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Le fotocamere indistruttibili

Redazione | 26 Luglio 2012

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Acqua, sabbia, cadute: le rugged resistono a tutto e sono le compatte perfette da portare in vacanza. Sotto test 11 modelli da […]

Acqua, sabbia, cadute: le rugged resistono a tutto e sono le compatte perfette da portare in vacanza. Sotto test 11 modelli da 90 a 400 euro.

di Valerio Pardi

L’estate è l’occasione per sfruttare al meglio il nostro corredo fotografico e soddisfare la passione per la fotografia. Tuttavia fotocamere e vacanze spesso non vanno d’accordo. È il caso di un piacevole soggiorno al mare in cui salsedine, sabbia e l’obbligo di tenere d’occhio la preziosa strumentazione mal si accostano con la spensieratezza del periodo. Anche nel caso di impegnative passeggiate in montagna, caricare di qualche chilogrammo extra lo zaino per il corredo fotografico può non giovare alla schiena e alle gambe. Certamente poi ci sono infinite altre possibilità  di vacanza e tempo libero che si conciliano meglio con la passione della fotografia, ma anche per quelle situazioni che sembrano le meno praticabili, è possibile comunque divertirsi con una fotocamera in grado di resistere ad acqua, polvere e urti. Inoltre una soluzione “a prova di tutto” permette di espandere i propri orizzonti creativi, di norma ben lontani da tutte quelle situazioni che possono danneggiare il corredo fotografico (pioggia, sabbia, salsedine, urti accidentali, ecc…). Ci sono vari modi per approcciarsi a questo tipo di fotografia, ma la soluzione più semplice è quella di scegliere una fotocamera di tipo rugged o all-weather, ovvero resistente a ogni situazione climatica e agli urti.

Queste fotocamere possono infatti fotografare sott’acqua senza bisogno di scafandri o altre protezioni particolari, sono anche resistenti a polvere e sporco e in molti casi sono testate per resistere a cadute e urti accidentali. Tutto questo senza perdere di vista l’aspetto dei contenuti fotografici, con caratteristiche tecniche anche di alto livello sia per quanto riguarda l’ottica sia per il sensore e il software di gestione. Non sono comunque le uniche soluzioni adatte per fotografare al mare o in condizioni simili. Produttori specifici realizzano scafandri appositi per le classiche fotocamere, sia compatte che reflex. Questi hanno il vantaggio di offrire una maggiore completezza di funzioni, soprattutto per quanto riguarda le capacità  di immersione, dove facilmente sono garantiti per 40 metri e più di profondità , contro pochi metri delle fotocamere rugged.

Di contro sono molto scomodi da utilizzare per via delle dimensioni e il prezzo è tutta’altro che indifferente. Rimangono però la soluzione ideale per impieghi molto specialistici. Tornando a impieghi più “vacanzieri”, oltre alle fotocamere rugged, ci si può dotare di apposite custodie flosce che permettono di proteggere la nostra fotocamera, reflex o compatta, da sabbia e polvere, oltre a consentire immersioni fino alla profondità  di qualche metro, di solito per non più di 30 minuti. Sono soluzioni relativamente economiche, ma che mettono comunque a rischio il nostro corredo fotografico di eventuali infiltrazioni d’acqua a causa di imperizia nell’utilizzo della custodia o per usura delle guarnizioni nel tempo.

Per stare a riparo da brutte sorprese può essere vantaggioso dedicare una fotocamera a questo particolare impiego. È proprio in questa veste che le fotocamere all-weather o rugged riescono a offrire i massimi vantaggi. Sono di dimensioni contenute ed esteticamente poco differenti da una classica compatta, offrono, in base ai modelli, una completa dotazione tecnica e una qualità  d’immagine buona e, soprattutto, possono essere utilizzate là  dove le altre fotocamere devono essere messe al riparo. Il range di prezzo di questa categoria di fotocamere compatte è abbastanza eterogeneo, si parte da meno di 100 euro per il modello più semplice, per arrivare a superare i 400 euro. Gli 11 modelli in prova questo mese sono stati quindi divisi in due gruppi distinti, in base al prezzo e al target di riferimento. Infatti, quasi tutti i produttori offrono una duplice possibilità  di scelta: da un lato un modello semplice e poco costoso, contrapposto a una fotocamera evoluta e dalle caratteristiche tecniche di livello più elevato.

