Netbook e Atom Dual Core

idea ape - 3

Dopo aver debuttato sui piccoli nettop, l’Atom dual core entra nei portatili grazie a una versione ottimizzata. Scopriamo quali sono i suoi vantaggi.

di Pasquale Bruno

L’architettura Atom per netbook è nata nell’aprile del 2008 ed è rimasta fino a oggi immutata nella sostanza. I vari miglioramenti introdotti da Intel nel corso degli anni non hanno modificato in maniera radicale questa piattaforma; si sono avuto piuttosto degli affinamenti, soprattutto in termini di risparmio energetico. La prima innovazione di un certo rilievo è arrivata con il core Pine View, introdotto a dicembre 2009, che ha visto l’integrazione del controller per la memoria e del sottosistema grafico direttamente nel package del processore. In questo modo il chipset di supporto si è ridotto da due a un elemento, a vantaggio dei consumi elettrici, dei costi, degli ingombri e della complessità  delle schede madri.
Per completezza, ricordiamo che le soluzioni Atom di Intel viaggiano su due binari paralleli: uno per i netbook, che è quello da noi analizzato in questo contesto, l’altro per i Mid (Mobile Internet Devices) e per altri dispositivi più piccoli, come possono essere i Tablet Pc.
Per questi ultimi oggetti ci sono le piattaforme Silverthorne e Lincroft, rispettivamente dotate delle Cpu serie Z500 e Z600, che si distinguono per le dimensioni inferiori e per i consumi ancora più ridotti. Normalmente non vengono impiegate sui netbook mainstream, a parte un tentativo iniziato nel 2009 da alcuni produttori scontratosi però con i costi superiori e con le prestazioni ancora più scarse rispetto agli Atom serie N200/N400.
Ritornando ai processori strettamente per netbook, Pine View continua a utilizzare lo stesso processo produttivo originario a 45 nanometri e non ha introdotto grandi migliorie a livello di prestazioni. In questi anni il Web si è evoluto, al pari dei sistemi operativi, delle applicazioni e dei contenuti multimediali. I netbook invece no, almeno per quanto riguarda la capacità  di fruizione di tutto ciò. La loro potenza di calcolo è fondamentalmente la stessa dal 2008 ed è difficile fare di meglio a meno di cambiare totalmente l’architettura interna della piattaforma. Gli Atom sono ancora fermi al palo della superscalarità  a due pipeline e dell’esecuzione In-order (anziché la più efficiente Out-of-order), tecnologie tipiche dei primi Pentium di inizio anni ’90 del secolo scorso. Rivedere tali concetti implica un radicale mutamento degli Atom, che a quel punto non potrebbero più offrire bassi costi di produzione e consumi estremamente ridotti.

ICON_EDICOLAL’architettura Atom per netbook è nata nell’aprile del 2008 ed è rimasta fino a oggi immutata nella sostanza. I vari miglioramenti introdotti da Intel nel corso degli anni non hanno modificato in maniera radicale questa piattaforma; si sono avuto piuttosto degli affinamenti, soprattutto in termini di risparmio energetico. La prima innovazione di un certo rilievo è arrivata con il core Pine View, introdotto a dicembre 2009, che ha visto l’integrazione del controller per la memoria e del sottosistema grafico direttamente nel package del processore. In questo modo il chipset di supporto si è ridotto da due a un elemento, a vantaggio dei consumi elettrici, dei costi, degli ingombri e della complessità  delle schede madri.

Per completezza, ricordiamo che le soluzioni Atom di Intel viaggiano su due binari paralleli: uno per i netbook, che è quello da noi analizzato in questo contesto, l’altro per i Mid (Mobile Internet Devices) e per altri dispositivi più piccoli, come possono essere i Tablet Pc.

Per questi ultimi oggetti ci sono le piattaforme Silverthorne e Lincroft, rispettivamente dotate delle Cpu serie Z500 e Z600, che si distinguono per le dimensioni inferiori e per i consumi ancora più ridotti. Normalmente non vengono impiegate sui netbook mainstream, a parte un tentativo iniziato nel 2009 da alcuni produttori scontratosi però con i costi superiori e con le prestazioni ancora più scarse rispetto agli Atom serie N200/N400.

Ritornando ai processori strettamente per netbook, Pine View continua a utilizzare lo stesso processo produttivo originario a 45 nanometri e non ha introdotto grandi migliorie a livello di prestazioni. In questi anni il Web si è evoluto, al pari dei sistemi operativi, delle applicazioni e dei contenuti multimediali. I netbook invece no, almeno per quanto riguarda la capacità  di fruizione di tutto ciò. La loro potenza di calcolo è fondamentalmente la stessa dal 2008 ed è difficile fare di meglio a meno di cambiare totalmente l’architettura interna della piattaforma. Gli Atom sono ancora fermi al palo della superscalarità  a due pipeline e dell’esecuzione In-order (anziché la più efficiente Out-of-order), tecnologie tipiche dei primi Pentium di inizio anni ’90 del secolo scorso. Rivedere tali concetti implica un radicale mutamento degli Atom, che a quel punto non potrebbero più offrire bassi costi di produzione e consumi estremamente ridotti.

(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 235 – ottobre 2010)

Nessun Articolo da visualizzare