Monitor Usb: portatili, facili da configurare e versatili

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Grazie alla sua semplicità  di utilizzo l’interfaccia Usb è stata adottata da quasi tutte le tipologie di periferiche legate al mondo dell’informatica moderna. La tecnologia Usb è presente, infatti, su tutti i computer portatili o fissi di qualunque marca e con qualsiasi sistema operativo. È una tecnologia pervasiva che è stata capace di superare indenne lo scontro con interfacce come quelle Firewire e Thunderbolt grazie al basso costo di implementazione, alla semplicità  di utilizzo da parte dell’utente, alla capacità  di alimentare e ricaricare i dispositivi portatili e alla caratteristiche Plug and Play che oggi è una funzione indispensabile alla quale siamo ormai abituati. 

di Michele Braga

ICON_EDICOLADopo i mouse, le tastiere, le webcam, le stampanti, le unità  di archiviazione e la vasta gamma di dispositivi portatili, sta prendendo piede l’utilizzo di monitor che possono essere collegati al computer con la stessa semplicità  di un mouse. La tecnologia DisplayLink Usb consente di collegare pressoché ogni tipologia di monitor attraverso una connessione Usb 3.0 o Usb 2.0. I punti chiave sui quali si fonda il successo di questo approccio sono la semplicità  di configurazione e la praticità  di utilizzo: l’utente deve solo installare il software DisplayLink, collegare il monitor e aspettare qualche secondo per il rilevamento e la configurazione automatica del dispositivo. Gli esempi di situazioni in cui questa tecnologia si rivela utile sono moltissimi: se siete un utente con l’esigenza o l’abitudine di lavorare su due monitor, la soluzione DisplayLink permette di farlo anche in viaggio grazie a display leggeri, trasportabili e che richiedono un solo cavo per essere utilizzati. Se siete abituati a tenere presentazioni, la disponibilità  di un proiettore DisplayLink permette di eliminare alla radice la necessità  di avere adattatori e cavi video.

Uno degli obiettivi che questa tecnologia si è posta è stato quello di eliminare l’ormai antiquata connessione Vga, che a causa della sua natura analogica, oltre a essere limitata dal punto di vista della risoluzione, non dispone di sistemi di rilevamento e configurazione automatici. La tecnologia sviluppata da DisplayLink permette invece di ottenere una riproduzione video attraverso una connessione a bassa latenza e di supportare risoluzioni fino a 2.560 x 1.600 pixel – con i chip di controllo di fascia più alta – con grafica a 32 bit.

Come funziona

Come la maggior parte delle periferiche Usb di tipo PnP (Plug and Play), anche quella sviluppata da DisplayLink prevede l’installazione di un driver software che presiede al riconoscimento della periferica collegata e che ne permette al tempo la gestione. Al momento il sistema operativo con il miglior supporto è quello Windows di Microsoft, mentre nel caso delle piattaforme OS X – al momento della prova e in cui scriviamo il driver più recente è in fase beta – l’esperienza di utilizzo riserva qualche sorpresa: una latenza evidente nello spostamento delle finestre e alcuni artefatti sulle zone dell’interfaccia che contengono menu e tasti d’azione. Abbiamo provato anche l’applicazione – sempre in fase beta – dedicata ai dispositivi Android per la quale vi rimandiamo al box in queste pagine.

Il vantaggio delle docking station Usb All’interno dell’ambiente aziendale o in quello del piccolo ufficio, l’utilizzo delle docking station rappresenta una razionalizzazione dei costi e la possibilità  di fornire una postazione ergonomica anche a chi ha utilizza il notebook come ufficio mobile. Questi dispositivi di espansione utilizzano connettori proprietari che impongono al cambio della docking station nel momento in cui si cambia la marca del sistema portatile. I chip DisplayLink più avanzati permettono di realizzare docking station che sfruttano l’Usb 3.0 come interfaccia tra il computer portatile e la costellazione di periferiche di espansione. Il vantaggio in questo caso è, quindi, la completa compatibilità  della docking station con qualunque tipologia di sistema portatile in modo indipendente dal modello e dalla marca. DisplayLink offre processori adatti a singoli monitor, a docking station complete per una singola postazione e soluzioni ad hoc per soluzioni enterprise.

DisplayLink anche su dispositivi Android

La tecnologia che permette di utilizzare l’interfaccia Usb anche per pilotare monitor esterni è compatibile anche con alcuni dispositivi su base Android, oltre che ai computer standard con sistemi operativi Windows e OS X. In questo caso è necessario fare un distinguo sia sul fronte dei dispositivi sorgente sia su quello dei monitor: per quanto riguarda i dispositivi è necessario che sia supportata la modalità  Usb Otg (Usb On the Go) che permette di controllare periferiche esterne; se il dispositivo di cui disponete è compatibile con questa modalità  operativa dovrete acquistare un cavetto Usb Otg – circa una decina di euro – in modo da trasformare la porta micro Usb del dispositivo mobile in una Usb standard. In secondo luogo è bene ricordare che la porta Usb di un dispositivo mobile non è in grado di alimentare un monitor esterno e per questo motivo è necessario utilizzare versioni dotate di una propria alimentazione (come per esempio il monitor Philips presente in questa prova).

Per quanto riguarda il funzionamento, questa soluzione ricalca quanto è già  possibile fare utilizzando una connessione Hdmi Mhl; questo è più performante di un DisplayLink su Usb 2.0. Nel corso delle nostre prove abbiamo installato utilizzato un tablet Nvidia Shield per eseguire applicazioni standard e videogiochi sul monitor esterno di Philips. Abbiamo anche utilizzato un hub alimentato esterno, collegato al cavo Usb Otg così da connettere al dispositivo non solo il monitor Usb, ma anche un mouse e una tastiera. Per chi si trova in mobilità  estrema e vuole trasformare il tablet Android in una postazione di lavoro di emergenza, questa soluzione permette di rendere la cosa possibile con un costo minimo. (…)

Trovate l’articolo completo su PC Professionale di luglio 2015

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