Monitor per giocare

In prova 14 modelli con risoluzione Full Hd e diagonali fino a 27 pollici. A confronto i veloci pannelli di tipo Tn, adatti anche al 3D stereoscopico, e quelli Ips dai colori più precisi.

di Michele Braga

Come nel lavoro, anche nel gioco la qualità  e le funzionalità  degli strumenti sono elementi essenziali non solo per ottenere una buona esperienza ludica, ma anche per conquistare la vittoria nella sfida alle proprie abilità  o a quelle di altri giocatori. L’industria delle periferiche per videogiochi sforna in continuazione soluzioni che seguono e a volte anticipano le necessità  dei videogiocatori più esigenti ed esperti. Non esistono infatti solo i casual gamer, cioè coloro che vivono il gioco come mero riempitivo tra un impegno e un altro o come antistress, ma anche una folta schiera di videogiocatori per i quali il momento di svago assume l’importanza di una prestazione atletica dove l’adrenalina scorre come un fiume in piena l’allenamento e gli “attrezzi del mestiere” fanno la differenza.

Il desktop e la postazione del videogiocatore costituiscono un vero e proprio ecosistema all’interno del quale si concentrano componenti hardware, periferiche di controllo evolute e sistemi audio per centinaia di euro. Il monitor, che domina questo spazio reale e che permette di immergersi in quello virtuale, è spesso sottovalutato perché non incide in modo diretto sulle prestazioni del Pc. In realtà  è un elemento importante perché fa la differenza nel definire il livello di coinvolgimento attraverso i colori delle ambientazioni e nel determinare precisione e reattività  di gioco. Potremmo fare un paragone con la visione dei film: l’esperienza e il coinvolgimento offerto da un televisore dotato di un piccolo schermo dai colori slavati sono difficilmente paragonabili a quelle offerte da un apparecchio moderno in alta definizione e dai colori vividi.

La scelta del monitor è una questione tutt’altro che semplice: a differenza di quanto accade con gli altri componenti rimane sulla propria scrivania per anni prima di essere sostituito; inoltre si è spesso costretti a un acquisto a scatola chiusa, senza la possibilità  di osservare e valutare il pannello del monitor in condizioni ottimali.

A differenza di un processore o di una scheda grafica la percezione dei colori e dell’immagine non può essere sintetizzata in un valore numerico con un significato preciso.

Quello che invece è possibile fare e obiettivo di questa rassegna è mettere a confronto diversi prodotti a parità  di condizioni di prova per fornire un giudizio per forza di cose soggettivo, ma spiegato e avvalorato dalle misurazioni oggettive eseguite in laboratorio nella riproduzione delle tinte di colore in condizioni ideali.

Le caratteristiche del monitor da gioco

Prima di analizzare i singoli prodotti in prova vediamo quali sono le esigenze di un videogiocatore e quali le caratteristiche che il monitor dovrebbe offrire. Dato per assodato che la configurazione desktop sia idonea per giocare, un buon monitor per questo tipo di utilizzo deve avere una risoluzione almeno Full Hd, cioè pari a 1.920 x 1.080 pixel.

La superficie del display deve essere ampia a sufficienza da occupare la maggior parte dello spazio di visione dell’utente; in questo modo il giocatore percepisce un senso di immersione e coinvolgimento maggiore.

Un monitor con diagonale di 24 pollici è un buon punto di partenza; diagonali minori sacrificano troppa superficie e affaticano la vista perché i dettagli diventano molto piccoli; a parità  di risoluzione i monitor da 27 pollici offrono maggior spazio, ma se il pannello non è di ottima fattura rischiano di compromettere la nitidezza delle immagini a causa della maggiore dimensione dei pixel. Anche il fattore di forma del display è importante: il formato Full Hd con rapporto di 16:9 permette di avere un angolo di visione orizzontale aperto e sufficiente per simulare il campo di visione umano. La soluzione ideale, ma estremamente costosa, è di impiegare più monitor per ricreare sia una superficie di visione maggiore sia angoli di campo molto vicini a quelli reali. (…)

Estratto dell’articolo di 15 pagine pubblicato sul numero di settembre 2012

PCProfessionale © riproduzione riservata.