La nuvola personale

di Maurizio Bergami e Dario Orlandi. Ha collaborato Elena Avesani

(Scarica la guida all’uso di KeePass citata nell’articolo)

Negli ultimi anni le abitudini degli utenti informatici evoluti sono molto cambiate: è sempre più difficile individuare un computer principale, utilizzato per la maggior parte del tempo e che contenga tutti i documenti personali. Al contrario, in molte case si trovano computer fissi e portatili, a cui bisogna aggiungere i Pc presenti sul luogo di lavoro, i notebook aziendali e i sempre più diffusi dispositivi portatili, in particolare smartphone e tablet, che rendono ancor più complessa la gestione e la distribuzione delle informazioni. Come fare per avere sempre a disposizione, su qualunque computer, i propri dati? Le chiavette Usb di memoria sono una soluzione possibile, ma possono rompersi e il rischio di perderle è sempre in agguato. Oggi un’alternativa decisamente più efficace è quella dei sistemi di storage e sincronizzazione basati sul Web, come quelli che vi presentiamo in questo articolo.

I servizi di storage e sincronizzazione che sfruttano il cloud non sono certo una novità  dell’ultimissima ora. Dropbox, oggi probabilmente il più noto, è nato nel 2007 ed è stato lanciato ufficialmente l’anno successivo. Negli ultimi quattro anni però, si sono moltiplicati e negli ultimi mesi il settore si è ulteriormente rivitalizzato grazie all’ingresso di Google e al profondo restyling apportato da Microsoft al suo SkyDrive.

L’offerta oggi non è solo vasta ma anche variegata, dato che molti protagonisti cercano di distinguersi dai concorrenti offrendo funzioni uniche. Per questo articolo abbiamo preso in considerazione esclusivamente i servizi rivolti in primo luogo agli utenti privati e con i seguenti requisiti minimi: almeno 2 Gbyte di spazio Web gratuito (espandibile a pagamento), funzioni di condivisione dei dati e disponibilità  di client locali per sistemi Windows, Mac e almeno una piattaforma mobile. Hanno superato il nostro filtro di selezione sei prodotti: Dropbox, Google Drive, Microsoft SkyDrive, SpiderOak, SugarSync e Wuala.

Il fatto che i servizi esaminati siano pensati in primo luogo per l’utenza consumer non significa che non possano essere usati anche in ambito lavorativo. Al contrario, specie nei team di piccole dimensioni possono rivelarsi molto utili dato che spesso hanno funzioni di collaborazione piuttosto avanzate. Nessuno di essi offre tuttavia il controllo centralizzato degli account e dello storage tipico invece dell’offerta specifica per il mercato aziendale.

Tutti i servizi recensiti prevedono un modello freemium, con un primo livello d’iscrizione gratuito e senza scadenza che offre però una quantità  limitata di spazio nel cloud. Si può acquistare spazio aggiuntivo pagando un canone mensile o annuale, ma con alcuni servizi è possibile aumentare gratuitamente lo spazio disponibile semplicemente convincendo altri utenti a iscriversi, utilizzando funzioni specifiche o testando le versioni beta del client. I prezzi dello spazio aggiuntivo variano in maniera sostanziale (nell’articolo trovate una tabella riepilogativa delle varie offerte), ma lo storage gratuito in molti casi può essere già  sufficiente.

Abbiamo ritenuto indispensabile la disponibilità  di client locali per le piattaforme Windows e Mac, ma la maggior parte dei prodotti offrono anche un client per Linux. Tutti, con l’eccezione di Wuala, mettono anche a disposizione un’interfaccia Web, spesso notevolmente sofisticata, che permette di accedere da qualunque computer ai dati nel cloud. Un fattore da considerare con cura è la disponibilità  di App per dispositivi mobili; in questo caso il client di solito permette soltanto di sfogliare e scaricare selettivamente i dati, dato che la sincronizzazione sarebbe un’operazione molto onerosa in termini di occupazione di memoria e di banda passante.

L’usabilità  dell’interfaccia utente è un fattore critico per questi prodotti. Un servizio di cloud storage, per essere efficace, deve risultare semplice da usare e impostare: abbiamo quindi verificato la facilità  con cui ciascuno di essi consente di eseguire la configurazione iniziale e il setup delle politiche di sincronizzazione. Una volta configurato, il servizio deve poi lavorare nel modo più trasparente possibile, dando però all’utente la possibilità  di verificare cosa sta succedendo. Molto importanti sono anche le opzioni di gestione e condivisione dei dati: è utilissimo poter caricare online  documenti o fotografie e metterle a disposizione di amici o colleghi semplicemente comunicando loro l’Url generato automaticamente dal servizio. Alcuni prodotti offrono molto di più: ad esempio consentono di accedere anche in scrittura a cartelle specifiche e addirittura di lavorare contemporaneamente sullo stesso file tramite un’interfaccia Web.

Un aspetto molto delicato è quello della sicurezza: è opportuno verificare nel dettaglio le misure adottate dai fornitori del servizio per proteggere i dati sia in transito sia nel cloud. Per non correre rischi nel caso di un accesso fraudolento all’account si può ricorrere poi a un ulteriore livello di cifratura: potete trovare qualche indicazione su come implementarlo nel riquadro “Dati cifrati anche in locale”.

Dall’analisi è emerso un panorama molto vario: i servizi recensiti hanno punti di forza specifici, funzioni esclusive e offerte commerciali molto diverse. Per scegliere quello ideale bisogna quindi valutare con attenzione le proprie esigenze e i dispositivi che si vogliono utilizzare per l’accesso ai dati. Se nessuno dei candidati dovesse soddisfare completamente i requisiti, non tutto è perduto: nulla vieta infatti di utilizzarne in contemporanea due o più. (…)

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero 256 luglio 2012

I servizi provati:

– Dropbox

– Google Drive

– Microsoft SkyDrive

– SpiderOak

– SugarSync

– Wuala

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