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Altoparlanti wireless: diciannove in prova

Redazione | 30 Giugno 2015

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Il mercato audio, estremamente conservativo e tradizionalista per quanto riguarda gli apparecchi di fascia alta destinati agli audiofili ma attento […]

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Il mercato audio, estremamente conservativo e tradizionalista per quanto riguarda gli apparecchi di fascia alta destinati agli audiofili ma attento a mode e tendenze in ambito consumer, si è rivelato particolarmente attivo nel segmento degli altoparlanti wireless portatili, una nuova categoria di prodotti nata sulla scia del successo di smartphone e tablet. L’enorme diffusione di dispositivi mobili utilizzabili come sorgenti musicali ha infatti determinato l’esigenza di avere riproduttori audio di peso e dimensioni ridotte, comodi da trasportare e sistemare ovunque, per godere in piena libertà  di ore di musica liberandosi dall’intralcio delle cuffie, indiscutibilmente comode per l’ascolto individuale ma inadatte per condividere l’ascolto tra più persone oppure per muoversi o rilassarsi in piena libertà , senza fili o oggetti da indossare.

di Marco Martinelli

ICON_EDICOLAGli altoparlanti wireless analizzati (19 modelli con prezzi variabili da 40 a 150 euro circa) si collegano facilmente tramite il Bluetooth – presente anche sugli smartphone e tablet più economici – e hanno il pregio di offrire una resa musicale e un volume sonoro accettabili nella maggioranza dei casi, fino a raggiungere livelli qualitativi inaspettati nei modelli più prestigiosi. Tutti i prodotti in prova, tranne uno, sono inoltre equipaggiati con un microfono per offrire la funzione vivavoce, un’opzione estremamente utile che consente di rispondere alla chiamate e dialogare al telefono con la massima comodità  anche restando a una certa distanza dal dispositivo audio. Rimanendo in ambito funzionale, va notato come una buona percentuale tra i 19 apparecchi presi in esame disponga di tasti per il controllo del volume ma non per il salto traccia, funzione di cui probabilmente non avvertirà  la mancanza chi usa lo smartphone – abitualmente tenuto in tasca a portata di mano – ma indiscutibilmente comoda con l’impiego di sorgenti musicali quali tablet o notebook.

Forma e trasporto

Idealmente, i diffusori wireless portatili si possono suddividere in due macro categorie: i micro e i mini. Tutti nascono per essere trasportati agevolmente, ma ovviamente per i primi questo aspetto è prioritario, anche a discapito della resa. Si tratta di sistemi generalmente mono, a singolo altoparlante, che non beneficiando di una cassa di risonanza di dimensioni adeguate sono generalmente limitati – tranne qualche eccezione – in gamma bassa. Il ridotto volume complessivo non è sempre, tuttavia, sinonimo di comodità : per esempio, il design perfettamente cubico del Sony X-11 impedisce di metterlo in tasca, condizione possibile invece con il Jbl Clip+ o con il Mifa F1 in virtù della loro forma tonda e non molto spessa. Un altro aspetto da considerare sul fattore forma: i sistemi a sviluppo cilindrico con driver disposti in modo radiale favoriscono la diffusione sonora omnidirezionale e sono quindi meno sensibili al posizionamento.

Resa Sonora

Le rigide leggi della fisica non lasciano spazio a illusioni in campo audio: le dimensioni minime dei driver possono essere adeguate per la gamma media e medio alta ma non certo per quella bassa. Dsp, equalizzazioni mirate e qualche accorgimento – cassa in bass reflex o driver passivi aggiuntivi, per esempio, possono tuttavia migliorare la situazione. Occorre tenere a mente che, all’aperto e in ambiente rumoroso, sarà  proprio la gamma bassa a perdersi maggiormente, e alzare il volume al massimo non risolverà  molto la situazione ma, al contrario, potrebbe determinare l’insorgere di distorsione e perdita di definizione del suono. Un consiglio: se possibile appoggiate l’apparecchio su di una base solida che possa agire da prolungamento della cassa armonica e rinforzare la gamma bassa, oppure in prossimità  di una parete o di un angolo. (…)

Trovate l’articolo completo su PC Professionale di luglio 2015