Intel, un futuro non solo di Cpu

Microarchitetture, sistemi radio digitali, riconoscimento dei gesti e sistemi consapevoli. Ecco alcune delle novità  che il colosso di Santa Clara ha annunciato al consueto Idf autunnale.

di Davide Piumetti

Un evento all’insegna della tecnologia con una finestra aperta sul futuro. Ecco come si potrebbe sintetizzare l’Idf (Intel Developer Forum), appuntamento classico tenuto dal maggiore produttore di Cpu al mondo per la divulgazione dei propri progetti e successi e per la formazione degli addetti ai lavori. Al consueto scenario di presentazione di nuovi processori e tecnologie pronti per arrivare sul mercato nel corso dell’anno successivo si è aggiunto un crescente interesse verso lo sviluppo di soluzioni proprie, che vanno oltre il semplice ruolo di fornitore di componenti. Mai come quest’anno si è infatti potuto avvertire un cambiamento di tendenza rispetto alla storia Intel; da produttore di circuiti integrati sempre migliori e sempre più veloci, l’azienda americana si sta trasformando in un oggetto molto più complesso, in grado con i propri mezzi di immaginare il futuro prossimo venturo e di dargli forma nel mondo reale.

Nei tre giorni di lavori Intel ha infatti mostrato al mondo non solo i propri processori di prossima generazione, battezzati Haswell, ma ha condiviso la propria idea di evoluzione tecnologica nel senso più ampio del termine, districandosi tra sistemi di riconoscimento della persona e dispositivi sempre più consapevoli. Tra le numerose sessioni tecniche spiccano alcuni temi ricorrenti, come la necessità  di un nuovo tipo di interfaccia uomo-macchina e un’attenzione sempre maggiore verso smartphone e tablet, sui quali saranno sempre più presenti i processori Intel. La maggiore innovazione tecnologica è stata però presentata da Justin Rattner, che ha mostrato per la prima volta i risultati di oltre 10 anni di ricerche, che hanno portato Intel allo sviluppo di un sistema di trasmissione radio completamente digitale, con una rivoluzione paragonabile al passaggio, negli anni ’50, dalle valvole ai transistor. Il punto di convergenza dell’intera visione Intel è stato però la consapevolezza che la potenza offerta dai moderni microprocessori è infatti ormai tale da rendere comuni le operazioni ritenute complesse solo qualche tempo fa e possibili quelle ritenute fuori portata. L’accelerazione costante nella ricerca e sviluppo ha però portato quasi a un freno nel miglioramento continuo, con i software attuali che difficilmente riescono a sfruttare appieno il potenziale a disposizione. Intel ha di conseguenza avviato programmi a tutto tondo finalizzati all’esplorazione di nuovi scenari d’uso, dai sistemi in grado di intuire il nostro comportamento a quelli che prendono consapevolezza della situazione e ci assistono di conseguenza. La potenza a disposizione nei prossimi anni sarà  dunque dedicata a sistemi di questo tipo che, memori di troppi film fantascientifici sull’argomento, ci spaventano e attraggono allo stesso tempo. Niente paura però, Skynet per ora è ancora lontana. (…)

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di novembre 2012

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