castleville (tra gli ultimi giochi lanciati) è già  a 35 milioni mentre gli altri titoli della casa si aggirano tra i 15 e i 30 milioni. Essendo tutti giochi social, dove avere molti vicini collaborativi è indispensabile, è facile non stupirsi davanti al fatto che a livello mondiali ci sono ben 4 miliardi di connessioni di vicinato tra utenti, con 54 milioni di utenti attivi al mese, addirittura 450 milioni di azioni social (invio di oggetti, scambio di materie prime o altro) al giorno, per un totale di 2 miliardi di minuti di gioco nelle ventiquattro ore. (…)

Estratto dal numero 253 di aprile 2012

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1 commento

  1. Stupisce come su Pc Professionale possano essere pubblicati articoli del genere. Le recensioni dei giochi non aggiungono nulla di più di quanto è scritto su Wikipedia (si confronti la recensione di Hattrick per esempio) e la recensione di F1 Project (che si chiama in realtà MyGpTeam) lascia credere che sia un un bel gioco (“il più completo manageriale sulla Formula 1 in circolazione”) quando invece è quasi inutilizzabile a causa di una povera interfaccia.

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