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Il controllo remoto passa dall’iPad

Redazione | 23 Novembre 2011

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L’ultima frontiera del telecontrollo è rappresentata dai client per iPad, in standard Vnc o proprietario. di Daniele Marino Il controllo remoto non […]

L’ultima frontiera del telecontrollo è rappresentata dai client per iPad, in standard Vnc o proprietario.

di Daniele Marino


Il controllo remoto non è una delle principali applicazioni per cui sono stati pensati l’iPad e i tablet che lo hanno seguito. Le differenze troppo marcate con l’hardware di un normale computer (controllato via mouse e tastiera il primo, esclusivamente dal tocco delle dita sullo schermo il secondo) possono far sembrare eccessivamente arduo il controllo a distanza di un sistema operativo per Pc. Esistono però diverse soluzioni che si ripromettono di portare sul touchscreen dell’iPad tutto il necessario per telecontrollare i nostri computer sfruttando tecnologie già  ampiamente collaudate nel mondo dei desktop.

Per questa breve carrellata abbiamo passato in rassegna le app per il controllo remoto più interessanti tra quelle oggi disponibili: TeamViewer HD, LogMeIn Ignition, Banckle Remote Access, Mocha VNC e Screens. Si tratta di cinque applicazioni assai differenti tra loro, che ci hanno permesso di valutare quale sia lo stato dell’arte di questa categoria di software.

TeamViewer HD

Questo è uno dei software di controllo remoto più utilizzati su desktop e server di tutto il mondo. Le caratteristiche che gli hanno permesso di imporsi su molti concorrenti sono la versatilità  e la facilità  d’uso: la versione per Windows del programma non necessita di installazione (comunque prevista, nel caso si pensi di utilizzare il programma con continuità ) e si compone di un unico file eseguibile in cui sono racchiusi sia il sistema host che quello guest. L’architettura del sistema TeamViewer non prevede infatti una connessione diretta client/server tra le due macchine, ma un collegamento di entrambi i Pc (quello da controllare e quello da cui prendere il controllo) ad un server esterno. Ciò semplifica grandemente la configurazione del sistema, poiché anche in reti ad elevati livelli di protezione spesso non è necessario alcun intervento su router o firewall per consentire al programma di operare.

Per chi non conoscesse questa soluzione, il sistema funziona così: sul computer da controllare bisogna lanciare un piccolo programma, che effettua una connessione al server centrale TeamViewer e fornisce all’utente due codici: un identificativo della connessione e una password. Quando si avvia TeamViewer sul computer che prenderà  il controllo, compare una schermata di login in cui è sufficiente inserire questi codici per stabilire la connessione.

Questa modalità  di funzionamento rende TeamViewer particolarmente indicato al supporto tecnico occasionale via Internet, anche su computer posizionati all’interno di una Lan. Sono ad ogni modo possibili connessioni permanenti, per le quali i dati necessari al collegamento non cambiano di sessione in sessione, e connessioni all’interno di una rete locale, effettuate cioè senza passare per server esterni alla rete. È poi possibile memorizzare una lista dei computer a cui ci si collega in remoto salvando i dati on-line, così da poterli ritrovare anche quando si utilizza TeamViewer da un’altra stazione di lavoro.

Su tablet la modalità  di funzionamento di TeamViewer non cambia. Ciò che cambia è naturalmente la modalità  con cui, sul touchscreen dell’iPad, si possono pilotare le finestre di Windows o di qualunque altro dei sistemi operativi supportati (Mac OS e Linux). TeamViewer sfrutta lo schermo dell’iPad come un touchpad: il mouse non si posiziona nel punto in cui si sfiora lo schermo con il dito, ma si sposta seguendone i movimenti. Questa soluzione, seppur meno suggestiva del poter “toccare” le finestre, permette con un minimo di pratica di ottenere una maggior precisione nel maneggiare gli oggetti a video. Anche la pressione dei tasti del mouse viene simulata come su alcuni modelli di touchpad: uno e due tocchi sullo schermo corrispondono a singolo e doppio clic, mentre il singolo tocco con due dita è associato al clic con il tasto destro del mouse. La tastiera a scomparsa è quella standard di iPad, a cui sono però aggiunti (in una toolbar sul lato superiore) i tasti tipici delle tastiere dei Pc: tabulazione, Esc, Ctrl, Alt, Windows, i tasti funzione, i cursori e via dicendo, oltre a combinazioni di tasti richiamabili con un unico pulsante (taglia, copia, incolla e l’immancabile Ctrl+Alt+Del). (…)

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 249 – dicembre 2011