Trovare la reflex ideale sotto i 500 euro

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Comprare una reflex entry level: visto il variegato mercato fotografico è lecito chiedersi se, oggi, questa scelta abbia ancora un senso. Le compatte di fascia alta, infatti, stanno raggiungendo prestazioni comparabili con le reflex entry, grazie soprattutto all’impiego di sensori di dimensioni maggiori (fino a 1″) e di ottiche luminose e di qualità . Non solo prestazioni, ma anche versatilità , visto che le moderne compatte permettono poi di utilizzare lenti o flash aggiuntivi per accrescerne le potenzialità  creative. Esattamente come in una reflex. Parallelamente il mondo delle mirrorless si è evoluto notevolmente negli ultimi anni. Oggi sia in termini di prestazioni assolute, sia di ampiezza di corredo, molti sistemi mirrorless possono confrontarsi direttamente con le migliori offerte del segmento reflex. Quindi quali sono ancora i reali benefici delle reflex digitali?

di Valerio Pardi

ICON_EDICOLAPer rispondere a questa domanda occorre fare un breve passo indietro e individuare quali sono gli elementi che concorrono alla realizzazione di una foto di qualità . Il primo aspetto riguarda il sensore. Se questo è di dimensioni elevate, come nel caso del formato Aps-C utilizzato su tutte le reflex entry level, si avrà  un dispositivo dotato di singoli fotorecettori di dimensione superiore a quella di sensori più piccoli, dotati dello stesso numero complessivo (ovvero risoluzione). Questo porta al primo vantaggio: un miglior rapporto segnale/rumore. Sensori più grandi a parità  di tecnologia e numero di pixel offrono immagini più pulite, soprattutto alle alte sensibilità . Il confronto con qualsiasi compatta, quindi, porta le reflex a essere superiori in quanto a qualità  assoluta.

Si potrebbe obiettare che le mirrorless possono montare sensori analoghi, e anch’esse possono intercambiare le ottiche esattamente come una normale reflex. In questo caso il confronto si fa più complesso. Le reflex offrono un mirino ottico che permette istantaneamente di vedere cosa si sta fotografando e qual è il soggetto realmente messo a fuoco. Per le mirrorless invece si stanno sviluppando mirini elettronici sempre più performanti e in grado di competere con il classico mirino ottico. A oggi però nessun mirino elettronico ha raggiunto ancora la qualità  di visione di un classico mirino ottico, tant’è che tutti i modelli professionali adottano il classico mirino ottico, con l’unica eccezione della Sony SLT a99. A questo va aggiunto che i sistemi autofocus sviluppati per le reflex offrono ancora una precisione e velocità  superiore a quelli, al momento, gestibili dai sistemi mirrorless. Il gap però si è accorciato notevolmente e si ridurrà  ulteriormente nel prossimo futuro e non è così improbabile prevedere che anche le reflex del futuro faranno uso di un mirino elettronico. Non è nemmeno un caso che una delle “reflex” in prova questo mese non sia veramente una reflex! Sony, con l’a3000, è stata la prima azienda a intuire la possibilità  che una normale mirrorless – opportunamente ricarrozzata per assomigliare a una reflex – possa competere qualitativamente con le D-Slr offrendosi a un prezzo aggressivo in virtù dei minor costi produttivi (assenza del meccanismo di ribaltamento dello specchio, sensori autofocus assenti, pentaprisma, ecc…). Nei mesi prossimi potremmo assistere ai risultati di questa mossa e vedere come il mercato, o meglio, i fotografi, valuteranno la proposta di Sony.

Reflex, sinonimo di qualità 

Nell’immaginario collettivo, e complice una diffusione delle reflex che è iniziata a metà  dello scorso secolo, queste fotocamere sono anche sinonimo di un prodotto nato per offrire fotografie di qualità . La versatilità  di poter sostituire l’obiettivo, la possibilità  di vedere esattamente cosa e come si sta inquadrando attraverso un mirino che traguarda attraverso l’obiettivo e la presenza di sistemi automatici avanzati (autofocus e sistemi di esposizione automatica) offrono al fotografo uno strumento unico per la cattura di immagini fotografiche e di riprese video di qualità  cinematografica.

In questo panorama, le reflex entry level rivestono un ruolo fondamentale. Devono saper traghettare il fotografo non ancora, o non per forza, esperto di tecnica fotografica, in un segmento in cui, a differenza del mondo delle compatte, occorre avere (o sarebbe preferibile) un minimo di tecnica fotografica. I produttori quindi si sono ingegnati nello sviluppo di automatismi e di interfacce grafiche in grado di guidare l’aspirante fotografo verso la realizzazione dell’immagine che ha in mente, tramite la propria D-Slr. Se infatti nelle reflex top di gamma si assiste a una normale corsa nello sviluppo tecnologico (nuovi sensori, sistemi autofocus più veloci e precisi, esposimetri sempre più raffinati, corpi macchina più resistenti e così via…), le reflex entry level si avvantaggiano proprio di questo sviluppo tecnologico, ma lo “nascondono” dietro a menu user friendly e sistemi guidati che puntano a far ottenere il risultato voluto, senza che il fotografo abbia il necessario bagaglio tecnico culturale per saper gestire ogni singolo parametro di ripresa della propria reflex. Si tratta di un equilibrio molto delicato, perché l’automatismo deve lasciar spazio anche alla crescita del fotografo, per permettergli in un secondo tempo di poter passare ad un modello di fascia superiore.

I modelli in prova questo mese riassumono quanto scritto fino a ora. Si tratta sì di modelli d’ingresso nel mondo delle reflex, ma sono anche fotocamere in grado di offrire risultati qualitativi assoluti molto elevati. Ad esempio, la Nikon D3200, che ha uno street price inferiore ai 500 euro, offre una qualità  delle immagini decisamente superiore, sia per dettaglio che contenimento del rumore, rispetto a quella offerta dalla Nikon D300s, reflex prosumer di qualche anno fa, venduta ai tempi a circa 1.700 euro! (…)

Estratto dell’articolo pubblicato su PC Professionale numero 273

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1 commento

  1. Articolo utile ma manca un dettaglio. Nella prova della Nikon D3200 si fa cenno ad una relativa “insufficienza” dell’obiettivo standard fornito in bundle con la macchina e si afferma che esistono nella gamma Nikkor obiettivi più adatti alla risoluzione del sensore. Sarebbe possibile esplicitare il criterio da adottare per selezionare all’interno della sterminata gamma Nikkor le ottiche adeguate per ottenere risultati alla altezza della elevata risoluzione disponibile? Grazie  Roberto Nardi- Varese 

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