Inkscape: una guida all’uso

Imparate ad utilizzare questo potente software di disegno vettoriale seguendo passo per passo gli esempi che abbiamo preparato per voi.

di Nicola Martello


Quando si vuole usare il computer per disegnare, bisogna prima di tutto decidere che tipo di software usare: raster oppure vettoriale. Nel primo caso il programma lavora con immagini bitmap, a livello di pixel, modificando il colore di ciascun punto secondo le azioni dell’utente (come l’applicazione di una pennellata che in definitiva è un gruppo di pixel di colore simile). Nel secondo caso gli elementi grafici sono entità  la cui forma è descritta da formule matematiche, come per esempio un cerchio o un rettangolo, a cui sono associati attributi come il colore o la trasparenza. I due approcci presentano vantaggi e svantaggi: i programmi raster sono l’ideale per creare immagini di tipo pittorico in cui i tratti hanno forma irregolare. Però è molto difficile – se non impossibile – modificare con precisione la forma delle singole pennellate già  applicate, inoltre ingrandendo il documento l’immagine si sgrana mostrando antiestetiche scalettature dovute alla disposizione a griglia dei pixel. Di contro, con un software di tipo vettoriale come Inkscape, che esaminiamo in questo articolo, bastano pochi clic per deformare i singoli componenti dell’immagine, e i bordi degli elementi grafici rimangono netti e compatti a prescindere dal livello di zoom.

Un aspetto molto positivo del software grafici di tipo vettoriale è la ridotta dimensione dei file che generano, dato che in essi sono memorizzate solo le formule matematiche che descrivono le sagome: anche un documento molto esteso e complesso richiederà  per la sua archiviazione un numero di byte molto limitato rispetto a una figura equivalente di tipo raster. In commercio si trovano svariati software di disegno vettoriale: i più famosi sono senza dubbio CorelDRAW e Adobe Photoshop, entrambi molto potenti ma piuttosto costosi. Per fortuna esistono anche alternative a costo zero, come Inkscape (http://inkscape.org). Si tratta di un software open source disponibile anche in lingua italiana e dotato di un buon set di strumenti, tra cui troviamo persino numerosi filtri per l’elaborazione di immagini anche di tipo bitmap. In questa guida all’uso vi presenteremo innanzitutto gli elementi di base della sua interfaccia, poi vi guideremo passo per passo nella creazione di sei disegni campione scelti in modo da consentirvi di prendere familiarità  con le funzioni più importanti del software.

L’interfaccia

Inkscape, impiega un’interfaccia dalla struttura tradizionale e ordinata, con i comandi allineati lungo i quattro lati dello schermo in modo da lasciare più spazio possibile all’area di disegno. I simboli degli strumenti di disegno sono ben comprensibili e sono disposti lungo il lato sinistro, mentre sotto sono allineati i colori della palette attiva. Subito sotto la barra orizzontale superiore, quella con i comandi di base, è disposta l’area con le opzioni dello strumento attivo.

Il documento è organizzato su livelli e il programma offre numerosi template, che vanno dal classico A4 ai formati pensati per il video e per il Web. Per quanto riguarda gli spazi colore, sono disponibili i consueti Rgb, Hsl e la quadricromia Cmyk; mancano però le tinte spot, come quelle Pantone. Notiamo inoltre che Inkscape permette una gestione molto semplice dei gamut del monitor e della stampante: per il monitor si carica il profilo colore (eventualmente creato con una sonda colorimetrica), mentre per la stampante sono disponibili parecchi profili che si rifanno agli standard internazionali. La disposizione precisa degli oggetti nel disegno è facilitata dallo snap magnetico in corrispondenza dei punti notevoli come i nodi e i bordi. Naturalmente sono disponibili anche griglia e guide magnetiche, posizionabili secondo necessità .

Il programma offre i classici comandi per creare sagome base come rettangoli, ellissi, poligoni, stelle e spirali. Ogni rettangolo possiede poi una maniglia con cui si può impostare (purtroppo globalmente) lo smusso dei quattro spigoli. È anche possibile creare scatole 3D in prospettiva, con dimensioni e punti di fuga regolabili tramite apposite maniglie. Per le linee disegnate a mano libera troviamo tre strumenti diversi, che permettono rispettivamente di tracciare curve di Bezier, con smusso automatico oppure costituite da una serie di archi ben raccordati. È anche disponibile un opzione per far variare lo spessore della linea, in modo che sembri tracciata con un pennello o con una stilografica. Le possibilità  per le campiture sono decisamente più ristrette. Inkscape può riempire una forma, il suo contorno, o anche una semplice area delimitata da diversi tracciati, sia con colori uniformi oppure sfumati (linearmente o radialmente) sia con una trama vettoriale o bitmap, selezionabile in una libreria oppure ottenuta da altro disegno creato in precedenza. Le sfumature e le trame sono ridimensionabili e orientabili in tempo reale direttamente nell’area di disegno, grazie alle solite maniglie. Nel caso delle campiture sfumate la sequenza dei colori e delle trasparenze va impostata in una finestra ad hoc, che purtroppo non è dotata di una rappresentazione grafica che mostri chiaramente la disposizione dei nodi relativi alle tinte scelte. In compenso Inkscape dispone di un ottimo filtro per sfocare e per variare l’opacità  della sagoma, che comunque mantiene tutte le sue caratteristiche vettoriali. Questi due effetti grafici sono facilmente impostabili in un pannello dedicato (posto a destra dell’area di lavoro) che raccoglie il set completo di opzioni relative alle campiture. La trasparenza e la sfocatura non sono le uniche trasformazioni che è possibile assegnare alle figure vettoriali: il programma dispone di una nutrita libreria con filtri di tipo bitmap, che però non impediscono una successiva elaborazione dei nodi della sagoma. Per la stesura dei testi troviamo gli strumenti di base per scrivere in un’area rettangolare oppure lungo una curva qualsiasi; peccato che manchino le opzioni per spostare il testo rispetto alla linea di riferimento. Inkscape possiede anche un correttore ortografico, disponibile però solo in inglese.

Una volta disegnate le sagome è possibile elaborarle con uno strumento che funziona, a seconda delle opzioni attivate, come uno scalpello o come un magnete. Nei test però non si è comportato in maniera soddisfacente, a causa della sua notevole imprecisione. Decisamente più efficaci sono le operazioni booleane tra forme e tracciati disposti sul foglio di lavoro, e i numerosi script che creano in automatico forme complesse come alberi frattali e ingranaggi. Inkscape non possiede uno strumento dedicato alla stesura delle quote, ma offre unicamente uno script che crea le quote relative alla larghezza e all’altezza dell’oggetto selezionato, prive del relativo valore numerico. L’utente può partire da queste ultime e modificarle secondo necessità , ma si tratta comunque di un lavoro da fare a mano, quindi piuttosto lungo e noioso nel caso in cui le quote siano molte. Infine è possibile tracciare diagrammi a blocchi, con linee spezzate che collegano i vari elementi e che rimangono connesse anche quando si muovono le forme. Però la disposizione delle linee è personalizzabile in maniera molto limitata e i diagrammi che si ottengono hanno sempre un aspetto un po’ troppo approssimativo. (…)

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 249 – dicembre 2011

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