Cuffie in-ear: a confronto 12 pesi piuma

Cuffie in-ear per smartphone

Trascinate dal successo delle cuffie sovra e circumaurali, le cui vendite vanno in controtendenza rispetto allo statico mercato dell’audio, le intra auricolari – o in-ear per brevità  – stanno riscuotendo un interesse in costante aumento. Un interesse anche da parte di audiofili e appassionati di musica che finora, per vari motivi, le avevano snobbate o considerate poco attraenti. La scelta di auricolari in-ear è attualmente piuttosto ampia, con prodotti che soddisfano tutte le esigenze e i budget di spesa: se fino a non molto tempo addietro il mercato era sostanzialmente diviso tra i modelli – quasi sempre di scarsa qualità  – forniti in dotazione agli smartphone e i prodotti di fascia alta destinati prevalentemente all’utenza e alle applicazioni professionali, oggigiorno si possono reperire facilmente in-ear di livello consumer dalle qualità  sonore inaspettate.

di Marco Martinelli

ICON_EDICOLAL’ascolto in cuffia rappresenta il modo più personale di fruizione della musica, che può essere dettato per scelta, per esigenze o, molto spesso, per la somma di entrambi i fattori.

Tutti noi, prima o poi, ascoltiamo le nostre canzoni preferite in cuffia, vuoi perché desideriamo isolarci dall’ambiente esterno per immergerci con maggior intensità  nella musica – condizione talvolta valida anche tra le mura di casa – vuoi perché costretti da altri aspetti quali, in primis, il desiderio di continuare l’ascolto anche in mobilità , all’esterno, oppure in presenza di altre persone alle quali non vogliamo arrecare disturbo.

Le cuffie tradizionali, sovra aurali o circumaurali, chiuse o aperte, offrono innegabili vantaggi sul piano della resa acustica, ma in talune situazioni – soprattutto in movimento – possono non rappresentare la soluzione ottimale e diventare d’intralcio: se amate viaggiare leggeri portandovi addosso il minimo indispensabile ma senza rinunciare mai alla musica, le intra auricolari sono una scelta obbligata, che in alcuni casi potrebbe rivelarsi talmente soddisfacente da trasformarsi in un sistema di ascolto prevalente.

Considerare le cuffie in-ear come sottoprodotto di quelle tradizionali è un errore da evitare, in cui è facile cadere se ci si ferma alle apparenze: nella realtà  si tratta invece di dispositivi piuttosto sofisticati sotto il profilo costruttivo, che per conservare dimensioni e peso minimi senza penalizzare l’acustica costringono i progettisti ad ingegnarsi ricorrendo alle ultime tecnologie in fatto di suono ed ergonomia per assicurare risultati ottimali. Come rivela l’immagine dell’esploso riportata nella pagina, che mostra la struttura di una tipica cuffia in-ear, la realizzazione richiede numerose componenti e un certo livello di complessità , che nei modelli di maggior prestigio – e ovviamente costo – si accompagna ad una attenta scelta di forme e materiali più o meno raffinati.

È bene ricordare che, seppur in scala ridotta, anche questa tipologia di cuffie è inevitabilmente soggetta alle leggi che regolano il suono delle sorelle maggiori, con tutte le problematiche che ciò comporta: anche in questo caso quindi la resa complessiva non dipende soltanto dalle caratteristiche primarie del driver (dimensioni, risposta in frequenza, sensibilità  e altre) bensì dalla sommatoria di tutte le parti, come per esempio della cassa di risonanza o del tipo di condotto acustico.

Con l’ulteriore vincolo, determinante per il successo di una in-ear, rappresentato dal comfort.

Non va infatti dimenticato che stiamo parlando di oggetti destinati a essere parzialmente inseriti all’ingresso del condotto uditivo e non semplicemente appoggiati sopra o attorno al padiglione esterno: per forza di cose la struttura dovrà  pertanto essere il più leggera ed ergonomica possibile, in modo da essere mantenuta in posizione dai cuscinetti in silicone che non devono esercitare una pressione troppo accentuata per non causare disagio all’utente. Poiché il grado di tenuta di questi ultimi impatta sensibilmente non solo sulla stabilità  della cuffia ma anche sulla resa sonora, tutti in prodotti in commercio ne offrono in dotazione almeno tre, nelle canoniche e pressoché standardizzate misure small, medium e large; in alcuni casi i modelli di fascia alta sono forniti con ulteriori varianti, per esempio includendo set di cuscinetti in memory foam che si auto conformano alla struttura dell’orecchio.

Nelle pagine seguenti troverete la prova di dodici modelli di intra auricolari di ultima generazione, che abbiamo valutato sia sotto il profilo del rendimento musicale sia in termini di comodità  nell’impiego itinerante con telefoni cellulari e lettori Mp3.

È opportuno ricordare che in questo tipo di apparecchio il fattore comfort – di per sé essenziale per qualsiasi cuffia – è estremizzato: un modello che mal si adatta all’orecchio, che si sfila a ogni minimo movimento o che causa fastidio dopo poco tempo che si indossa farà  presto rimpiangere l’acquisto, indipendentemente dall’eventuale qualità  sonora straordinaria o dall’entità  delle cifra sborsata. (…)

Estratto dal numero di febbraio 2016 di PC Professionale

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