Ivy Bridge: Cpu Intel in 3D

La nuova generazione di processori porta grandi miglioramenti sotto ogni punto di vista. Prestazioni superiori uniti a consumi nettamente più bassi rispetto al passato, pur avendo a disposizione una sezione grafica completamente nuova che permette, forse per la prima volta, di giocare anche senza una scheda discreta.

di Davide Piumetti

Sei anni fa Intel annunciò al mondo la propria nuova e ambiziosa strategia battezzata “Tick-Tock” a indicare progressi continui proposti a intervalli ben definiti e costanti, proprio come l’avanzare delle lancette di un orologio. Questa mossa fu decisa in seguito a risultati poco brillanti ottenuti tra il 2003 e il 2005, quando il colosso californiano prese un abbaglio credendo di poter costruire Cpu sempre più veloci semplicemente aumentando la loro frequenza operativa. Visti i limiti tecnologici del silicio (che ancora oggi limitano le frequenze massime dei processori tra 3 e 4 GHz), venne sviluppato un nuovo piano industriale che ha guidato Intel fuori dai problemi del tempo e che promette di renderla sempre più all’avanguardia nel settore. La strategia Tick-Tock si articola in due passaggi che si ripetono ciclicamente, ognuno dei due riguarda un aspetto del progetto di un microprocessore e ignora quasi completamente l’altro.

Il concetto alla base del discorso è che una Cpu moderna è costruita con una microarchitettura ben definita e utilizzando un particolare processo produttivo e che portare avanti un’evoluzione diretta in entrambe i settori contemporaneamente è un’impresa titanica. Intel ha di conseguenza scelto consapevolmente di evitare questa sovrapposizione fornendo di conseguenza ampi margini di movimento ai propri ingegneri.Lo sviluppo di una microarchitettura è infatti un lavoro già  di per sé molto complesso che risulta però estremamente più difficile se non poggia su una base solida come il processo produttivo che verrà  utilizzato per la Cpu. È ugualmente vero che sviluppare una nuova tecnologia di produzione quando le specifiche dell’architettura mutano in continuazione ha un grado di complessità  notevolmente maggiore.Da qui il Tick-Tock, in cui all’incirca ogni 12 mesi Intel rinnova il processo produttivo mantenendo quasi invariata l’architettura della Cpu (Tick) e, alternativamente, la microarchitettura alla base delle proprie Cpu utilizzando un processo produttivo ormai consolidato (Tock). Finora abbiamo dunque avuto tre fasi Tock con l’introduzione delle microarchitetture Conroe nel 2006, Nehalem nel 2008 e Sandy Bridge nel 2011 e due Tick con Penryn nel 2007 e Westmere nel 2010, con una cadenza annuale tranne nel passaggio da Nehalem (novembre 2008) e Westmere (gennaio 2010).
Quest’anno, di conseguenza, Intel ha pronta la nuova fase Tick con i processori Ivy Bridge con tecnologia produttiva a 22 nm. Quest’ultima è la novità  maggiore del prodotto, quella che porta a mantenere quasi invariata la microarchitettura per progredire tecnologicamente sul fronte del processo produttivo. Lo scorso anno abbiamo però già  affrontato in maniera approfondita l’argomento, quando Intel ha annunciato il processo produttivo a 22 nm con transistor di nuova concezione e sviluppati in tre dimensioni anziché planari come di consueto. Nel Dvd in allegato potete trovare il nostro precedente articolo con un’analisi completa del nuovo processo produttivo Intel.

La famiglia Ivy Bridge

La famiglia di Cpu Ivy Bridge, secondo i canoni fin qui mantenuti da Intel, sembra dunque essere una semplice evoluzione delle Cpu Sandy Bridge (come il nome assonante rende plausibile); almeno finché non si iniziano ad analizzare i dettagli dei nuovi processori. Con questa generazione Intel non si è infatti limitata a migliorare il processo produttivo costruendo processori più veloci e meno esosi in termini di consumi, ma ha anche approfittato per apportare qualche miglioria al progetto originale. L’impatto di tali modifiche e aggiornamenti è tale da poter considerare (anche a detta di Intel stessa) questa evoluzione come un Tick+.Intel propone la nuova generazione di processori Ivy Bridge come sostituzione diretta di tutta la propria gamma con la sola eccezione dei due estremi di mercato: le Cpu Sandy Bridge-E a sei core al top della gamma e le Cpu Pentium e Celeron come modelli super economici. Entro l’anno la transizione alla nuova generazione toccherà  però anche loro.I modelli in commercio riprendono dunque le famiglie che Intel ci propone ormai da qualche anno: i modelli Core i7 per la fascia medio-alta, quelli Core i5 per la media e i Core i3 per quella bassa. Così come Sandy Bridge utilizzava numeri di quattro cifre per definire il modello iniziando con il 2 per Ivy Bridge si passa al prefisso 3 indicando la terza generazione nella nomenclatura scelta da Intel. Unica eccezione sono ancora i processore Sandy Bridge-E che utilizzano già  il numero 3 iniziale e che resteranno al top della gamma ancora per qualche mese. (…)

Estratto dal numero 254 di maggio 2012

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