Il retina display si fa in quattro

Anche il MacBook Pro da 13 pollici guadagna il display Retina: non si erano mai viste immagini così definite su un notebook al di sotto dei due chili. In prova l’ultimo portatile di Apple e l’iPad di quarta generazione.

di Pasquale Bruno

Il primo display con tecnologia Retina è apparso ormai più di due anni fa, precisamente il 24 giugno del 2010, sull’iPhone 4. In seguito è stato portato anche sugli iPod touch e sull’iPad di terza generazione, per approdare sui MacBook Pro a giugno del 2012. Il termine Retina display è stato coniato da Apple per indicare una densità  di pixel talmente elevata da rendere i punti che formano l’immagine invisibili all’occhio umano, almeno alla distanza tipica di utilizzo. Nel caso dell’iPhone 4, per esempio, la densità  dei pixel pari a 326 ppi (pixel per pollice) rende questi invisibili osservando lo schermo da 30 centimetri di distanza. Al di là  dei numeri e delle motivazioni più spesso dettate dal marketing che dalle leggi dell’ottica, resta il fatto che tornare a uno schermo normale dopo aver utilizzato un Retina display, su qualunque tipo di dispositivo, è davvero dura. Con il Retina, le immagini sembrano provenire più da una stampa su carta di buona qualità  che da uno schermo Lcd. La definizione, la nitidezza e la resa dei colori sono molto alte, permettendo di cogliere dettagli altrimenti invisibili su un display normale.

Chi ci legge da un po’ di tempo sa che siamo piuttosto cauti nell’utilizzo dei superlativi; nel caso della tecnologia Retina però non abbiamo dubbi. In particolare sui computer portatili, il Retina display può essere considerato una pietra miliare nella storia di Apple (e non solo). I due MacBook che lo utilizzano non sono paragonabili a nient’altro sul mercato; su un tablet la lettura di quotidiani, libri e fumetti è un’esperienza decisamente più appagante rispetto al passato.

Gli ultimi prodotti con display Retina ad arrivare sul mercato sono il MacBook Pro da 13 pollici e l’iPad di quarta generazione. Il nuovo MacBook sembra una versione in scala ridotta del modello da 15″ già  dotato di display Retina: decisamente più sottile e leggero, si indirizza ai tradizionali utenti dei notebook da 13″ a cui offre una portabilità  ancora superiore e lo schermo ad altissima definizione. L’iPad quarta versione invece è un aggiornamento del modello precedente, che fa proprie alcune tecnologie dell’iPhone 5, soprattutto per unificare alcuni standard; in più integra un processore molto più veloce.

Chi aspettava un MacBook Air con display Retina è rimasto deluso; pensiamo che i tempi non siano ancora maturi per una scelta del genere perché la mole di lavoro necessaria a gestire risoluzioni ben al di là  di quella Full Hd male si sposa con gli spessori sottili e con i “tranquilli” processori a basso consumo. (…)

Estratto dell’articolo di 8 pagine pubblicato sul numero 262 di gennaio di PC Professionale

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