Monitor in tre dimensioni

Dopo anni di incertezze sembra che ora sia la volta buona per la stereoscopia anche per i display dei computer, complici la diffusione dei film in 3D e la disponibilità  di occhiali Lcd attivi dalle buone prestazioni e dal prezzo accessibile.

di Nicola Martello

Il 3D, o più precisamente la stereoscopia, sta rinnovando con molto clamore i settori del cinema e della televisione ma stranamente agisce in sordina nel mondo dell’informatica. Certo, quest’ultimo settore è da sempre molto più sensibile all’arrivo di nuovi processori, ma bisogna considerare anche che tutti i sistemi operativi e la quasi totalità  dei programmi hanno un’interfaccia 2D, quindi la stereoscopia non ha mai suscitato un grande interesse nella maggior parte degli utenti di computer. Storicamente, gli unici software che possono avvalersi con profitto del 3D sono i Cad e i giochi in prima persona. In tempi recenti, l’arrivo dei film 3D e l’affermazione quasi a livello di standard del sistema a occhiali attivi 3D Vision di Nvidia hanno catalizzato l’attenzione dei produttori e dei consumatori e oggi è effettivamente possibile – con una spesa relativamente contenuta – vedere bene con un computer sia i film 3D sia i giochi in prima persona. Sono quindi questi, film 3D e giochi, i motori che spingono la stereoscopia nel mondo informatico, mentre i Cad 3D rimangono sempre in una nicchia per professionisti.

I monitor 3D sono ancora una piccola minoranza rispetto al totale dei modelli disponibili sul mercato, segno che questo nuovo filone è solo agli inizi e in effetti sul 3D aleggia tuttora lo spettro di una prematura scomparsa. A rendere la crescita del 3D ancora più difficile ha contribuito la scellerata politica di vincolare per molti mesi la vendita dei film 3D di maggior successo ai televisori di alcune marche. Per favorire la vendita dei propri prodotti, infatti, le più importanti aziende di elettronica di consumo hanno stretto accordi commerciali con le major cinematografiche per la distribuzione in esclusiva di film in 3D. Per esempio, “Avatar 3D” è tuttora disponibile solo acquistando un televisore o un lettore Bd di Panasonic, mentre nel recente passato sempre Panasonic aveva “L’Era Glaciale 3” e “Coraline e la porta magica”. Sony allegava “Piovono polpette” (ma non in esclusiva), Samsung distribuiva “Mostri contro Alieni”. Tali esclusive hanno un tempo limitato, in genere sei mesi, dopo di che anche questi Blu-ray 3D sono acquistabili liberamente. Inoltre i detrattori di questa tecnologia non si stancano di ripetere che la visione con gli occhialini è faticosa e innaturale, difetti che faranno sgonfiare a breve la bolla della stereoscopia.

Sebbene questi problemi non possano essere ignorati, è anche vero che un sistema di visualizzazione 3D ben fatto è capace di regalare emozioni molto piacevoli e arricchisce la visione dei film e dei giochi grazie alla sensazione che l’osservatore ha di essere affacciato a una finestra, da cui è possibile vedere una scena davvero molto reale.

Monitor per desktop: lo stato attuale

Dal punto di vista tecnologico, tutti i monitor 3D esaminati in queste pagine usano pannelli Lcd Tn (Twisted Nematic) capaci di funzionare con una cadenza (refresh) di 120 fotogrammi al secondo, contro i 60 Hz dei normali display. Tra i vari tipi di Lcd, i Tn sono i più economici da produrre e sono anche molto veloci: i valori dichiarati per i display in prova per passare tra due livelli di grigio è infatti di 2 – 3 millisecondi, un valore veramente molto basso per questa tecnologia. Proprio per aumentare la velocità  di commutazione, tutti i prodotti usano l’Overdrive, una tensione elettrica superiore o inferiore al normale (a seconda che il nuovo colore debba essere più scuro o più chiaro di quello di partenza) applicata per un tempo molto breve all’inizio della transizione, che poi torna al valore normale. Però i pannelli Tn mostrano una sensibile variazione cromatica quando si sposta lateralmente il punto di vista e cambiano di luminosità  quando ci si sposta verticalmente. La visibilità  di questi difetti è direttamente proporzionale alla dimensione del pannello, in quanto più è grande il display maggiore l’angolo tra la zona centrale e una periferica. La soluzione a questo problema consiste nell’impiegare pannelli Ips (In-Plane Switching), P-Mva, (Premium-Multi Domain Vertical Aligment) oppure S-Pva, (Super-Patterned Vertical Alignment) usati nella produzione dei monitor professionali e dei televisori di grande formato. Siccome questi pannelli sono assai più costosi, è praticamente impossibile trovarli nei display consumer come quelli considerati in questa prova. La sorgente di illuminazione nei prodotti odierni è sempre più spesso basata su Led invece delle tradizionali lampade fluorescenti Ccfl (Cold Cathode Fluorescent Light).

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 240 – marzo 2011

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