I modelli entry level

In questa prima selezione rientrano la Fujifilm Finepix XP50, Nikon Coolpix S30, Olympus Tough TG-320 e Panasonic Lumix FT-20. Siamo di fronte a quattro modelli che puntano alla massima semplicità  operativa, lasciando poco spazio agli elementi di corredo. Le caratteristiche tecniche sono spesso essenziali, con poche implementazioni degne di nota. Sono macchine ideali −visto anche il prezzo relativamente abbordabile − come secondo o terzo corpo da portare sempre con sé in vacanza o da dare al proprio figlio per una gita senza troppe precauzioni. Tutti i modelli in prova infatti sono anche resistenti a cadute da 80 centimetri o più e permettono immersioni sicure fino ad almeno 3 metri di profondità .

Sono dunque fotocamere ideali da tenere in spiaggia sotto l’ombrellone o con sé durante un pomeriggio in piscina. Tra tutte spicca la Nikon Coolpix S30, non tanto per le prestazioni, quanto invece per la forma e l’interfaccia. Esteticamente ricorda una compatta a pellicola di qualche anno fa, tanto da sembrare quasi un giocattolo a causa del rivestimento di plastica lucida. I comandi si effettuano agendo su grossi pulsanti colorati posti a lato del display posteriore, che mostra, di volta in volta, la funzione del tasto relativo. Il concetto è quindi semplicità  ai massimi livelli. Ciò si ripercuote però su alcuni dati tecnici che possono lasciare perplessi, come la risoluzione di “soli” 10,1 Mpixel o l’obiettivo integrato con zoom che copre le focali equivalenti di un 29-87mm, ma il prezzo allettante e la facilità  d’utilizzo compensano qualche caratteristica tecnica non proprio di ultimo grido.

Le altre tre fotocamere del gruppo offrono invece una concezione più classica, scelta che va però a influenzare il prezzo: la più economica delle tre ha un prezzo di circa il 75% superiore a quello della Coolpix S30, la meno cara di tutta la comparativa. Fujifilm, Olympus e Panasonic offrono però caratteristiche tecniche più moderne nella propria offerta entry level. La risoluzione dei sensori raggiunge i 16 Mpixel, un valore comparabile alle compatte tradizionali. Anche l’estensione dello zoom acquista versatilità  – pur senza esagerare – raggiungendo i 5X di escursione ottica totale. In alcuni modelli si spingono a focali equivalenti a 140mm (Fujifilm), in altri si è preferito privilegiare l’angolo di campo maggiore, pari a un 25mm di focale (Panasonic).

Se le caratteristiche tecniche sono, sulla carta, più che discrete, alla prova sul campo quello che lascia un po’ perplessi è la qualità  complessiva delle fotografie. Le prestazioni ad alti Iso sono piuttosto deludenti, soprattutto per alcuni dati di targa. La possibilità  di scattare a 3.200 Iso o anche 1.600 Iso sarebbe una caratteristica molto interessante per queste fotocamere, che possono essere utilizzate anche sott’acqua, in condizioni di luce quindi non ottimali. Tutte le fotocamere di questo gruppo, con poche eccezioni, mostrano un calo considerevole della qualità  sopra la sensibilità  minima, che ne rendono l’utilizzo sconsigliabile se non strettamente necessario. Inoltre le prestazione ottiche degli obiettivi, costretti dal design impermeabile a configurazione ottiche apposite, non hanno brillato per nitidezza, soprattutto ai bordi. A questo si aggiunge un sistema autofocus generalmente preciso ma non fulmineo. (…)

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero 257 agosto 2012