L’invasione dei tablet

Tablet APE

Entro Natale arriveranno tanti modelli in un mercato nato da poco e già  estremamente dinamico. Vi presentiamo la prova in anteprima del Samsung Galaxy Tab e una panoramica dei prossimi prodotti.

Di Pasquale Bruno

ICON_EDICOLAGli ultimi dati di Apple relativi al terzo trimestre 2010 parlano chiaro: 4,1 milioni di iPad venduti tra luglio e settembre, equivalenti a circa 45.000 pezzi al giorno, contro i 3,3 milioni del trimestre precedente. Si tratta di numeri impressionanti considerato che questo settore, dei tablet Pc consumer, era praticamente inesistente fino a gennaio. Sono numeri con i quali tutti i produttori di dispositivi portatili devono fare i conti, dato che l’iPad ha iniziato tra l’altro a erodere il mercato dei netbook. Asus, ad esempio, ha ritoccato al ribasso le previsioni di vendita dei suoi Eee Pc fino a 1,4 milioni di unità  per il terzo trimestre 2010, dopo che nei due precedenti trimestri ha visto una riduzione delle vendite da 1,6 a 1,5 milioni.
Dunque è proprio il settore dei netbook a essere più in pericolo e praticamente tutti i produttori attivi in questo settore hanno annunciato (o stanno per farlo) un tablet Pc. Il tablet va a inserirsi tra gli smartphone e i computer portatili, fascia occupata tradizionalmente proprio dai netbook. In realtà  il settore è talmente vivace che già  si delineano scenari alternativi. Al momento si possono distinguere i dispositivi più grandi, con schermo da 10 pollici come l’iPad, e qualcosa di più piccolo e maneggevole come il Samsung Galaxy Tab, dotato di display da 7 pollici e soprattutto della possibilità  di fare telefonate vocali. Il Dell Streak, ancora più compatto col suo schermo da 5″, è già  in vendita nel Regno Unito e va ad aggredire direttamente il mercato degli smartphone.

C’è tanta carne al fuoco e al momento è impossibile prevedere con ragionevolezza la piega che prenderà  il mercato. I modelli in arrivo puntano sulla dimensione intermedia, con display da 7″, e la maggior parte di essi utilizza il sistema operativo Android. Grande battaglia ci sarà  anche sul fronte dei prezzi, attualmente tutt’altro che popolari: è chiaro che la sfida sarà  anche sul riuscire a offrire il prodotto più completo al minor costo, almeno per quanto riguarda i modelli prettamente consumer. Per quanto riguarda le piattaforme hardware, Intel ha già  annunciato la sua architettura Oak Trail, di derivazione Atom e particolarmente adatta ai tablet Pc, su cui magari far girare il sistema operativo Meego sviluppato in collaborazione con Nokia. E il cerchio si chiude. ARM, attuale monopolista del settore, ha intanto annunciato le Cpu Cortex A15: fino a quattro core funzionanti a 2,5 GHz, con processo produttivo a 32 o 28 nanometri, indirizzate a tablet e smartphone. Da parte sua, Nvidia propone la piattaforma Tegra 2 che è fatta apposta per i dispositivi più piccoli, sui quali riesce a offrire anche delle prestazioni grafiche 3D di livello superiore. Sul versante software, Microsoft prevede di rilasciare entro fine anno una versione di Windows 7 ottimizzata per funzionare sui tablet, che prevedibilmente sarà  indirizzata ai dispositivi più grandi e potenti. Il panorama è davvero molto vasto.
Nell’immediato futuro c’è una piccola incognita a carico di Android. Hugo Barra, Group Product Manager del settore mobile di Google, ha dichiarato che l’attuale versione 2.2 di Android non sarebbe adatta all’utilizzo sui tablet, per via delle più ampie dimensioni dello schermo rispetto agli smartphone.

In particolare i dispositivi con schermo più grande di 9,7 pollici potrebbero dare dei problemi a livello di applicazioni. Per quanto abbiamo potuto notare durante la prova del Galaxy Tab, il sistema operativo di Google funziona egregiamente e può essere paragonato senza complessi di inferiorità  a quello di Apple. In realtà  c’è il sospetto che Google voglia spingere Chrome OS per i tablet; quelli prospettati non ci sembrano problemi (sempre che lo siano) che un aggiornamento software di Android non possa risolvere. Per questa volta Google potrebbe trovarsi nella condizione di doversi adeguare al mercato. (…)

(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 236 – novembre 2010)

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