Connettersi ovunque

Oggi le reti cellulari non servono più solo per telefonare, ma anche (soprattutto?) per restare sempre collegati al Web.
Il punto della situazione su tecnologia, offerta e prodotti.
Di Simone Zanardi

Oggi le reti cellulari non servono più solo per telefonare, ma anche (soprattutto?) per restare sempre collegati al Web. Il punto della situazione su tecnologia, offerta e prodotti.

Di Simone Zanardi

Apertura 3GNavigare su Internet è  un’operazione sempre meno stanziale: secondo una ricerca Nielsen Online, nel mese di aprile sono stati 9,7 milioni gli italiani che hanno usato il proprio cellulare per collegarsi al Web, una cifra che rappresenta un quinto degli utenti di telefonia mobile e che segna un incremento del 29% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. C’è di più: se consideriamo che gli utenti che navigano da Pc ad aprile sono stati 25,2 milioni (incremento del 16%), risulta chiaro come le connessioni mobili ricoprono un ruolo di crescente importanza nel settore.

I fattori alla base di questo trend sono molteplici. In primo luogo l’evoluzione dei terminali: se è vero che l’Italia è da tempo il paese dei cellulari, è altrettanto innegabile che solo gli smartphone di ultima generazione, iPhone su tutti, hanno dato alla navigazione da palmare un vero appeal verso il grande pubblico. A questo fenomeno si è poi aggiunto quello dei netbook, apparati che hanno rimarcato definitivamente il sorpasso dei Pc portatili nei confronti del vecchio desktop. Il termine stesso netbook sottolinea come ormai la Rete, ovvero la connettività , sia il centro dell’esperienza informatica; e se è vero che i terminali sono sempre più mobili, altrettanto non può che avvenire per le connessioni a Internet.

Se consideriamo poi gli accessi in mobilità  da personal computer, un ruolo chiave in questi mesi è stato ed è svolto dalle cosiddette Internet Key; gli adattatori Usb rappresentano infatti il modo più semplice e intuitivo per collegare il notebook o il netbook alla rete senza dover ricorrere a complicate configurazioni.

ICON_EDICOLA

Il messaggio trasmesso dalle campagne di marketing (e nel complesso non tanto distante dalla realtà ) è all’insegna del più classico plug and play, tanto che molti provider lanciano la chiavetta Internet sotto forma di pacchetti all-in-one comprensivi di traffico dati per diversi mesi e quindi pronti all’uso.
Un secondo fattore trainante è stato quello dell’offerta economica; sebbene tutti siano più o meno concordi nel sottolineare come le tariffe mobili siano ancora troppo elevate, i pacchetti offerti oggi dai provider permettono di usufruire di un buon monte traffico mensile a cifre ragionevoli, e comunque in linea con le connessioni fisse.
Certo, le soglie di traffico comprese nel canone non permettono una navigazione totalmente libera da vincoli, ma un paio di gigabyte sono più che sufficienti nell’arco di un mese per un utilizzo Internet “disciplinato”, ovvero senza download massicci da reti peer-to-peer e eccessiva richiesta di contenuti video dai portali di streaming.
Anche la tecnologia di connessione ha fatto poi la sua parte: dopo l’avvento delle reti di terza generazione (Umts), l’Hspa (High Speed Packet Access) ha ulteriormente alzato il livello di prestazioni delle reti cellulari, portando di fatto le connessioni mobili a raggiungere e superare la soglia psicologica del megabit al secondo. Attualmente tutti i provider italiani sono a buon punto nel deployment della rete Hspa che, ricordiamo, promette velocità  nominali sino a 14,4 Mbps in downlink e a 5,76 Mbps in uplink.
Il problema sembra semmai spostarsi dalla rete di accesso (il canale radio verso i terminali) a quella di backbone, cioè sulle strutture che collegano le stazioni base cellulari a Internet. In questo ambito valgono le considerazioni già  espresse in ambito di connessioni fisse sullo scorso numero di PC Professionale al quale vi rimandiamo.
(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 231, in edicola dal 28 maggio)
PCProfessionale © riproduzione riservata.

2 Commenti

  1. Per connettermi in mobilità uso uno smartphone, direttamente o come modem collegato a un netbook. In quest’ultimo caso, in alternativa al collegamento via cavo su USB o via Bluetooth, ho trovato un’interessante applicazione di tethering, Joiku (http://www.joiku.com/), che, installata sul cellulare, lo trasforma in un hot spot, condividendo sulla scheda di rete wireless il collegamento dati 3G. La versione a pagamento (9 euro) permette di attivare la protezione WEP e fare qualche piccola personalizzazione. Il vantaggio è di avere un collegamento wireless senza i limiti di velocità del Bluetooth, lo svantaggio è l’elevato consumo della batteria del cellulare.
     

  2. Personalmente ho optato per la Vodafone.
    Nello specifico ho scelto l’offerta Internet Facile Large, abbonamento mensile da 20€, chiavetta internet già pronta per i 28.8M, 5 ore al giorno, per un totale di 150 ore mensili.
    Onestamente mi trovo particolarmente bene. Risente ben poco dei tipici rallentamenti di traffico dovuti agli orari, la copertura è molto buona, e rarissime volte si disconnette. Però non ho ancora preso il Freccia Rossa, citato da Giorgio Panzeri nell’editoriale!
     
    AlienwareAR

Comments are closed.